tradimenti
La siepe e la HOT WIFE (parte 1)
Verdetentazione
03.06.2026 |
1.719 |
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"Era seduto accanto alla finestra, tranquillo, con un'espressione serena che non lasciava trasparire alcun disagio..."
La villa era una di quelle che noti appena il cancello si apre: un lungo vialetto alberato, aiuole perfette e una siepe di lauroceraso che chiedeva una bella sistemata.Parcheggiai il furgone e iniziai a preparare l’attrezzatura.
Fu allora che la vidi per la prima volta. Affacciata alla terrazza del primo piano, un caffè tra le mani e uno sguardo curioso che sembrava osservarmi con più attenzione del necessario.
Mi salutò con un sorriso appena accennato. Uno di quei sorrisi che non sai bene come interpretare.
Passarono le ore. Il rumore del tagliasiepi riempiva il giardino, ma ogni tanto, alzando gli occhi, la ritrovavo lì. Prima vicino alla piscina, poi sotto il portico, infine tra le rose. Sempre elegante, sempre impeccabile.
A metà mattina arrivò con un vassoio.
“Con questo caldo, forse gradisci qualcosa di fresco.”
La ringraziai. Le nostre dita si sfiorarono per un istante. Nulla di particolare. Eppure qualcosa cambiò.
Continuai il lavoro, ma sentivo il suo sguardo addosso. Non era immaginazione. Ogni volta che mi voltavo, i suoi occhi erano già lì.
Quando terminai la parte principale della siepe, mi invitò a vedere il giardino sul retro. Disse che voleva un consiglio per alcune piante ornamentali.
La seguii.
Dietro la villa si apriva un angolo nascosto, lontano dagli sguardi. Il sole filtrava tra gli alberi e l’aria profumava di gelsomino. Lei camminava lentamente, raccontandomi del giardino, ma sembrava interessata a tutt’altro.
Si fermò.
“Devo confessarti una cosa”, disse sorridendo.
La guardai senza rispondere.
“Da quando sei arrivato non sono riuscita a concentrarmi su nient’altro.”
Per un momento il tempo sembrò fermarsi.
I suoi occhi brillavano di sicurezza, fascino e quella sottile dose di audacia che rende una persona irresistibile.
Mi sorrise ancora.
Rimasi in silenzio per qualche secondo, cercando di capire se stesse scherzando.
Lei abbassò lo sguardo sul giardino, poi tornò a fissarmi.
"Probabilmente penserai che sia strano."
Sorrisi.
"Dipende da cosa stai per dirmi."
Fece un piccolo passo verso di me.
"Con mio marito abbiamo un rapporto particolare. Molto aperto. Ci piace condividere fantasie, emozioni e quella sottile tensione che nasce quando qualcuno entra nel nostro mondo."
La osservai senza interromperla.
"È stato lui a contattarti per il lavoro, ma quando mi ha parlato di te non immaginavo che avrei passato la mattina a guardarti dalla finestra."
La sua sincerità mi colpì più delle parole stesse.
Non c'era imbarazzo nel suo modo di parlare. Solo sicurezza.
"Quindi tuo marito sa che siamo qui?"
Lei rise piano.
"Sa molto più di quanto immagini."
Il vento muoveva lentamente le foglie del lauroceraso appena sistemato. Per un attimo il giardino sembrò diventare il palcoscenico di qualcosa di completamente diverso da una normale giornata di lavoro.
"Nel nostro gioco," continuò, "la parte più bella non è ciò che accade. È l'attesa. Gli sguardi. Le possibilità. Sapere che qualcosa potrebbe succedere."
Compresi allora perché ogni sorriso, ogni pausa e ogni sguardo della mattina sembravano avere un significato nascosto.
Lei si avvicinò ancora, abbastanza da farmi percepire il profumo delicato che indossava.
"Ti sei mai trovato in una situazione del genere?”
In realtà sì," ammisi dopo un istante”.
"Nel tempo libero mi è capitato di conoscere coppie che avevano abitudini simili alle vostre”
Lei sollevò leggermente un sopracciglio. Il suo sguardo si soffermò su di me e sul mio membro per un secondo più del necessario, come se stesse riconsiderando qualcosa.
"Lo immaginavo."
"Davvero?"
Annuì.
"Quando ti ho visto arrivare, ho notato la cavigliera sulla gamba destra. Non sapevo se fosse lì per pura casualità oppure se fosse un messaggio destinato a chi sa coglierlo."
La guardai, sorpreso che avesse notato un dettaglio così piccolo.
"E tu cosa hai pensato?"
Le sue labbra si incurvarono appena.
"Che valeva la pena scoprirlo."
Sorrisi senza rispondere subito. Per qualche istante nessuno dei due parlò.
"Allora direi che il tuo intuito ha funzionato."
Lei ricambiò il sorriso, e nei suoi occhi passò una soddisfazione discreta ma evidente.
"Mi fa piacere. Significa che non mi ero sbagliata leggendo certi segnali."
Lasciò scivolare il silenzio tra noi ancora una volta.
"Allora forse," disse infine con un sorriso enigmatico, "questa sarà una giornata che ricorderai per molto tempo."
Le sue parole rimasero sospese nell'aria mentre la sua mano prese la mia e ci incamminammo verso casa. Attraversammo il giardino in silenzio, mentre nella mia mente continuavano a riecheggiare le sue parole.
Indossava un vestito corto, bianco, con dei fiori azzurri. Contro luce potevo intravedere il suo meraviglioso fondoschiena.
Una volta entrati, mi propose una doccia per rinfrescarmi dopo il lavoro all'aperto.
Accettai.
Quando ebbi finito di lavarmi e uscii dal bagno, lei mi accompagnò lungo il corridoio fino alla camera da letto.
Aprì la porta con calma.
Lì trovai suo marito ad aspettarci.
Era seduto accanto alla finestra, tranquillo, con un'espressione serena che non lasciava trasparire alcun disagio. Quando mi vide, si alzò e mi rivolse un sorriso cordiale.
Per un attimo nessuno disse nulla.
Poi lui fece un cenno verso una poltrona.
“Siediti pure lì”
Accettai l'invito e mi accomodai. Fu allora che, con la coda dell'occhio, mi accorsi che lei si era spogliata di ogni vestito.
Si avvicinò, si sedette su di me e mi bacio.
Le sue mani andarono dirette al mio membro che già aveva fatto capolino dall’accappatoio.
“Dio ma è già duro” esclamò lei.
Scese dal collo fino al mio membro e con la sua lingua iniziò a leccare lentamente dalle palle fino alla cappella per poi prenderlo tutto in bocca.
“ Dio amore hai visto quanto è lungo?”
Il marito annuì e disse
“Sei fortunata quest’oggi amore mio”.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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