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Il Profumo dell’Estate e del Peccato


di Membro VIP di Annunci69.it ComplicePerfettoBa
25.05.2026    |    714    |    0 8.7
"Il marito osservava ogni istante dalla sua poltrona, completamente rapito da ciò che accadeva davanti a lui..."
Era un sabato sera di fine agosto, di quelli in cui l’aria di Genova sembra trattenere ancora il respiro dell’estate. Le luci del centro si riflettevano sui vicoli lucidi di mare e di notte, mentre l’elegante hotel scelto per l’incontro custodiva il silenzio discreto delle occasioni speciali.
Era da settimane che io e lui ci scrivevamo. Messaggi misurati all’inizio, poi sempre più complici, più audaci. Mi raccontava di loro, del desiderio condiviso, della curiosità di vedermi finalmente entrare nella loro intimità. E ogni parola aumentava l’attesa.
Quando li vidi arrivare nella hall, capii subito che la realtà avrebbe superato ogni fantasia.
Lei entrò per prima.
Alta, sinuosa, avvolta in un abito elegante che accarezzava il corpo con una naturalezza quasi provocante. Aveva il portamento di una donna consapevole del proprio fascino, ma senza ostentazione: bastava il modo in cui camminava, il lieve sorriso sulle labbra, lo sguardo intenso che sembrava attraversare la stanza. Dietro di lei, il marito. Raffinato, impeccabile, con quell’eleganza silenziosa di chi osserva il mondo con calma e sicurezza.
Si accomodarono sul grande divano della hall e ordinarono da bere. Champagne.
Le bollicine scintillavano nei calici mentre io, fingendo casualità, entrai in scena. Una scusa qualunque, un sorriso appena accennato, il tono disinvolto di uno sconosciuto che cerca compagnia per un drink. Lui capì immediatamente il gioco e lo assecondò con assoluta naturalezza. Lei invece mi guardò con curiosità, trattenendo appena un sorriso.
Mi sedetti accanto a loro.
La conversazione iniziò leggera, elegante. Ma sotto ogni parola scorreva una tensione sottile e irresistibile. Bastava un movimento delle sue gambe accavallate, il profumo della sua pelle quando si avvicinava per parlare, il modo in cui suo marito osservava la scena con complice compiacimento. Ogni dettaglio sembrava studiato per alimentare quel desiderio crescente che ormai aleggiava tra noi.
Un bicchiere dopo l’altro, il tempo perse importanza.
Fu lui, con estrema calma, a proporre di salire nella suite prenotata per l’occasione.
L’ascensore sembrò interminabile.
La suite era magnifica: ampia, raffinata, illuminata da luci soffuse che rendevano l’atmosfera quasi irreale. Sul tavolino, una rosa rossa attendeva lei, come un omaggio silenzioso alla sua bellezza. Poco distante, una grande poltrona di velluto era stata sistemata con cura per il marito, affinché potesse osservare ogni istante, ogni emozione, ogni fremito di quella notte costruita insieme.
Lei si avvicinò alla finestra che dava sui tetti di Genova.
La città brillava sotto di noi mentre io le porgevo la rosa. Le sue dita sfiorarono le mie con lentezza deliberata, e quel semplice contatto bastò a incendiare definitivamente l’atmosfera.
Il marito rimase seduto, elegante e immobile, con lo sguardo pieno di desiderio e orgoglio. Non c’era imbarazzo in lui. Solo il piacere intenso di vedere sua moglie lasciarsi andare, di contemplare quella complicità che cresceva davanti ai suoi occhi.
Lei si voltò verso di me lentamente.
Vicini abbastanza da sentire il respiro l’uno dell’altra. Le nostre parole si fecero sussurri. Le mani iniziarono a cercarsi con cautela, poi con crescente sicurezza. Ogni gesto sembrava amplificato dal silenzio della suite, dal fruscio dei vestiti, dal rumore distante della città oltre i vetri.
La passione arrivò come un’onda inevitabile.
Intensa, elegante, travolgente.
Il marito osservava ogni istante dalla sua poltrona, completamente rapito da ciò che accadeva davanti a lui. E forse fu proprio quella presenza discreta ma viva a rendere tutto ancora più elettrico: gli sguardi che si incrociavano, il desiderio condiviso, il piacere di sentirsi parte dello stesso gioco proibito.
Quella notte non fu soltanto un incontro.
Fu un intreccio di desideri, fiducia e seduzione. Una di quelle esperienze che restano addosso per anni, come il profumo di un’estate che non vuole finire mai.
E ancora oggi, ripensando a quella suite nel cuore di Genova, alle luci soffuse, allo champagne, alla rosa rossa e agli occhi di lei che brillavano di desiderio… tutto sembra incredibilmente meraviglioso.
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