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Il gioco del terzo


di Desi2023
26.09.2025    |    582    |    1 9.6
"Marco, pur non intervenendo direttamente, era il regista silenzioso di quella notte: ogni sguardo, ogni sorriso, ogni battito accelerato contribuiva a rendere l’esperienza unica, seduto poco..."
Era un venerdì sera di fine settembre, e l’aria a Cagliari profumava di salsedine e mirto. Marco e Desy, coppia affiatata da anni, avevano deciso di dare un pizzico di pepe alla loro routine. Dopo settimane di chiacchiere e fantasie condivise, avevano scelto di esplorare un gioco nuovo: una serata sensuale con leggerezza e ironia. Desy indossava un vestito leggero e sbarazzino che mostrava tutta la sua bellezza e faceva girare le teste, Marco una camicia bianca appena sbottonata ma molto ordinata. Si erano preparati con cura, tra sorrisi maliziosi e battute complice. “Stasera si gioca,” disse Desy in maniera civettuola, spruzzandosi il suo profumo preferito. Scelsero un locale elegante nel centro di Cagliari, con vista sul porto e musica lounge. Dopo un paio di cocktail, Desy notò un uomo al bancone: moro, occhi verdi, sguardo sicuro. Si chiamava Matteo, era in città per lavoro e aveva un sorriso che sapeva di avventura. Lei si avvicino e la conversazione fu naturale, punteggiata da risate e sguardi intensi, Marco osservava, partecipe e divertito. Quando Desy gli prese la mano e sussurrò: “Ti va di continuare la serata a casa?”, lui annuì con un sorriso complice. A casa, tra luci soffuse e vino rosso, il trio si lasciò andare a una notte di gioco, rispetto e desiderio. Nessuna tensione, solo curiosità e piacere condiviso. La casa era immersa nel silenzio della notte cagliaritana, con le finestre semiaperte sul profumo del mare. Le luci soffuse creavano un’atmosfera calda, quasi teatrale. Matteo, con il suo fisico scolpito e una sicurezza disarmante, si avvicinò a Desy con un sorriso che prometteva sesso. Marco, seduto sul divano con un bicchiere di vino, osservava la scena con curiosità e un tanta eccitazione. Desy, inizialmente timida, si lasciò guidare dal ritmo lento e deciso di Matteo. Ogni suo gesto sembrava studiato per sorprenderla: le mani forti, il corpo che si muoveva con naturalezza, e una presenza che la faceva sentire desiderata come mai prima. I sospiri di Desy si fecero più intensi, e Marco, pur restando ai margini, non perse un istante: il suo sguardo era partecipe, divertito, quasi ipnotizzato.
Matteo la sorprese per intensità, passione e prestanza, la stanza era avvolta da un silenzio denso, interrotto solo dal respiro affannoso di Desy , distesa tra lenzuola stropicciate e cuscini sparsi. Matteo, ancora sopra di lei, si muoveva con una sicurezza che sembrava scolpita nel tempo. Il suo corpo, atletico e potente, la avvolgeva completamente, e ogni suo affondo sembrava fatto per sorprenderla e dargli piacere. Desy non tratteneva più nulla: si lasciava andare, il piacere la attraversava in onde sempre più intense, e i suoi gemiti riempivano la stanza come una melodia improvvisata. Desy si abbandonò completamente, raggiungendo più volte il culmine del piacere. Marco, pur non intervenendo direttamente, era il regista silenzioso di quella notte: ogni sguardo, ogni sorriso, ogni battito accelerato contribuiva a rendere l’esperienza unica, seduto poco distante, osservava tutto. Il cuore gli batteva forte, combattuto tra un pizzico di gelosia e un desiderio che non aveva mai provato.... vedere Desy così viva, così libera, lo turbava… ma lo eccitava profondamente. Ogni sguardo, ogni movimento, ogni sospiro diventava parte di un crescendo emotivo che lo travolgeva. Quando Matteo raggiunse il culmine, con un gemito profondo e soddisfatto, Desy lo accolse con un sorriso esausto e felice. Fu in quel momento che Marco, sopraffatto dall’intensità della scena, sentì il proprio corpo reagire, senza aver toccato nulla, senza aver partecipato fisicamente, esplose in un orgasmo improvviso, potente, liberatorio. Rimase lì, stupito, quasi incredulo, Desy lo guardò, sorpresa e divertita, e gli disse con tono complice: “Non pensavi ti piacesse così tanto, vero?” Marco rise, ancora scosso, e rispose: “Credo di aver appena scoperto una parte di me che non conoscevo.” Alla fine, tra cuscini sparsi e lenzuola stropicciate, i tre si ritrovarono, nessun imbarazzo, solo complicità. Matteo poi andò via e per Marco e Desy, quella notte non fu solo un gioco: fu una celebrazione della fiducia, del desiderio e della libertà condivisa. Il mattino dopo, tra caffè e cornetti, risero ricordando i momenti più buffi e sensuali.
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