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In camper con Francesco Blas


di Coppiacuckold2
27.10.2026    |    2.498    |    11 9.6
"Si chiacchierava del più e del meno, poi Francesco disse a Marco che mio marito sapeva che stavo lì da sola e che era un cuck..."
Il segreto del camper di Francesco
Una confessione che non avevo mai avuto il coraggio di fare.
Tutto cominciò quando io e mio marito conoscemmo un ragazzo che si faceva chiamare Francesco Blas.
Francesco aveva un camper, che spesso parcheggiava in un angolo appartato del parcheggio di un grande supermercato, vicino alla Finanza, dove lavorava. Era diventato il nostro piccolo mondo segreto, un posto dove ci sentivamo liberi dalle abitudini di tutti i giorni.
Mio marito conosceva Francesco e sapeva della complicità che si era creata tra noi. A volte veniva con me e preferiva rimanere a guardare.
Poi, un pomeriggio, arrivò un messaggio.
«Oggi ti vorrei tutta per me. Vieni da sola?»
Lessi quelle parole più di una volta. Ero incuriosita e anche un po' nervosa.
«Va bene. Ma cosa devo mettermi?»
La risposta arrivò immediatamente.
«Sorprendimi.»
Scelsi una minigonna nera, cortissima, e i miei tacchi più alti. Sotto la gonna decisi di non indossare biancheria. Mi guardai allo specchio, sistemai i capelli e sorrisi. Mi piaceva quella versione di me: sicura, audace, imprevedibile.
Mio marito mi guardò e mi disse: «Sei stupenda, lo farai impazzire.»
Quando arrivai al parcheggio, Francesco era già sulla porta del camper.
«Accidenti, sei bellissima.»
«Non mi fai nemmeno entrare?» risposi ridendo.
Mi lasciò passare e richiuse la porta.
Dentro c'era una luce soffusa. Francesco mi offrì qualcosa da bere e ci sedemmo vicini. Sentivo il suo sguardo su di me e mi divertivo a provocarlo con qualche battuta.
Poi mi disse una cosa che non mi aspettavo.
«Tra poco passa un mio amico. Ti dà fastidio?»
Lo guardai sorpresa.
«Un amico? E cosa dovrebbe fare?»
«Beve una cosa e va via.»
Rimasi in silenzio qualche istante.
«Va bene.»
Quando bussarono alla porta, il cuore cominciò a battermi più forte.
Il ragazzo entrò, mi salutò con un sorriso e si presentò.
«Piacere, mi chiamo Marco e faccio il personal trainer.»
Era simpatico e disinvolto.
Anche Francesco sorrise.
Si chiacchierava del più e del meno, poi Francesco disse a Marco che mio marito sapeva che stavo lì da sola e che era un cuck.
Ero un po' imbarazzata, ma dopo poco l'imbarazzo svanì. Parlammo, scherzammo e ci scambiammo qualche sguardo sempre più significativo.
A un certo punto Francesco mi si avvicinò.
Mi diede un bacio, prima leggero, poi più lungo. Mi girai davanti a Marco e mi tirai su la gonna. Non avevo le mutandine e Francesco disse a Marco: «Visto che culo?»
Marco iniziò a toccarmi.
Mentre ero ferma a 90 gradi, Francesco mi baciava e Marco mi leccava...
«Pensavo che dovessi soltanto guardare.»
Ma la complicità divenne più intima e nessuno di noi aveva voglia di interrompere quell'incontro.
Marco si abbassò i pantaloni. Aveva una dote enorme e un bel fisico scolpito.
Rimanemmo sul camper per ore.
Quando finalmente uscii, era quasi buio. Mi sistemai la gonna, controllai il trucco nello specchietto dell'automobile e rimasi qualche minuto seduta al volante, ripensando a tutto.
Mio marito mi telefonò mentre stavo tornando.
«Amore, tutto bene? Com'è andata con Francesco?»
Esitai.
«Sì, tutto bene. Abbiamo passato una bella serata.»
Non gli raccontai dell'amico.
E nemmeno di quanto fosse stata diversa quella giornata.
Tornai a casa. Lui mi aspettava e gli raccontai un'altra versione, mentre mi leccava la patatina, ormai viola.
Il vero segreto, però, era che quella fu soltanto la prima volta.
Nei mesi successivi Francesco continuò a invitarmi da sola. A volte mi avvisava che ci sarebbe stato un amico, ogni volta uno diverso.
Ogni appuntamento aveva un'atmosfera diversa. C'erano la curiosità, l'emozione dell'attesa e quella sensazione di libertà che ormai associavo al suo camper.
Poi lo dissi a mio marito. Lui un po' si arrabbiò, un po' era eccitato, e così continuò per tanto tempo.
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