Un massaggio fuori programma parte due
Paolo era in bagno a farsi la doccia, mentre Rosalia, in piedi davanti a me, sganciava un bottone dopo l’altro e si toglieva la camicetta.
Appoggiò i suoi indumenti sulla sedia che, fino a pochi minuti prima, era stata il suo punto di osservazione.
Un seno prosperoso, contenuto da un reggiseno bianco, mi comparve davanti, abbinato al perizoma che portava sotto i jeans.
Dovevo cambiare l’asciugamano sul lettino, ma ormai ero immobile come una statua di sale, fermo a contemplare quella bellissima donna.
Poi senza vergogna sfilò l'intimo.
Le forme delle sue tette erano perfette, una grande aureola scura con capezzoli pronunciati, davano ancora più risalto al suo seno.
Le lunghe gambe finivano in mezzo alla vagina che aveva solo una piccola striscia pelosa sopra le grandi labbra.
Si avvicinò a me e mi sorprese ancora di più: un bacio sulla bocca mi fece capire che non aveva alcuna remora.
"Sai del cazzo di Paolo", mi disse appena si scostò da me.
Riuscii a cambiare l’asciugamano e lei si sdraiò sul lettino.
"Voglio il solito trattamento fatto a Paolo", dichiarò mentre sistemava il viso nel cuscino ovale.
"Devo attenderlo o posso iniziare?, le chiesi.
"Inizia pure. Quando arriva, si mette a sedere e questa volta sarà lui a osservare".
Presi un olio leggermente profumato alle mandorle, lo scaldai per un minuto e iniziai il massaggio.
La pelle vellutata si presentò sotto le mie mani. Proseguivo con movimenti regolari, tenendo lo sguardo su quel bellissimo sedere.
Il tempo sembrava essersi fermato. Le mie mani si muovevano avanti e indietro fino ai glutei. Rosalia era già rilassata, ma il momento venne interrotto dall’uscita di Paolo dal bagno.
"Rosalia, che stai facendo?" disse, avvicinandosi al lettino con aria seccata.
Capii allora che non si erano accordati in precedenza, un’ipotesi che mi era già passata per la mente.
"Tu puoi fare quello che vuoi e io invece no?" La sua voce era ferma e decisa.
"Ora ti metti lì seduto, non parli e, soprattutto, non ti muovi".
L’ordine era perentorio e lui ubbidì immediatamente.
Le mie mani si erano fermate in attesa che quel diverbio familiare terminasse, ma Rosalia ordinò anche a me di ricominciare.
"Perché ti sei fermato? Continua e ricorda che voglio il solito trattamento che ha fatto Paolo".
Ripresi il massaggio, dalla schiena fino ai glutei, a ogni movimento andavo sempre più in basso fino a massaggiargli quel bellissimo sedere.
Poi le gambe, bellissime, lisce come la seta per poi nuovamente risalire sui glutei.
La mia mano destra ad ogni passaggio sfiorava la sua vagina, mentre la sinistra insisteva sui glutei, passando in mezzo.
Paolo osservava in silenzio, ogni mio movimento ormai era per portare la compagna all’eccitazione totale.
Con la mano destra assaggiai per poco a che punto era, il dito medio passò in mezzo alle piccole labbra ormai bagnate dalle secrezioni vaginali.
Il massaggio continuava passavo dai glutei al collo per poi ancora scendere in mezzo alle chiappe.
Qui incominciai a divertirmi con il suo ano, un fiorellino pulsante di desiderio.
Lo stuzzicavo con l’indice, provavo a capire la sua elasticità, da Rosolia nessuna obbiezione in merito.
Piano piano, spinsi il dito dentro e con l’altra mano gli massaggiavo il clitoride.
Movimenti lenti e circolari interessavano quella zona, ormai umida, segno evidente della sua eccitazione.
Infatti incominciò a gemere e il suo respiro era accelerato.
La pressione sul quel bottone sempre più pronunciato variava come la velocità delle mie dita.
Mentre l’altro dito nel sedere spingeva sempre più a fondo.
Ormai evidentemente eccitata, si muoveva sul lettino, ansimava e continuava a ripetere che avevo le mani d’oro.
Tolsi il dito dall’ano ma incominciai a scoparla con indice e medio insieme, cercando il punto G, tenendo le dita ad uncino quando tornavo indietro.
Passai da una velocità normale a veloce, spingendo sempre più a fondo.
Lei agevolava i miei movimenti innalzando il sedere, cercava la mia mano, ma mai mi sarei aspettato di portarla ad un piacere estremo.
Un urlo preannunciò il suo orgasmo, che si trasformò in un temporale estivo, infatti Rosalia squirtò ripetutamente, tantissimo liquido trasparente innondò la mia mano.
Paolo nel vedere tutto questo si alzò dalla sedia e tirò giù i pantaloni, era nuovamente in erezione totale.
Anch’io non ero rimasto inerme allo spettacolo e infatti il cazzo mi premeva contro l'interno degli slip.
La feci rilassare qualche minuto. Presi un nuovo asciugamano per il lettino, per cambiare quello bagnato.
"Ma la parte davanti non la fai?" mi chiese Rosalia.
Gli dissi di rilassarsi, che sarei stato da lei fra qualche minuto.
Passai davanti a Paolo, si menava il pene, li seduto sulla sedia assorto nei sui pensieri.
Tornai al lettino e la feci girare e scendere per cambiare l’asciugamano.
Qui Paolo ebbe un sussulto, si alzò avvicinandosi, ma Rosalia lo mise subito al suo posto.
“Stai fermo, menati pure il tuo regale batacchio, ma non cercare niente da noi”.
Lui tornò subito a sedersi.
La feci sedere sul lettino, la parte davanti dava su Paolo e io mi misi dietro.
Incominciai un massaggio che prevedeva collo e schiena parte alta.
Poi con i pollici scesi lungo la spina dorsale per diverse volte.
Rosalia aveva piccoli sussulti e sapeva benissimo dove sarei andato con le mie mani.
Feci scivolare dell’olio sul davanti.
I suoi seni poderosi vennero presi d’assalto, li massaggiai da dietro, giocando con quei capezzoli pronunciati.
“Ora ho bisogno di contatto fisico, di calore umano” furono le parole che le uscirono dalla bocca.
Pensai parlasse del suo campagno, magari voleva giocare anche con lui.
Mi sbagliavo.
Si accostò a me con la schiena, così potevo massaggiarla con più facilità.
“Sei bellissima ed eccitante allo stesso tempo” le dissi passandogli la lingua dall’orecchio al collo.
Lei mi ringraziò cercando la mia bocca.
Un bacio lungo, le nostre lingue s'intrecciarono tra di loro.
Le mie mani stringevano i seni e le mie braccia la tenevano attaccata al mio petto.
Paolo borbottò qualcosa, non era felice di questa situazione, ma lei lo ignorò totalmente.
Si staccò da me per un attimo, mi fa notare che avevo ancora gli slip.
Lasciai un attimo il seno destro e mi buttai giù le mutande con la cappella che spingeva sulla sua schiena.
Lei ormai in totale eccitazione, stava ad occhi chiusi e si godeva il momento.
Potevo vedere Paolo, ormai si menava il pene con ritmo forsennato mentre osservava la compagna.
Per diversi minuti le mie mani palpeggiarono quel seno in modo delicato ma strizzando sempre di più quei bottoni scuri ormai in erezione come i nostri cazzi.
Poi decisi che era l’ora di finire il massaggio e la feci sdraiare nuovamente.
La massaggiai nuovamente, rifinendo il tutto, fino alle gambe.
Qui le succhiai pure le dita dei piedi, con lei che non si aspettava questa manovra ma la trovò eccitante.
Scelsi di stare dalla parte, dove Paolo potesse vedere tutte le mie manovre, senza impallarlo con il mio corpo.
Qui risalii per l’ennesima volta alla vagina e giocai con quel ciuffetto di peli che aveva sopra.
Passavo la mano sopra per poi raggiungere nuovamente il clitoride che da questa angolazione potevo massaggiarlo in modo differente.
Inizialmente partii con movimenti leggeri, sfioravo il clitoride, le grandi e piccole labbra delicatamente.
In un secondo momento passai a pressioni prolungate e profonde.
Rosalia gemeva nuovamente e la sua mano toccava il mio uccello, afferrai il clitoride in mezzo al pollice e all’indice, l'allungavo e lo massaggiavo aiutandomi anche con l’altra mano.
Poi scesi giù con la bocca, gli succhiai un capezzolo continuandola a massaggiarla con la mano destra.
Alternavo lunghi succhiotti a piccoli morsi, lo stringevo in mezzo ai denti.
Lei con la mano continuava a toccare il mio cazzo , menandolo in su e giù.
L'altra mano strizzava il seno libero.
Paolo provò un altra azione di forza, si avvicinò nuovamente, con il cazzo vicino la sua bocca. Bastò uno sguardo di lei per farlo indietreggiare.
Io mi ero fermato, ma ripresi subito, volevo assaggiare il sapore del suo clitoride.
Lo succhio avidamente, lecco tutti i suoi umori, sento quel pelo ormai bagnato che profuma di acro, ormai impregnato dall'orgasmo avuto in precedenza.
Rosalia gode, si inarca, le sue mani passano da strizzarsi i capezzoli a spingere la mia testa contro la sua vagina.
Sento che sta per raggiungere nuovamente l’orgasmo, mi fermo totalmente, voglio allungare quel momento di piacere.
Prendo nuovamente i capezzoli e li strizzo in modo energico, apre gli occhi guardandomi.
Mi fa avvicinare a lei, si gira con la testa e mi prende il cazzo in bocca, succhiandolo avidamente.
Scendo nuovamente con la mano destra, inserisco il dito indice in vagina e cerco il punto G, mentre solletico nuovamente il clitoride.
Lei ad ogni mia pressione affonda la sua bocca sul mio cazzo.
La mia mano continua per portarla a un nuovo orgasmo che non tarderà ad arrivare.
Si stacca dal cazzo e urla di piacere, un nuovo fiotto di liquido trasparente raggiunge la mia mano.
Continuo ad entrare e uscire velocemente dalla vagina provocando ulteriori fuoriuscite che zampillano da tutte le parti.
Il suo orgasmo è più forte di prima, si gira su un fianco, lasciando la mia mano in mezzo alle sue gambe.
Stringe forte le due cosce per poi lasciarsi andare, allargandole lungo il lettino.
Dopo qualche minuto, si ricorda di me e del mio cazzo.
Pompa sempre più veloce, mentre io urlo e godo.
Raggiunsi l'orgasmo mentre lei tratteneva il mio sperma in bocca.
Annebbiato da quel momento di pura eccitazione, riuscii a vedere Paolo godere nuovamente, masturbandosi e urlando qualcosa d’incomprensibile a Rosalia.
Va in bagno a sputare il mio sperma, poi torna dal marito e prova a baciarlo.
Lui si oppone, lei gli prende i testicoli e lo costringe ad un lungo bacio.
Dopo gli ultimi momenti insieme, Rosalia e Paolo andarono in bagno. Lui uscì poco dopo, mentre lei si concedeva una doccia.
Ormai erano le quattordici e la fame cominciava a farsi sentire per tutti. Decidemmo quindi di andare in una pizzeria lì vicino e mangiare insieme.
Li accompagnai alla macchina e ci salutammo calorosamente. Ogni tanto io e Paolo ci sentiamo ancora, con la speranza che tornino presto a Pisa per un altro viaggio.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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