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L'agriturismo pt.2


di JackieB
14.12.2025    |    2.009    |    3 9.6
"Quella figa liscia, già gonfia di desiderio, libera da mutandine, rappresentava un'offerta troppo bella da rifiutare..."
"Il conto, grazie" sussurai. Con un cenno e con il gesto internazionale della penna che scrive nell'aria comunicai a Marta che la cena per noi era finita. Mi sono sempre chiesto come quella gestualità così banale possa essere compresa in tutto il mondo. Chissà se fosse stato chiara allo stesso modo l'eccitazione che quei continui sguardi, quel corpo sinuoso, quel profumo inebriante, avevano provocato su me e Jackie.
Marta disse: "Volete un amaro, un caffè? Mio marito ci teneva a ringraziarvi". Guardai Jackie sorridendo e accettai subito la gradita offerta. "Due limoncelli, sicuramente in questa terra di mare e limoni ne avrete di eccellenti", dissi sicuro di me.
Una risposta abbastanza banale, lo so, però gli occhi addosso di Jackie e Marta e i loro continui cenni reciproci avevano già mandato Ko da tempo la mia proverbiale eloquenza. Il caldo, la Falanghina ghiacciata, avevano dato il colpo di grazia a ogni pensiero "pulito". Nella mia mente c'era solo un turbinio di immagini, di seni nudi e sodi che si intrecciavano, di lingue che si muovevano veloci su e giù, tra le curve di Jackie e di Marta, di labbra serrate nel godere, di mani aperte che lasciavano segni indelebili su culi tonici.
Mentre il mio corpo dava segnali inequivocabili sull'effetto che i miei pensieri stavano provocando nei miei pantaloni leggeri, mi accorsi che la terrazza prima gremita oramai ospitava solo noi.
"Buonasera, spero sia stato tutto di vostro gradimento, ecco a voi, naturalmente offre la casa" disse l'uomo. Una voce decisa e profonda irruppe nella lotta tra me e il mio cazzo oramai indipendente dalla mia mente.
Il proprietario del locale era un uomo alto, grosso, uno di quelli sicuri di sé, carismatico. Ci porse due bicchierini, uno a me e uno a Jackie, e dopo aver poggiato la bottiglia sul tavolo preparò due shot anche per se è per Marta.
Pronunciò un netto "Salute", mentre una mano portava in alto il bicchiere, l'altra stringeva il culo di Marta che aveva cambiato la t-shirt promozionale del locale con una più comoda camicetta rosa, aperta sul seno, che malcelava due capezzoli grossi e scuri.
Bevemmo in un sorso sia io che Jackie, al secondo refill la lucidità veniva sempre meno, l'alcol e l'eccitazione stavano prendendo il sopravvento. Riconosco subito lo sguardo voglioso di Jackie, quello sguardo che significa "cascasse il mondo, ora ho voglia e devi venire da me". In quel momento di intontimento ci sembrò forse meno strana la frase che avremmo sentito di lì a pochi istanti.
Sussurò: "Rimanete a dormire qui da noi, abbiamo tutte le camere occupate ma se volete possiamo stringerci e stare tutti nella nostra".
Nemmeno il tempo di guardare la reazione di Jackie alla proposta, che girandoci verso la coppia notammo che la gonna di jeans di Marta era stata portata su con una mossa veloce.
Quella figa liscia, già gonfia di desiderio, libera da mutandine, rappresentava un'offerta troppo bella da rifiutare.
"Va bene, per noi va bene" sussurrato da Jackie prima che potessi proferire parola suonò come pietra tombale su ogni buon proposito. La reazione in mezzo alle gambe rappresentò il grido di vittoria del mio cazzo. Sarebbe stata un'altra notte da ricordare.

L'uomo proseguì: "Seguiteci". Ci alzammo barcollanti e andammo dietro Marta mentre il marito qualche passo più avanti stava già aprendo la porta della loro dimora.
Entrammo nel casolare antico, senza far troppo caso al bellissimo arredamento intorno. Arrivammo subito in camera da letto. Un grosso letto di legno al centro, specchi ovunque, faretti, stampe di Milo Manara. Un set da film. Quello che ci sorprese però fu una piccola poltrona ai piedi del letto dove era già seduto l'uomo.
"Questo è il mio posto, il resto dovete farlo voi tre" disse lui con una decisione ancora più marcata delle volte precedenti.
Per quella notte il corpo di Marta sarebbe stato totalmente nostro, mio e di una ormai nuda ed eccitata Jackie.

CONTINUA
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