tradimenti
L'incontro con Monica. Parte 2a
05.02.2026 |
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"Abbassò i leggings lentamente, rivelando il pube rasato, le labbra interne piccole e delicate, il clitoride che già spuntava gonfio di attesa..."
La piccola villetta di Monica sorgeva appena fuori dal paese, in una stradina secondaria fiancheggiata da campi e qualche casa sparsa. Il martedì mattina era luminoso, il sole di fine estate entrava obliquo dalle finestre aperte, illuminando ogni angolo senza pietà. Lorenzo parcheggiò la sua berlina a una cinquantina di metri, come concordato, poi salì in fretta sulla station wagon di lei che lo aspettava con il motore acceso.Monica guidò in silenzio per i pochi minuti necessari, le mani strette sul volante, i ricciolini castani che le danzavano sulle spalle a ogni curva. Quando entrarono nel vialetto stretto, spense il motore e si voltarono l’uno verso l’altra. Si baciarono subito, un bacio urgente, lingue che si cercarono come se non avessero aspettato altro per mesi. Le mani di lui le sfiorarono il collo morbido, scesero sul seno pesante sopra la camicia.
«Entriamo» sussurrò lei, la voce già roca.
Chiusero la porta d’ingresso con un clic deciso. Nell’atrio stretto si baciarono di nuovo, contro il muro, corpi premuti. Poi Monica lo prese per mano e lo portò in cucina. «Un caffè?» chiese, quasi per abitudine, come se fosse una visita normale.
Lorenzo annuì, ma non staccò gli occhi da lei mentre preparava la moka. Il profumo del caffè si diffuse rapido, mescolandosi al suo. Bevvero in piedi, in silenzio, guardandosi. Ogni sorso sembrava allungare l’attesa. Poi lei posò la tazzina, lo prese per mano e salì le scale senza una parola.
La camera da letto matrimoniale era al piano superiore, luminosa, con tende bianche semiaperte che lasciavano entrare la luce forte del mattino. Il letto era rifatto alla bell’e meglio, lenzuola chiare con qualche piega dal sonno del marito. L’odore di lavanda misto a quello di lei aleggiava nell’aria, e dal piano di sotto saliva ancora il profumo del caffè.
Monica si fermò ai piedi del letto. Senza dire niente, iniziò a sbottonare la camicia, bottone dopo bottone. Il reggiseno chiaro apparve, i seni grandi e a pera che premevano contro il pizzo. Slacciò il gancetto dietro la schiena e li lasciò cadere liberi: pesanti, morbidi, capezzoli chiari già induriti dalla tensione. Abbassò i leggings lentamente, rivelando il pube rasato, le labbra interne piccole e delicate, il clitoride che già spuntava gonfio di attesa.
Lorenzo la imitò. Si tolse la polo, mostrando il petto peloso e la lieve pancetta da cinquantenne attivo ma non scolpito. Slacciò i jeans, li lasciò cadere insieme ai boxer. Il pene emerse eretto, leggermente curvo verso l’alto, cappella pronunciata, vene evidenti sulla lunghezza generosa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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