tradimenti
La cena di Gala
28.09.2020 |
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""Non mi sono perso in Africa, spero di non perdermi tra i corridoi della villa" aggiungo ridendo..."
La villa era in cima al colle. Dalla terrazza sul davanti si godeva una meravigliosa vista di Firenze. Dietro vi era un vecchio giardino con pochi fiori ma con belle pianti e siepi di bosso ed un delizioso gazebo in ferro battuto. La villa era stata costruita nel sedicesimo secolo da una nobile fiorentino i cui discendenti impoveriti l'avevano venduta ad un gentleman inglese di nome Harry. E costui era un caro amico di mia zia. Una giorno di metà estate arriva una elegante busta di carta beige. Contiene un invito ad una cena di gala della buona società fiorentina. Mi sono sorpreso inizialmente, poi ho pensato che lo dovevo senza dubbio a mia zia. Mi avrà menzionato in qualche sua conversazione con Harry ed egli ha pensato di farmi una cortesia sapendomi da solo a Firenze.
"Probabilmente ti annoierai a morte mio caro - mi dissi - ma varrà la pena di andarci, se non altro per visitare infine questo famoso palazzo"
Il palazzo infatti era presente nei miei ricordi d'infanzia. Mi ricordo che un pomeriggio ci passai davanti insieme a mia zia ed Harry fu molto gentile e ci fece accomodare in giardino. Sprofondai nel cuscino di una poltrona di vimini con in mano un ottimo biscotto di pasticceria ed ai piedi la visione di una splendida Firenze al tramonto con l'Arno che si snodava sinuoso, traversato da ponti, a destra la torre di palazzo della Signoria e più a destra la cupola del Brunelleschi. Ebbi una sensazione intensa di felicità. Con la mente piena di quella sensazione ripiego la busta e scrivo un bigliettino accettando l'invito.
La sera fissata per la cena, mi preparo con cura ed indosso la mia divisa di gala da ufficiale, completata da un mantello scuro e da guanti bianchi. Mi rimiro allo specchio e penso che fa sicuramente il suo effetto facendomi apparire signorile ed elegante come desidero. Quando arrivo nell'antico palazzo e ne varco finalmente la soglia, sono pieno di curiosità. Le camere sono ampie e maestose, come immaginavo. Arredata sobriamente con bei mobili conserva il fascino di un'epoca passata. Il maggiordomo mi fa accomodare e raggiungo gli altri ospiti nel salone ed Harry, dopo diversi convenevoli, mi presenta ad alcuni amici appartenenti alla nobiltà fiorentina. Gli uomini sono eleganti e le donne sono sofisticate nei loro lunghi abiti, con pettinature elaborate e gioielli sfavillanti
In particolare una signora alta e mora attira la mia attenzione. E' molto signorile, anzi è una duchessa, con i capelli neri raccolti in uno chignon elegante e splendidi orecchini di acquamarina che richiamano i suoi occhi azzurri. Il vestito di seta nero le sembra cucito addosso e mette in risalto le sue forme molto femminili ed il seno che viene esaltato da una scollatura generosa.
Con piacere mi accorgo che siamo destinati allo stesso tavolo con il marito ed altre coppie. Si conversa del più e del meno e mi chiedono come mai sono solo. Spiego che non sono sposato ma che sono a Firenze presso mia zia per una vacanza, che sono ufficiale in attesa di nuova destinazione. Al momento mi godo la vacanza e poi saprò del mio futuro. Abilmente sposto la conversazione su viaggi che ho fatto e luoghi che ho visitato. Gli ospiti restano silenziosi ad ascoltarmi e la duchessa alla mia sinistra mi pare molto interessata. Ha lo sguardo rapito e per un attimo i nostri sguardi si incrociano e ciò mi procura una scossa di piacere. Lei abbassa lo sguardo ed interloquisce chiedendomi meglio dell'africa, luogo che l'ha sempre affascinata. Mi lancio a raccontare di un safari al quale ho partecipato e la vedo accendersi sempre di più nei miei confronti. Sarà il fascino della divisa, sarà il brivido delle avventure che ho raccontato ma ora mi fissa con molta determinazione e non posso fare a meno di ammirarla e di pensare a quanto sarebbe bello poterla corteggiare con calma. Ma le circostanze non lo permettono e non mi posso esporre troppo data la presenza del marito.
Dopo la cena ci spostiamo in giardino a fumare per continuare la serata. Il cielo senza nubi sta scolorando verso il crepuscolo e la città ai nostri piedi scintilla di luci. La serata è bellissima ma si sta avviando verso la conclusione e vedo alcuni ospiti che si congedano. Mi allontano verso l'interno della villa e vengo fermato dalla bella duchessa "Ci sta lasciando?" mi chiede con un tono di rammarico. "No,niente affatto. Sto solo cercando la toilette. Ma torno mia bella dama" Ed accenno ad un baciamano."Non mi sono perso in Africa, spero di non perdermi tra i corridoi della villa" aggiungo ridendo.
Al momento di uscire dal bagno la incrocio nel corridoio in ammirazione di alcuni quadri antichi. Ho il sospetto che mi stesse aspettando e colgo l'occasione per corteggiarla. Parliamo del soggetto del quadro che mi da l'opportunità di parlare di un museo che ho visto recentemente e di come mi piacerebbe poterla accompagnare. Tra una facezia e l'altra mi dice che è a Firenze per qualche giorno e che alloggia all'hotel XX, camera 108 ed aggiunge con un sospiro "Spero che troverai tempo per passare, anche stasera".
Ben decisa la signora! Non pensavo di esserle piaciuto così tanto. Ed ora il pensiero di lei e me abbracciati non mi lascia un attimo.
Salutati gli ospiti mi avvio in auto e dopo un giro per Firenze mi avvio verso l'hotel. Sono un po' indeciso su cosa fare ma in fondo mi ha invitato lei e poi dopotutto si vive solo una volta! Così mi dico, bussando con discrezione alla porta della stanza 108. Lei mi apre con indosso una vestaglia nera trasparente e molto osé. "Speravo che venissi" mi sussurra e mi comincia a baciare. Le sue labbra sono morbide e sensuali e subito mi eccitano da morire. Che donna mi dico mentre ci abbracciamo e i baci sembrano non bastare mai. Siamo già in un turbine di passione e di desiderio. Mi inginocchio,le apro la vestaglia e la bacio lì in basso. Le scosto gli slip ed affondo le labbra sulla sua morbida vulva, piano piano la sento ansimare. Apre la vestaglia e la lascia cadere per terra. Inizio a baciarle l'interno delle cosce, poi gli inguini ed infine ritorno sulla fica con crescente impegno passando la lingua sul clitoride, leccando ed aspirando poi infilando la lingua dentro più' che posso. Geme e si contorce incominciando a godere. Ci catapultiamo sul letto e ci mettiamo in posizione 69, lei me lo prende avidamente in bocca e mentre lo spingo dentro sento le sue carezze sulle palle. "Oddio che maschio che sei!" sussurra ansimando. Dall'armadio di fronte vedo la porta che si schiude leggermente.
Ora siamo eccitatissimi, si lancia su di me e mi comincia a cavalcare prendendosi tutto. E' eccitante da morire vederla sopra di me con gli occhi chiusi dal piacere mentre si perde sempre più. Dopo un pò la sposto e la metto in modo da darmi la schiena e poter ammirare il suo splendido culo mentre si muove su di me. Le stringo il seno e le tiro i capelli chiedendole "Ti piace cavalcarmi?" Lei è sconvolta dal piacere e geme forte, emettendo infine un fiotto di umori che mi bagnano tutto. Continuo ad impegnarmi per appagarla al massimo e sentendola vicino all'apice del piacere mi sposto e la prendo da dietro a novanta. Il suo corpo freme e viene scosso da orgasmi intensi e continui. Mi sta facendo morire di piacere e sono all'apice anche io, lo tiro fuori e la inondo con il mio piacere marchiandola sulla schiena.
Lei si accascia sul letto, sconvolta dall'amplesso. Mi accarezza la mano cercando un contatto con me quasi a mostrare gratitudine. Infine si alza per prendere un accappatoio e mi chiede soave "Facciamo la doccia insieme?" "No tesoro - le rispondo malizioso- me ne vado. Almeno così il Duca può uscire dall'armadio!"
Si volta e mi guarda esterrefatta. Poi arrossisce e mi fa un sorrisetto di intesa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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