tradimenti
La cena in cui tutti sanno,4
RedCactus
14.06.2026 |
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"«Voglio sentire cosa si prova a essere vista, desiderata, scelta da te… sapendo che il mio uomo è qui e non scappa..."
La sera arriva più in fretta di quanto ti aspettassi.Il pomeriggio lo passi a preparare la casa, ma sai bene che non stai solo sistemando i cuscini o apparecchiando la tavola. Stai preparando un palcoscenico, e la cosa più strana è che non sei solo l’attrice, sei anche sceneggiatrice e regista, insieme a Marc.
Scegli il vestito con cura quasi dolorosa. Ne provi tre, quattro, cinque. Uno è troppo serio, l’altro troppo scoperto per come ti senti oggi, un altro ancora ti fa sembrare una persona che non sei. Alla fine opti per qualcosa che cade morbido lungo il corpo, sottolinea la vita, lascia intravedere le curve senza sbatterle in faccia al mondo. Ti guardi allo specchio e ti chiedi se quel riflesso è davvero tuo. Sì, lo è. Forse è più tuo di molti altri che hai visto negli ultimi anni.
Marc ti osserva dallo stipite della porta, le braccia incrociate.
«Sei bellissima» dice semplicemente.
Non è una frase nuova. Te l’ha detta mille volte. Ma questa volta senti che ha un sapore diverso. Non è solo tenerezza. È anche una sorta di orgoglio e di resa. Come se stesse dicendo: “So quanto sei pericolosa, e ti amo anche per questo”.
Quando suona il campanello, il tuo cuore fa un salto.
Apri la porta e lui è lì. Un po’ più curato del solito, ma non troppo, come se avesse voluto trovare il mezzo giusto tra il “sono qui per qualcosa di importante” e il “non voglio rendere tutto teatrale”. I suoi occhi ti percorrono in un secondo, poi tornano sul tuo viso. Non fa commenti sul vestito, ma non serve. Li leggi nello sguardo.
L’atmosfera durante la cena è stranamente normale. Parlate di cose quotidiane, dei soliti argomenti. Ogni tanto c’è un silenzio più lungo, un attimo in cui tutti e tre vi rendete conto che state girando intorno a un centro di gravità nuovo, e nessuno è sicuro di come arrivarci.
È Marc a fare il primo passo.
Appoggia la forchetta, beve un sorso d’acqua, poi sospira.
«Ti abbiamo invitato perché non vogliamo che questa cosa resti implicita» dice. «Tra noi tre c’è un’energia che non è più solo amicizia. Fingere che non esista ci farebbe solo impazzire.»
Lui annuisce lentamente. Non sembra sorpreso. Forse l’aveva capito da tempo.
«Vogliamo che tutto sia chiaro» aggiungi tu, cercando di non farti tremare la voce. «Io ti desidero. Lui lo sa. Lui…» ti giri verso Marc, «…ha scoperto che vederci insieme, anche solo con gli occhi, lo tocca in un modo che non è solo paura.»
Non riesci a usare parole tecniche o etichette. Ti sembrano insufficienti rispetto a quello che provi.
«Non vogliamo tradimenti» continua Marc. «Vogliamo sapere, vedere, scegliere. E vogliamo che sia lei al centro. Se succede qualcosa, è perché lo vuole lei. Non perché io mi voglio togliere uno sfizio, né perché tu vuoi farti un vanto.»
Lui si china un po’ in avanti, intrecciando le dita.
«E tu?» ti chiede, guardandoti dritto negli occhi. «Cosa vuoi davvero, Lena? Non cosa vuoi per lui, o per me. Cosa vuoi per te.»
La domanda ti colpisce forte, perché è la stessa che ti perseguita da giorni.
Prendi fiato.
«Voglio sentirmi viva» dici, lentamente. «Voglio sentire cosa si prova a essere vista, desiderata, scelta da te… sapendo che il mio uomo è qui e non scappa. Voglio esplorare quella parte di me che ha sempre avuto paura di chiedere di più. E sì, lo ammetto, c’è anche una parte di me che fantastica più in là. Non solo di notte, non solo a metà.»
Si crea un silenzio denso, ma non ostile.
«Più in là in che senso?» chiede lui, dolce ma diretto.
Ti sorprendi di te stessa quando rispondi senza girarci troppo intorno.
«In senso che a volte mi immagino… cosa significherebbe portare dentro di me qualcosa di te» confessi. «Avere un giorno un corpo che racconta una storia diversa. E vedere Marc restare, decidere di amarmi anche così.»
Le parole sono pesanti, ma una volta uscite non tornano indietro. E paradossalmente ti senti più leggera.
Lui si passa una mano tra i capelli, visibilmente colpito.
«È tanto» mormora. «È enorme. Non so nemmeno se sarei all’altezza di una cosa del genere.»
Marc interviene.
«E infatti non è quello che stiamo decidendo stasera» dice. «Quella, se mai, è una scelta da adulti, da prendere a mente fredda. Quello che stiamo decidendo è se iniziamo a camminare insieme in questa zona grigia. Con rispetto. Con lucidità. Con la consapevolezza che possiamo fermarci in qualsiasi momento.»
Li guardi entrambi. In quel momento non ti senti né oggetto né premio. Ti senti l’epicentro di una serie di scosse emotive che ti fanno paura e ti eccitano allo stesso tempo.
«Voglio provarci» dici, infine. «Ma solo se voi due siete pronti a guardare tutto. Anche le parti che faranno male.»
Nessuno dei due dice che sarà facile.
Però nessuno dei due si tira indietro
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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