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La notte in cui decidi di dire tutto,2


di Membro VIP di Annunci69.it RedCactus
13.06.2026    |    1.477    |    0 9.7
"È la risposta di qualcuno che ti ama così tanto da essere disposto a sedersi accanto ai tuoi desideri invece di chiuderteli dentro..."
Passano alcuni giorni prima che tu trovi il coraggio di parlare, ma la verità è che ogni sera che vai a dormire con quella conversazione non detta ti senti un po’ meno te stessa. Non si tratta di un tradimento consumato, non ci sono segreti concreti. C’è solo un pensiero che si insinua sotto la pelle, un desiderio che continua a bussare.
Quella notte, però, c’è qualcosa di diverso nell’aria. Marc si infila nel letto accanto a te, si stende sulla schiena, fissa il soffitto per qualche secondo. Tu lo conosci. Sai che quando fa così è perché dentro ha un groviglio che non sa da che parte iniziare a sciogliere.
Ti volti su un fianco, lo guardi nel buio. Vedi il profilo della sua mascella, la curva delle labbra, il lieve movimento del petto che sale e scende.
Potresti rimanere zitta. Potresti lasciare che il tempo faccia il suo lavoro e spenga piano questo fuoco. Ma una parte di te ha paura che, spegnendolo, si spenga anche qualcosa di te, qualcosa che non vuoi perdere più.
«Ti sei accorto di come mi guardavi l’altra sera?» sussurri, alla fine.
Il silenzio si tende. Senti il suo corpo irrigidirsi appena.
«In che senso?» chiede lui, ma il tono ti dice che sa perfettamente “in che senso”.
Fai un respiro.
«Quando parlavo con lui» dici. «Quando ridevo. Non eri solo infastidito. Sembrava che… ti piacesse. Che ti accendesse.»
C’è una pausa. Potresti quasi contare i battiti del suo cuore nel buio.
«Non so se mi piace» risponde infine, con sincerità. «Mi spaventa. Mi fa sentire strano. Ma sì… c’è qualcosa. Vederti così viva. Così sicura di poterlo avere, se volessi. Vederti… scelta.»
La parola “scelta” ti attraversa come una scarica. Non perché lui non ti abbia mai scelta, ma perché è tanto tempo che non ti percepisci così, attiva, protagonista, al centro del gioco.
«E se ti dicessi che a me quella sensazione non dispiace?» azzardi. «Che mi piace sentire il suo sguardo su di me… sapendo che ci sei anche tu? Che mi guardi mentre lui mi guarda.»
Non sai come reagirà. Ti prepari al rifiuto, a una chiusura, a una frase che chiuda tutto in una scatola.
Invece, Marc si volta verso di te. Anche nel buio, senti il peso del suo sguardo.
«Allora forse» mormora, «dobbiamo smettere di far finta che non esista. Forse dobbiamo chiederci che cosa vuol dire davvero, per noi.»
Il cuore ti batte forte. Hai la sensazione di essere in bilico su una linea oltre la quale tutto cambierà.
«Per me vuol dire» inizi, scegliendo le parole con cura, «che mi manca sentirmi pericolosa. Non per te. Per il mondo. Mi manca entrare in una stanza e sapere di poterla accendere. Con lui… mi sento così. E quando mi guardi mentre succede… mi sento ancora più viva.»
È la prima volta che lo ammetti ad alta voce. Fino a quel momento, l’avevi solo pensato, e i pensieri sono sempre meno compromettenti.
Marc non ti interrompe. Ti lascia finire.
«Non voglio tradirti» aggiungi, con una urgenza che ti sorprende. «Non voglio farlo alle tue spalle. Non mi interessa vivere una doppia vita. Ma… voglio esplorare quella parte di me. E non voglio farlo da sola.»
Il silenzio che segue è diverso. Non è imbarazzato. È pieno.
«Se succede qualcosa» dice lentamente, «voglio che sia con me presente. Non voglio scoprire dopo. Non voglio immaginare. Voglio vedere. Sapere. Scegliere di sopportarlo, o di fermarlo, ma in faccia.»
Ti accorgi che quella frase ti commuove. Non è la risposta di un uomo che non ti ama abbastanza da essere geloso. È la risposta di qualcuno che ti ama così tanto da essere disposto a sedersi accanto ai tuoi desideri invece di chiuderteli dentro.
«E se lo facessimo?» chiedi. «Se lo invitassimo. Se glielo dicessimo. Se costruissimo qualcosa in cui… io possa essere anche quella donna lì, non solo la moglie brava e affettuosa.»
Non era nei tuoi piani dirlo quella notte. Ma una volta pronunciato, ti senti paradossalmente più leggera. Come se un peso, che non sapevi nemmeno di portare, fosse scivolato dal petto.
Marc rimane in silenzio per un tempo che ti sembra infinito. Poi, infine, annuisce.
«Allora, se lo facciamo» dice piano, «lo facciamo alle nostre condizioni. Con regole. Con rispetto. E soprattutto… con te al centro. Perché se succede, è perché tu lo vuoi. Non perché lo voglio io, o lui.»
Quella notte ti addormenti stretta a lui, con il cuore che corre e la sensazione vertiginosa di aver appena aperto una porta che non potrai richiudere facilmente.
Eppure, per la prima volta dopo tanto, non hai paura di essere te stessa
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