tradimenti
Il primo contatto sotto gli occhi di tutti, 5
RedCactus
14.06.2026 |
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0
"Eppure, tornando a letto con Marc, ti accorgi che qualcosa è cambiato in modo irreversibile..."
Dopo la cena, non fate grandi discorsi. Le parole hanno già fatto il loro lavoro. È come se non ne aveste più bisogno, per quella sera.Ti ritrovi sul divano, lui da una parte, Marc dall’altra. Tu in mezzo. Ti senti letteralmente al centro, e per la prima volta non cerchi di rimpicciolirti per occupare meno spazio. Resti lì. Respiri. Ti ascolti.
È un momento delicato. Potresti aspettare che siano loro a muoversi, a decidere, a “prenderti” simbolicamente per mano. Invece ti rendi conto che questa volta, se vuoi vivere davvero quello che hai chiesto, devi essere tu a iniziare.
Ti giri verso l’amico, lentamente. Non fai nulla di clamoroso. Appoggi solo la mano sul suo avambraccio mentre gli dici qualcosa di semplice, una frase qualunque. Il contatto però è diverso, pieno di tutto ciò che non è stato possibile dire a tavola.
Senti il suo corpo tendersi appena sotto le dita. Non si sposta. Non finge che sia uguale a prima.
Ti volti, poi, verso Marc. Cerchi il suo sguardo. Lo trovi. C’è tensione, sì. Ma c’è anche quella strana luce che ti ha portata fin qui.
Non dice “smettila”. Non ti chiede di fermarti. Solo, si avvicina a te quel tanto che basta perché le sue ginocchia sfiorino le tue.
Quel triangolo di contatto è il primo passo reale.
Mentre le ore passano, i gesti diventano più lunghi, più densi. Un ginocchio che rimane appoggiato al tuo un po’ più a lungo. Una mano che si posa sul tuo fianco. Le dita di Marc che ti sfiorano il polso mentre l’altro ti tocca la spalla.
È come se tu fossi il punto di incontro di due correnti diverse. Una è famigliare, calda, conosciuta: l’affetto, la sicurezza, la storia con Marc. L’altra è nuova, elettrica, un po’ selvaggia: lo sguardo dell’altro, ancora pieno di domande e di possibilità.
A un certo punto ti ritrovi con gli occhi chiusi, concentrata solo sulle sensazioni. Non fai nulla che non potresti, in teoria, giustificare come “innocente”. Eppure dentro di te sai che sta succedendo molto di più.
Ti chiedi cosa stiano pensando, in quel momento. Se stanno misurando chi “vince”, chi ha più spazio. Poi ti rendi conto che non è questo il punto. Il punto non è stabilire un campione. Il punto è che tu ti stai permettendo di sentire.
Quando riapri gli occhi, li trovi entrambi a guardarti. È un momento quasi solenne.
«Come ti senti?» chiede Marc, a bassa voce.
Non ti era mai stata fatta quella domanda in quei momenti. Di solito era sempre “ti piace?”, “va bene?”. Ora è diversa. È più profonda.
Ti prendi un attimo per rispondere davvero.
«Mi sento… intera» dici. «Mi sento come se una parte di me che avevo messo via in un cassetto fosse tornata a respirare. Mi spaventa, ma non voglio chiuderla di nuovo dentro.»
Lui annuisce. L’altro sorride piano, come se avesse capito di non essere solo un elemento accessorio, ma parte di un viaggio che per te è soprattutto interiore.
La notte finisce senza che venga superato nessun limite oltre quelli che vi eravate dati. Eppure, tornando a letto con Marc, ti accorgi che qualcosa è cambiato in modo irreversibile.
Quando ti abbraccia, non senti solo il marito di sempre. Senti l’uomo che ha guardato negli occhi il tuo desiderio di essere vista da un altro e ha deciso di restare comunque.
E quello, più di tutto il resto, ti fa tremare.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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