Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > La nostra prima volta al club prive'.
tradimenti

La nostra prima volta al club prive'.


di Siamocuriosi
14.07.2026    |    23    |    2 8.0
"Decidemmo di spostarci in una camera; una volta lì, le luci soffuse che la illuminavano, fornivano sfumature di notevole erotismo..."
Stavolta sono io, Ivano, il marito di Daniela, a raccontare. Dopo che mia moglie si era decisa di metter in panchina il suo bull Stefano, che era giunto a metter in crisi la nostra unione, decidemmo di riappropriarci di noi stessi, di guardarci attorno e cercare di proseguire nella nostra curiosità, finalizzata alla trasgressione pura e semplice.
Quale posto migliore se non quello di un club prive'? Il sabato successivo, ci siamo recati in uno di questi club, ma la presenza di molta gente, non ci fece una buona impressione: sembrava di esser in una bolgia infernale, dove, di certo, c'era un'ampia scelta di fauna umana a disposizione di Daniela. Proprio guardandosi attorno, stabilì che quella del club poteva rappresentare l'opportuna soluzione per la nostra ricerca.
Ebbe modo di vedere con quanta audacia molte delle signore presenti, sicuramente maggiori di età rispetto a noi, si offrivano a maschi allupati o, addirittura, chiudendosi in una stanza, detta Glory Hole, che presentava buchi alle pareti dove i vari maschi potevano inserire i loro falli per farseli succhiare in tutta tranquillità e nell'assoluto anonimato, sia della fellatrice che dei maschi, che si restavano all'esterno.
Altre, mentre ballavano in pista, si facevano spudoratamente palpare in ogni dove da chi si accostava loro, senza trattenersi dal poter anche masturbare i loro corteggiatori, fino a che si decidevano di ritirarsi in qualche camera, per lasciarsi chiavare, quasi non ci fosse un domani.
Come dicevo, decisamente una bolgia infernale, dove niente aveva qualcosa di positivo, tranne una effettiva scelta, vasta e variegata.
Quella volta, io e Daniela ci limitammo al solo guardare cosa e come succedeva, senza partecipare, riservandoci di optare o meno a frequentare quell'ambiente.
Dal momento che il locale era sempre aperto, tranne che nel giorno di riposo, decidemmo di tornarvi il venerdì successivo, immaginando che potesse esser meno affollato e si potesse avere un miglior contatto con quanti lo frequentavano.
Ci siamo tornati ieri e le speranze non sono state deluse: Daniela ha avuto modo di esser avvicinata da un giovane, che non l'ha mollata per un istante, fino a che ha raggiunto lo scopo di potersela scopare. Daniela si divertì abbastanza, ma si era ancora all'inizio di serata, per cui c'era da aspettarsi che presto sarebbe successo ancora qualcosa. Tornati nella sala dove c'era la pista da ballo, mia moglie fu avvicinata da un distinto signore, di circa 55 anni, che prese a corteggiarla molto assiduamente. Disse di chiamarsi Guido e, devo dire, il suo modo di approcciare Daniela fu davvero encomiabile: la trattò al pari di una regina, che andava omaggiata in ogni suo desiderio. A mia moglie presero a brillare gli occhi e la vedevo illanguidirsi sempre più a contatto con questo distinto estimatore del genere femminile. Era delicato e, nel contempo, servizievole; non c'era cosa che lei chiedesse e che lui non si desse da fare per accontentarla: insomma si era passati, come recita il detto, dalle stalle alle stelle. Lusingata da Guido, mia moglie stava vivendo una seconda avventura da delirio con tutta la frenesia che questo comporta. La vedevo e sentivo disponibile a concedersi, ma poi, si ritraeva per non abbandonare il contegno della signora per bene. Li vedevo cincischiare senza che lui si stancassero: sembravano due fidanzatini ancora indecisi se appartarsi e far l'amore, se non, addirittura, abbandonarsi alle più perverse imprese di sesso sfrenato. Vedevo Daniela come illanguidita alle lusinghe che le provenivano da Guido, ma non si decideva ad occupare una di quelle stanze disponibili proprio per quello scopo: chiavare, senza se o ma.
Evidentemente le piaceva ritardare all'infinito quell'istante, che l'avrebbe vista irretita al piacere più sconvolgente che si potesse immaginare. Stava vivendo emozioni irripetibili per una donna non più giovane, ma di una esuberanza sessuale da far paura. Era ciò che in tutta la sua esistenza non aveva mai provato ed ora intendeva cogliere in ogni sua sfumatura, fino a raggiungere vette di alto tasso di erotismo.
In un attimo in cui lui si è allontanato per ordinare dei cocktail, mia moglie mi ha chiesto cosa ne pensassi.
"Sembra davvero una persona perbene, ma dovrai deciderti: non vorrai tirarla ancora per le lunghe, spero?"
"Avrei bisogno di darmi una rinfrescata e, soprattutto, togliere le mutandine. Sono zuppe dei miei umori, perché, mentre ballavamo, mi titillava il clitoride con la punta del suo poderoso pene, però non mi va di farlo, perché sono anche certa che vorrà leccamela così com'è, allorché sarà lui a togliermele. Dimmi, ti prego: "Faccio bene a far così?"
"Amor mio, io, al suo posto, lo farei e basta, senza pensarci più di tanto. Del resto è più che normale che una donna si bagni oltremodo se viene stuzzicata come ha fatto lui".
Guido stava tornando dopo aver proceduto ad avanzare la nostra richiesta di drinks.
"Ecco l'occasione" dissi a Daniela: "Portatelo in camera e fattela leccare". Quasi si soffocò con il sorso che aveva appena bevuto, diventando anche rossa in viso. Era palese che Guido non vedeva l'ora di portarsi a letto mia moglie, ma il suo aplomb di uomo distinto, non gli permetteva di avanzare proposte così oscene, forse dimenticando il luogo in cui era avvenuta la nostra conoscenza.
Allora esordii, dicendo: "Pensavo fossi curiosa a voler fare di più, rispetto al solo ballare".
"In effetti lo sono - rispose Daniela - sono incuriosita ed eccitata da quanto sta succedendo con Guido questa sera, anche se sono appena stata chiavata ad oltranza da quel giovane, che l'ha preceduto".
Decidemmo di spostarci in una camera; una volta lì, le luci soffuse che la illuminavano, fornivano sfumature di notevole erotismo. Daniela era di spalle e Guido prese a slacciarle il vestito; poi la voltò di fronte a sé e le chiese di fare altrettanto con lui. Lei afferrò l'orlo della camicia e gliela tirò indietro dalle spalle: aveva un torace da vero toro; Daniela proseguì a tirarla giù, allentando la cintura dei pantaloni.
Ero entusiasta a veder mia moglie con un reggiseno in raso rosso, che non avevo mai visto prima; le conferiva una bella figura sexy, oltreché soda, con un seno magnificamente tondo e capezzoli ben definiti. Potevo vedere che era piuttosto eccitata per quanto veniva lodata per il fisico eccezionalmente concupiscente che offriva agli occhi del suo corteggiatore. Pensavo che avrebbe esitato ancora a togliere altro, ma son rimasto sorpreso perché ha allungato le mani dietro le spalle, ha slacciato il reggiseno e l'ha lasciato cadere per terra. La sua era un'espressione altera, orgogliosa: era ben consapevole di quanto potessero piacere i suoi seni, che si alzavano ed abbassavano ad ogni suo respiro; che belli quei suoi capezzoli che sporgevano duri come spini!
Giunta alle fatidiche mutandine, anch'esse di raso rosso, son quasi rimasto scioccato: la sua figa era rasata ed ora mostrava uno spacco completamente glabro, nudo, magnifico nel suo completo splendore.
Doveva esser una cosa che aveva fatto nel pomeriggio, dall'estetista, perché non l'avevo mai vista così NUDA. Intanto anche Guido si era spogliato e... "Oh, mio Dio" sbottò Daniela ad occhi spalancati.
Guardava la sua virilità ipnotizzata dalle dimensioni: poteva esser lungo circa 20 cm., ma era molto spesso, con una cappella che sembrava quella di un fungo.
"Tesoro, potresti scattare una foto ricordo?" Son corso a prendere la macchina, prima che cambiasse idea. Le ho indicato la posa da assumere:
"Inginocchiati accanto a lui con le braccia a cingere la sua coscia, mentre esterni la tua meraviglia per ciò che hai davanti".
E' stato un momento di sorpresa e gioia per tutti, al punto che ho anche impostato il sistema per registrare quanto sarebbe avvenuto in seguito.
Daniela si è allungata sul letto e, a cosce aperte, rivolta a Guido, gli ha detto:
"Ecco qui la tua ricompensa; sono certa che vorrai leccarmela, prima di penetrarla; sappi che non l'ho lavata apposta per questo, dopo che, nel ballo, mi hai eccitata talmente tanto, facendomi sentire quel tuo fungo titillare il clitoride".
Guido non se lo è fatto ripetere due volte; si è fiondato tra le sue cosce ed ha preso a leccarla, fino a prosciugarla di ogni suo umore. Poi, con la bocca ancora intrisa dei suoi umori, l'ha baciata in bocca: è stato il momento clou, che ha dato inizio ad una serie di chiavate incredibili. Siamo tornati a casa verso le 4,30 del mattino, perché dovevamo pur tornare. Daniela era stremata per quanto aveva goduto tra le braccia di Guido, il suo nuovo amante, che mi ha confidato che, se non fosse stata per la nostra necessità di rientrare, avrebbe continuato a chiavarla ad oltranza.

Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La nostra prima volta al club prive'.:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni