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La nuova consapevolezza – episodio 8


di Redwriter
24.10.2025    |    459    |    2 9.0
"“L'idea che sei una donna fortunata , era davvero bello e da quello che ho visto anche piuttosto bravo” Siamo scoppiate in una risata di intesa, la carta della solidarietà femminili aveva..."
“Un patto?” chiesi.
“Si un patto” ribadii Ludovica continuando a mantenere i suoi occhi fissi su di me prima di continuare.
“ Tu voi i dettagli piccanti di quello che fa tua moglie a tua insaputa e la cosa ti eccita giusto?”

Esitai un attimo prima di rispondere con un laconico “Si”
“Allora dovrai sottostare alle mie richieste in cambio di queste informazioni”

Il mio sguardo incuriosito, indusse Ludovica a proseguire.
“Come tua moglie anche io ho un lato dominante, ma a differenza sua non ho un marito remissivo che ami questo mio aspetto. Conosci mio marito e sai che è un uomo fantastico, ma molto tradizionale nella sfera sessuale e tra noi è decisamente lui quello dominante”

Ludovica fece una piccola pausa prima di riprendere.

“Sara vive liberamente la propria sessualità, ma per me è differente, non riuscirei mai a tradire mio marito con qualcun altro, e di base non ho mai avuto il desiderio di farlo”

“Questo però non significa che l'idea di vedere un uomo sottomesso non mi ecciti terribilmente, per cui, che ne dici di fare un piccolo gioco in cui mi mostri quanto ti piace essere cornuto?”

La parola cornuto, pronunciata con assoluta naturalezza da Ludovica mi colpì come un pugno nello stomaco. Sapevo che era solo una parola, ma la combinazione della fondatezza del fatto e che fosse stata pronunciata da un amica di lunga data ne avevano aumento esponenzialmente l'effetto.

“Mostrare?” chiesi con titubanza.

“Si, la proposta è questa: ti racconterò in dettaglio tutti gli episodi di cui sono stata testimone diretta o che Sara ha condiviso con me, e in futuro se vorrai continuerò a raccontarti cosa accade quando usciamo insieme, in altre parole sarò i tuoi occhi su tua moglie quando tu non ci sei”

“Ok” aggiunsi esitando, quasi a temere quello che sarebbe seguito.

“In cambio ti chiederò di rispettare due regole. La prima, dovrai rispondere sinceramente a tutte le domande che ti farò senza alcuna esitazione o paura di alcun giudizio”

Di nuovo una piccola pausa quasi a creare una certa supense per la seconda richiesta.

“E la seconda: mentre ti descriverò i dettagli, dovrai stare nudo davanti a me senza alcuna possibilità di toccarti.”

Sul mio volto si dipinse un’espressione di palese incredulità e in breve mi trovai a ribattere:

“ Ma è una cosa imbarazzante, e noi ci conosciamo da tanto tempo, non credo di poterlo fare”

Ludovica replicò:

“ Perché no? Non ci sarà mai alcuna interazione tra noi, non temere, non ho intenzione di chiederti nulla di più di osservare il piacere che provi nell'essere sottomesso, e quanto all'imbarazzo, non è certo il primo cazzo che vedo. Quello che voglio in realtà e vedere il potere che esercitano le mie parole su di te ”

“In altre parole” proseguì Ludovica “ti offro la possibilità di soddisfare la tua curiosità ma in cambio voglio vederne l'effetto con qualche piccola privazione per potermi divertire un po' anch'io, do ut des”

Rimasi in silenzio a lungo perché per quanto la proposta potesse sembrare assurda e per certo umiliante, sentivo che una parte consistente di me ne stava considerando realmente l'accettazione.

Ludovica in attesa di una risposta si accomodò sul divano di fronte alla poltrona su cui sedevo io, si sfilò le infradito e stese le gambe lungo l'intera lunghezza del divano assumendo una posizione rilassata, poi aggiunse:

“Di sicuro è uno scambio onesto, Sara sa essere un vera porcella quando vuole e di me si fida. Un po' mi spiace tradire questa fiducia, ma le condizioni che ti sto ponendo ti metterebbero in una situazione terribile se tu decidessi di svelarle la fonte e il modo in cui hai ottenuto queste informazioni. Diciamo che così oltre al piacere della sottomissione mi assicuro anche il tuo silenzio”

Provai un ultimo disperato tentativo di dissuasione:
“Non c'è un altro modo?”

“Puoi andare dalla tua mogliettina e chiedere a lei di raccontarti tutto” fu la risposta ironica di Ludovica.

“D'accordo” dissi titubante “La cosa rimarrà tra noi”

“Ovviamente” ribadì lei.

Siglato, se così si può dire, il nostro accordo, il tempo parve quasi arrestarsi. Non sapevo bene come procedere, ma Ludovica prese l'iniziativa.

“Dunque cosa aspetti?” chiese sorridendo e appoggiando la schiena sul cuscino come ad accomodarsi per gustarsi lo spettacolo.

“Ora?” chiesi

“Certo, via tutto”

Rassegnato comincia a togliermi i vestiti di fronte alla mia amica di infanzia. Per certi versi Ludovica era per me quasi una sorella, cosa che aumentava ulteriormente il grado di umiliazione del gesto che stavo compiendo.

Mentre mi sbottonavo la camicia pensai al fatto che mai mi sarei immaginato che Ludovica potesse celare un lato femdom; l'avevo sempre vista come una ragazza tranquilla e priva di alcun tratto caratteriale estremo, ora scoprivo che come spesso accade nulla è realmente come sembra.

Pensai a cosa sarebbe successo se il marito di Ludovica fosse rientrato a casa in quel momento, probabilmente fraintendendo completamente la situazione. Sarebbe stato difficile spiegargli che il cornuto ero io e Ludovica voleva solo saziare un desiderio di vedere un uomo sottomesso.

Giunto ai boxer esitai nuovamente, subito spronato da Ludovica che aveva deliberatamente preso a fissarmi l'inguine.

“ Forza vediamo se Sara ha di che soddisfarsi” disse con un sorriso provocatorio.
Infilai le dita nell'elastico dei boxer e li abbassarli alle caviglie.

Il mio pene moscio comparve in bella vista, l'imbarazzo era massimo.

Ludovica parve deliberatamente prolungare il suo silenzio come a ponderarne la valutazione prima della sentenza, poi commentò:
“ Sara ha ragione, non è un gran cazzo”

Il dubbio che mia moglie potesse aver detto davvero una cosa del genere, mi provoco un nodo allo stomaco, un misto di eccitazione e umiliazione. Ludovica per sua stessa ammissione stava giocando, ma quale miglior gioco poteva essere in quel contesto dire la verità?

“Ti starai chiedendo se sto scherzando...... “ aggiunse Ludovica quasi a dipanare i miei dubbi leggendomi nella mente.

“ Vedi anche a noi donne capita di confidarci su come sono messi li sotto i nostri mariti o amici di turno e l'argomento è uscito in diverse occasioni.”

Di nuovo una pausa.

“Non so se siano state tutte oneste, ma nel caso di tua moglie devo dire che lo è stata quando a detto che il tuo arnese è un po' sotto la media“

“ Ma del resto le dimensioni non contano, ma conta come lo si usa, almeno così dicono. In realtà personalmente penso che un bel cazzo che ti riempia quando è dentro di te sia altrettanto importante, ma non ti preoccupare, se Sara ti ha sposato significa che per lei non è così importante avere il marito dotato”

Nell'imbarazzo del momento provai ad abbozzare una difesa:

“Non si è mai lamentata delle mie prestazioni”

Ludovica sorrise nuovamente prima di ribadire indicando il mio pene:

“Forse perché la lingua compensa ampiamente il tuo modesto pisello”.

Per quanto le circostanze potessero legittimare dei dubbi sulla veridicità di quanto stava dicendo Ludovica, un secondo tarlo si era insinuato inesorabilmente nella mia testa.

“In ogni caso” riprese Ludovica “ prima di raccontarti qualcosa di interessante voglio farti una domanda, davvero non hai mai sospettato che Sara andasse a letto con altri?”

Risposi sinceramente come da accordo.

“ Diciamo che in passato ho avuto qualche sospetto, ma la sola idea di sospettare di lei mi ha sempre infastidito, e di conseguenza ho sempre desistito dal voler approfondire davvero la cosa.”

“ E ora cosa è cambiato ?” mi chiese

Gli raccontai in breve delle scorse settimane, di Maxime, delle sue avventure e delle fantasie che ne erano scaturite.

“ Soggetto interessante questo Maxime, in pratica ti ha fatto capire di apprezzare di essere un cornuto raccontandoti di come lui si scopa le donne degli altri, e tu ti sei creato la fantasia che si scopasse tua moglie ”

Mancava l'ultima parte della storia, la scoperta del tradimento vero e proprio. Quando completai il racconto, Ludovica mostrò sorpresa.

“ Ma tu pensa, le piacciono anche le donne, non lo avrei mai detto. La conosco da così tanto tempo e non avrei mai immaginato, del resto mai dire mai”

Per ora la curiosità di Ludovica parve soddisfatta poiché finalmente cominciò a raccontare.

“Vediamo da dove partire. Forse è meglio dall'inizio ossia da quando ho scoperto che Sara non si limitava a qualche pomiciata e farsi palpare un po' il culo dagli avventori occasionali della serata”

“Non ricordo esattamente l'occasione, forse la festa per la promozione di Marica a project manager, ma quella sera del gruppo oltre a noi ragazze c'era anche un gruppo di amici di Marica, forse suoi colleghi.”

Ludovica precisò di non ricordare tutti i dettagli sugli invitati visto che erano passati un po' di anni dall'evento, una cosa però la ricordava bene, il fatto che uno dei colleghi di Marica fosse un ragazzo piuttosto bello: un tipo alto, spalle larghe, capelli rasati, labbra carnose con uno sguardo da tombeur de femmes.

"Il ragazzo aveva attratto l'attenzione di tutte, Marica compresa, che pareva esserne quasi gelosa.
Sara, apparentemente non aveva degnato di particolare attenzione il ragazzo, almeno nella prima parte della serata quando abbiamo cenato tutti insieme al ristorante. Poi quando il gruppo si è trasferito al club le cose sono cambiate."

“ I due hanno iniziato a bere insieme e parlare in disparte, mentre il resto del gruppo ballava o si concedeva qualche pausa al bancone. Tua moglie sembrava molto coinvolta nella cosa ”

“ A un certo punto i due sono scomparsi. Come ti avevo anticipato non era la prima volta che Sara si assentava durante le nostre uscite, ma questa volta la cosa è andata in modo un po' diverso”

“ Saranno state le due e un buttafuori del locale si è avvicinato al nostro gruppo per chiedere se l'Audi bianca parcheggiata in doppia fila fosse la nostra e nel caso di spostarla. Lo era in effetti, era la mia macchina. Così dopo aver raccolto le chiavi dalla borsa sono uscita dal locale e mi sono avventurata nel parcheggio.”

“Alla fine sono riuscita a spostarla e a metterla nel punto più lontano dall'entrata dove c'era un buco libero.”

“Uscendo dall'auto il tacco mi si è incastrato in una buca del terreno e mi sono bloccata imprecando, ed è allora che l'ho sentito”

La mia attenzione crebbe improvvisamente e non fu l'unica cosa a farlo, il mio cazzo stava iniziando a gonfiarsi attraverso piccoli sobbalzi. La cosa non sfuggì a Ludovica che interruppe il racconto, fissandomi tra le gambe e commentando:

“ Ma guarda, è bastato alludere a qualcosa che potrebbe riguardare Sara e il tuo cazzetto si sta già indurendo, sei proprio un piccolo pervertito”

“ Comunque” riprese “Il suono che aveva attirato la mia attenzione era inequivocabilmente quello di qualcuno che si stava divertendo. Di base non mi sarei mai sognata di andare vedere chi fosse. In questo caso però alcune parole intervallate a gemiti avevano attirato la mia attenzione, perché la voce aveva un che di familiare.”

“ Così ho seguito la direzione dei gemiti, superando il perimetro esterno del parcheggio e passando nella zona semi buia del parchetto adiacente”

“In un angolo, in una zona appartata, alla fine li ho visti, devo dire che non erano molto discreti poiché presi dalla foga del momento non si erano accorti che un lampione vicino li illuminava parzialmente”

“Tua moglie aveva le braccia larghe e distese. Le mani afferravano saldamente la ringhiera che gli stava davanti. La testa e il busto erano piegati in avanti. La gonna, o meglio la mini che indossava era arrotolata verso l'alto a scoprire il culo bianco e privo di slip, e indovina un po', dietro di lei stava il nostro amico che la montava con forza, afferrandola saldamente per il bacino.”

L'immagine di mia moglie scopata a pecorina descritta da Ludovica aveva portato il mio cazzo a raggiungere la piena erezione. Il prepuzio si era lentamente ritratto verso il basso fino a scoprire completamente il grande, le vene dell'asta gonfie.
La voglia ti toccarmi l'uccello era molto forte, ma Ludovica era stata chiara a riguardo.

Ludovica continuò:
“ Non è che non avessi mai visto qualcuno scopare, ma trovarmeli li davanti così mi fece un certo effetto, quel ragazzo era un toro e tua moglie apprezzava parecchio visto quanto gemeva e lo incitava a fotterla”

“ Devo dire che ho provato un po' di invidia nei suoi confronti, la scena che avevo davanti mi aveva stregata, li ho osservati per diversi minuti e lui la scopava a un ritmo intenso e costante senza mai dare segni di cedimento. Una cosa era certa, fottere Sara gli piaceva decisamente”

“Poi purtroppo ho fatto qualcosa che ha rovinato il momento” disse Ludovica sorridendo “mi sono fatta beccare”
Ludovica interruppe il racconto quasi a richiamare nella mente i dettagli del momento.

“ Mi è scappato uno starnuto, ho provato a trattenerlo ma è stato tutto inutile. I due si sono fermati improvvisamente per vedere da dove provenisse il suono inaspettato”

“ Mi sono sentita morire, immagina la scena, il tizio aveva ancora il cazzo infilato nella fica di tua moglie e si era girato di scatto a guardare nella mia direzione, lo stesso ha fatto Sara ancora nella posizione da monta”

“Avrei voluto scomparire all'istante e mi sentivo paralizzata, alla fine sono riuscita a dire soltanto uno scusate, e mi sono allontanata alla velocità della luce raggiungendo gli altri”

“ Mezz'ora più tardi i due sono ricomparsi nella sala e da allora non si sono quasi più parlati. Il ragazzo ha raggiunto Marica per informala che sarebbe andato via. Quanto a tua moglie si è tenuta lontana da me per il resto della serata e io ho fatto altrettanto, ero troppo imbarazzata per rivolgerle la parola”

“Alla fine quando abbiamo lasciato il locale per raggiungere le macchine, Sara si è avvicinata a me e mi a chiesto di potermi parlare”

“Io ancora imbarazzatissima, sono partita con lo scusarmi per quanto accaduto, ho detto che non era mia intenzione ….. disturbarli .....”

“A quel punto tua moglie mi ha interrotto dicendomi:"

“ Non preoccuparti non sono arrabbiata , e solo che la cosa è un po' imbarazzante, non so che idea ti sei fatta”

Così facendo aveva rotto il ghiaccio e io ho preso la palla al balzo.

“L'idea che sei una donna fortunata , era davvero bello e da quello che ho visto anche piuttosto bravo”
Siamo scoppiate in una risata di intesa, la carta della solidarietà femminili aveva funzionato.

Il racconto si interruppe.

“Be caro il mio amico cornutello, quello è stato l'inizio di una serie di complicità e confidenze tra noi che mi avrebbe reso la sua amichetta del cuore in termini di confidenze sugli scopamici.”

"Per cui devi ritenerti fortunato"

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