tradimenti
Prima Coppia 1a parte
05.03.2026 |
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"Ornella era intelligente, chiaramente con qualche mania di controllo che tentava di addolcire con un atteggiamento sessualmente remissivo..."
Arrivo al parcheggio e tutto era come dalla sua ultima comunicazione: "L'auto sarà parcheggiata vicino alla sbarra, Mercedes nero con finestrini neri, NCC scritto vicino alla targa.Quando arrivi lo saprò e ti starò aspettando, grazie".Era l'epilogo di mesi e mesi di corteggiamento.
Non da parte mia (oramai son troppo vecchio), ma da parte di Ornella, una fan dei miei vecchi racconti, scritti in un'altra vita.
Busso al finestrino posteriore, si abbassa fino a rivelare un viso luminoso incorniciato da un caschetto di capelli neri e setosi.
"Finalmente ci conosciamo, sono Ornella. Che ne dici, ti piace quel che vedi? Possiamo andare?"
La mia visione dall'alto, attraverso il finestrino mi permetteva di scorgere la piega fra due seni gonfi saltar fuori da un top bianco che fasciava un corpicino niente male.
"Ciao Ornella sono Frank, mi piace molto quel che vedo, possiamo andare".
Era nato tutto da una conversazione sui miei vecchi racconti, ad Ornella non andava giù il fatto che tutti trattavano di storie in coppia, mentre lei e suo marito mi pregavano di scrivere un racconto cuckold.
Purtroppo quella fantasia non mi ha mai stuzzicato, quindi ho sempre divagato sulla risposta senza mai impegnarmi veramente ad inventare un racconto.
Ornella non è persona da accontentarsi di un no, quindi dopo l'ennesima richiesta ho chiuso la discussione dicendole che avrei scritto un racconto del genere solo dopo aver provato l'esperienza in prima persona.
Che coglione.
Ero caduto nella sua trappola.
Ricordo che iniziò con una serie di fantasie e proposte che non mi mettevano a mio agio, infatti in tutte c'era suo marito partecipe, e l'idea che un altro pene mi sia così vicino non mi piace per niente. A malapena sopporto il mio, figurati quello di un altro...
Ornella chiuse il finestrino, mi aprì la portiera e mi fece posto sul gigantesco sedile posteriore. Salii salutando il conducente che immaginavo fosse il marito.
"Non parlargli" disse lei, "Lui non è nessuno, fingi che non ci sia, che non esista. Ci siamo solo io e te".
La macchina partì lentamente inoltrandosi nei vialoni della grande città, il silenzio era calato nell'abitacolo e capii che stavano aspettando istruzioni.
"Ora facciamo un gioco Ornella, ad ogni semaforo rosso che incontreremo, ti dovrai togliere un indumento. Ad ogni semaforo verde, me ne toglierò uno io".
I bellissimi occhi di Ornella si illuminarono e acconsentì mentre riempiva un paio di calici nell'angolino mobile bar della macchina.
In quel preciso istante la macchina iniziò a rallentare prima di un semaforo rosso.
Senza distogliere lo sguardo da ciò che faceva, Ornella iniziò ad armeggiare con i piedini per togliersi una scarpa.
"Salute" risposi immerso in quello sguardo magnetico, mentre mi porgeva il suo calice per un brindisi.
Nemmeno il tempo di brindare e l'auto era già ferma davanti al secondo semaforo rosso.
Parlando di cosa sarebbe successo quando uno dei due non avesse più vestiti da togliere, le nostre sedute prima lontane agli antipodi del sedile posteriore, iniziavano ad avvicinarsi. Eravamo sempre più a proprio agio ed il pensiero del marito iniziava ad abbandonare i miei pensieri.
Ci pensavo solamente quando intuivo dalla titubante velocità del mezzo, che faceva di possibile per beccare tutti i semafori rossi al nostro passaggio.
Ornella era intelligente, chiaramente con qualche mania di controllo che tentava di addolcire con un atteggiamento sessualmente remissivo.
L'auto continuava a fermarsi a tutti i semafori, dopo le scarpe fu il turno delle calze autoreggenti, sfilate lentamente con studiata noncuranza, senza mai distogliere il suo sguardo dal mio e senza mai smettere un secondo di colloquiare amabilmente con me, come se fosse tutto normale.
Si tolse il bracciale, gli orecchini di perla e la collana: parlava, rideva e si spogliava, in un turbine di movimenti eleganti e calibrati. La cosa mi eccitava terribilmente.
Bloccati all'ennesimo semaforo era arrivato il turno del top bianco.
Ornella si ammutolì, abbassò lo sguardo con un rossore che le puntava le guance: "Mi aiuti con la cerniera?"
Si girò leggermente dandomi le spalle, mi avvicinai ammaliato dal candore della sua pelle, annusai il collo per sentire l'odore della sua pelle che trovai irresistibile.
Abbassai la zip dietro il vestito liberando le sue forme da quella pressione così innaturale quanto elegante.
Si rigirò fronte a me e si sfilò il vestito rivelando un corpo armonioso, nudo e glabro.
L'andatura incerta e goffa del mezzo rivelavano lo stato di eccitazione del conducente, distrattamente immerso nell'osservazione dello specchietto retrovisore.
Ero estasiato dalla visione del suo corpo, con ancora in bocca il profumo della sua pelle ero ad un passo dal saltarle addosso.
Riuscii a contenermi.
Altro semaforo rosso, ruppe il silenzio e mi disse: "Cosa mi devo togliere ora? Non ho più nulla..."
Ebbi l'illuminazione e le dissi...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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