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Prima volta di mia moglie con lo sconosciuto.


di photowind
25.10.2025    |    2.519    |    12 9.9
"Provo a masturbarmi per riavere l’erezione scomparsa, lo appoggio alle sue natiche, ma niente non ce la faccio..."
È successo quest'estate, ma non trovavo il coraggio di raccontarlo. Ci provo ora, da lui di coppia, sperando di trovare qualcuno che abbia vissuto un'esperienza simile e che apprezzi quello che sto per raccontare.
Fa caldo in questo pomeriggio d’estate a Corfù. Daniela è distesa sul lettino in questa piccola spiaggia nella baia di Kerasia dove poca gente riposa sotto gli ombrelloni. Abbiamo appena pranzato con un’insalata greca che mi hanno preparato nel piccolo chiosco dove ho fatto amicizia con i ragazzi che lo gestiscono. Sono stati gentili e mi hanno regalato una piccola bottiglia di ouzo, il loro liquore tipico, dicendomi di brindare all’amore sulle isole greche. Quando sono ritornato al nostro ombrellone l’ho detto a mia moglie Daniela … “Sai che non mi piacciono i superalcolici” mi ha risposto! Io invece non bevo alcolici per scelta e mi trovo a dirle che a questo punto lo dobbiamo buttare via. Ma finito il breve pranzo, Daniela mi dice che lo vuole assaggiare. Ne beve un po’, mi dice che è troppo forte e con questo caldo non è il massimo. Le suggerisco di allungarlo con l’acqua che ci siamo portati e lei mi prende in parola: ne sorseggia ancora, poi mi dice che le gira un po’ la testa e si distende sul lettino. Si assopisce mentre io la guardo in tutta la sua bellezza e sensualità. I sessant’anni non si vedono proprio. Il corpo è voluttuoso, il suo seno pur non più tonico come a vent’anni è ancora pieno e mi eccita sempre di più, soprattutto al mare, quando è nascosto dal reggiseno con disegni floreali del suo costume da bagno. Mi eccita vedere i maschi vicini d’ombrellone che la guardano di nascosto dalle loro compagne. Sono sicuro che sono attratti dal suo corpo voluttuoso, dai suoi capelli biondi e dalla sua eleganza.
C’è una coppia tedesca vicino a noi: lui avrà forse quarant’anni, lei potrebbe essere una sua coetanea. Disteso su un asciugamano dove riconosco il marchio della squadra di calcio del Colonia, l’uomo saltuariamente volge lo sguardo verso di noi, mentre la sua compagna legge un romanzo. Io fingo di non notare i suoi sguardi. Non è un uomo attraente: lei invece è molto più carina, ma sembra interessata solo al libro e non certo alla bellezza della spiaggia e del mare.
Preso da questi pensieri guardo l’orologio. Sono le tre del pomeriggio, ci saranno 35 gradi. Daniela si sveglia dopo un breve sonno e mi dice a bassa voce che dovrebbe fare la pipì. Nella spiaggia però, oltre ai pochi ombrelloni e sdrai, c’è solo il piccolo chiosco e nulla più.
Le suggerisco di andare nella pineta che circonda la piccola insenatura. Mi guarda perplessa e mi chiede se l’accompagno. Non vedevo l’ora che me lo chiedesse: sono affascinato nel vedere mia moglie camminare in costume in mezzo ai pini in luoghi isolati. Prendo un asciugamano, metto la macchina fotografica, i telefoni e il portafoglio dentro a un marsupio e ci incamminiamo verso il sentiero che costeggiando il mare sale verso la pineta. Daniela cammina davanti a me. Io la lascio sempre davanti mentre cammina e mi diverto a farle andare il costume dentro alle natiche per vedere il suo culo in tutto il suo splendore. Il suo sedere rotondo sobbalza sulle asperità del sentiero mentre mi precede tra gli alberi cercando un luogo appartato dove potersi appartare per far pipì. Io la seguo e ho già un inizio di erezione: immagino di poterla vedere nuda in mezzo al bosco magari mentre qualcuno passa lì vicino.
L’idea di saperla osservata da altri uomini mi eccita: non credo di essere un cuckold, però temo che queste mie fantasie siano solo l’anticamera per diventarlo davvero.
A margine del sentiero, sul lato che da verso la collina, troviamo un muro a secco con una vecchia recinzione, probabilmente un vecchio recinto per le capre, ora abbandonato e invaso dalla vegetazione. Mi guardo attorno: siamo vicini al mare che è sotto di noi, ma siamo coperti dagli alberi e dalla vegetazione. Mi fermo e chiamo Daniela che cammina davanti a me e le dico che può trovare in questo posto un angolo appartato. Saliamo degli scalini in pietra e protetti dalla vegetazione ci fermiamo in un terrazzamento. Daniela si abbassa le mutandine del costume e si piega per fare pipì. Io vorrei fotografarla con lo smartphone, ma lei mi blocca subito, dicendo di smetterla perché potrebbero vederci.
Invece siamo soli, in mezzo alla natura selvaggia di quest’isola bellissima. Guardo il suo magnifico sedere davanti a me e mi abbasso per vederla da dietro. La fica rasata è un’opera d’arte: le grandi labbra incorniciano il suo buchetto come uno scrigno che nasconde qualcosa di prezioso. Ho il cazzo in erezione, vorrei prenderla da dietro, lì in quel momento. Mentre la sua pioggia dorata sta per finire, noto che a qualche decina di metri, sul sentiero sotto di noi, c’è qualcuno che cammina e rallenta. Daniela non se n’è accorta, io faccio finta di niente. Le sussurro all’orecchio che mi è venuto duro il cazzo, lei mi dice se sono impazzito, io le rispondo che è bellissima. Mentre si asciuga in mezzo alle gambe con le salviettine umidificate, mi abbasso il costume e le faccio sentire la punta del cazzo tra le natiche. Sono eccitatissimo e vorrei metterglielo dentro per esplodere tutto il mio piacere dentro di lei. Faccio cadere l’asciugamano sul terreno e lo stendo invitandola a mettersi a pecorina. Daniela è sconcertata dalla mia richiesta “Ma sei fuori, e se passa qualcuno?” mi dice a bassa voce, quasi sospettasse che davvero ci sia qualcuno vicino a noi. La tranquillizzo e le dico “Ma ti ricordi quanto è stato eccitante farlo nel nostro bagno quando avevamo l’imbianchino in casa sull’altra stanza?”
Non dice nulla, appoggia le mani sull’asciugamano e si mette a pecorina. “Dai fai presto, mettilo dentro e che sia finita sta storia” mi dice e io non aspettavo altro. Vedo le sue natiche e la fica rasata davanti a me, mi abbasso per avvicinarmi a baciare la sua fica: sento il profumo del fazzolettino umidificato, sa di gelsomino. Con la lingua inizio a leccarla: è già bagnata e mi piace esplorarla con la lingua. La lecco ovunque: la fica si è già dilatata, ma provo con le dita ad allargarla ancora di più, mentre il mio cazzo è durissimo. Mi sento un pervertito, perché so che qualcuno ci sta guardando ad insaputa di Daniela.

“Muoviti mettimelo dentro, sono tutta bagnata” mi dice a bassa voce mentre il suo sguardo si perde verso i rovi e i pini davanti a lei, incurante di tutte le sue paure e vergogne. Forse l’ouzo che ha bevuto prima le ha tolto i freni inibitori. Capisco che è eccitata all’idea di fare qualcosa ce non ha mai fatto prima. Scopare in luogo selvaggio non è da tutti i giorni: prendo il cazzo durissimo e glielo infilo dentro.
È una sensazione mai provata: siamo nudi a pochi passi dal mare e dal sentiero, nascosti dalla vegetazione e mentre afferro le sue tette con le mani inizio a muovermi dentro di lei. Mi volto per vedere se quell’ombra che avevo visto qualche minuto prima dietro di noi è ancora lì. Non la vedo e sono turbato. Ho solo il tempo di accorgermi che si è spostata ed è davanti a noi poco distante dal muro a secco coperto dalla vegetazione. Intravedo una figura che sta venendo verso di noi.
Daniela non l’ha ancora vista: non so cosa fare, non so se devo avvisarla. Ma lei è eccitata e voglio che goda. Sento che sta per avere un orgasmo, quando quella che fino a quel momento era solo un’ombra, si materializza in un uomo abbronzato, con due spalle da nuotatore, capelli lunghi schiariti dal sole e degli occhi bellissimi. Mentre si sta toccando il cazzo in erezione viene verso di noi.
Quando Daniela lo vede, smette di muovere il sedere e si ferma spaventata: l’uomo portandosi il dito indice sulla bocca, le dice in inglese “non ti preoccupare, sei bellissima, voglio solo guardarti”.
Io sono bloccato: ho quasi perso l‘erezione e mi sono fermato. L’uomo si ferma a poco più di due tre metri e ci dice “continuate, siete uno spettacolo e mi piace guardarvi”.
Daniela è immobile, lo sta guardando spaventata e allo stesso tempo stupita, ma non si scompone e rimane nella posizione della pecora. Non so cosa fare. Le dico “stai tranquilla, non mi sembra che voglia farci del male, e dentro di me penso che è anche un bellissimo uomo, con un bel cazzo sicuramente più grande del mio, forse venti centimetri, con due testicoli grossi e tonici, depilato con un glande di dimensioni ragguardevoli, proporzionato al notevole diametro del suo arnese.
“Continuate vi prego” ci dice, mentre si masturba.
Daniela non dice più nulla, poi abbassa la testa verso fino a toccare il telo mare, quasi a volersi nascondere, ma lascia il culo a pecora e mi dice “dai scopami, sono troppo bagnata”. Io spero di ritrovare l’erezione: il cazzo è molle e inizio a masturbarmi per farlo diventare duro, ma è inutile. Daniela mi supplica “dai muoviti, mettilo dentro” ma io sono nel panico, non mi si alza più.
L’uomo davanti a noi si avvicina, passa con il suo cazzo eretto davanti a Daniela che però ha ancora la testa abbassata sull’asciugamano, per non guardarlo. Viene dietro a noi: mi dice qualcosa in inglese, ma non capisco perché sono completamente nel panico. Mi guarda e mi sorride: sono spaventato, perché è nudo vicino a noi con un cazzo gigantesco e dopo aver smesso di masturbarsi, mi si avvicina ancora di più, “Stai Tranquillo” mi dice “ti aiuto io” e con la mano destra afferra il mio cazzo e inizia a muoverla su e giù sull’asta del pene, palpandomi anche i testicoli. Daniela è immobile, forse ha capito qualcosa, ma non dice nulla. “Mi chiamo David, sono di Vienna” ci dice, “state tranquilli, siete una bella coppia e voglio aiutarvi”. “Voi come vi chiamate?” Gli rispondo con la voce tremante in palese imbarazzo “Lei Daniela, io Stefano, siamo Italiani”.
Mentre ritrovo l’erezione, smette di toccarmi: mi dice di spostarmi e infila lentamente l’indice della sua mano destra nella fica di Daniela che non dice nulla. Poi con un movimento simultaneo si abbassa con la bocca sul mio cazzo e inizia a baciarlo. Sono spaventato, vorrei scappare, ma lui inizia a prenderlo in bocca e a leccarlo come non ho mai visto farlo neanche dalla mia amata moglie. Non so cosa fare, mi gira la testa, sento la sua lingua che va intorno al mio glande e la sua bocca ingoia il mio pene quasi per metà. È inginocchiato con il mio cazzo in bocca mentre con la mano destra fruga dentro la vagina di Daniela. Ha dei movimenti dolci, le sta accarezzando il pube che è bagnato all’inverosimile, poi smette di succhiarmelo e si gira per avere davanti a sé il culo della mia splendida moglie, che, incredibilmente non si muove e rimane in quella posizione quasi ad invitarlo. Lui mi guarda e mi sorride mentre posiziona il suo grosso membro proprio vicino alla fica di Daniela. Sono preso dal panico: un uomo, bellissimo sta per montare mia moglie. Sono impaurito, non ha il preservativo: rivolgendosi a me chiede il permesso di scoparla, probabilmente dando per scontato che lei sia d’accordo visto che fino a quel momento ha dimenato il culo con piacere. Ma mentre lo chiede, Daniela che ha sentito la sua cappella sul culo, si ritrae, questa volta spaventata, e gli dice di no.
Mi rassereno, perché fortunatamente lei si è negata: temevo infatti che volesse provare cosa significa scopare con un uomo così affascinante e così dotato.
David si ferma, sorride e ci tranquillizza entrambi: “Nessun problema, il sesso deve essere un piacere condiviso da tutti, non deve esserci nessuna costrizione, perdonatemi se ho esagerato” ci dice.
Daniela si rialza e sta per prendere l’asciugamano quando lui la calma e le dice “Ti prego non andartene, non ti faccio nulla, volevo solo guardarvi mentre facevate l’amore, siete così eccitanti. Perdonami per la mia eccitazione” dice indicando il “mostro” ancora duro che tiene tra le gambe.
Lei abbassa lo sguardo su quel cazzo magnifico, perfettamente diritto, con due palle pazzesche proporzionate alle dimensioni di quel membro: io la abbraccio e le chiedo scusa. Adesso è più tranquilla anche se continua a nascondere la sua nudità con l’asciugamano.
L’uomo è nudo davanti a noi e ci mette entrambi in imbarazzo. “vi prego continuate…e poi tu bella signora non vorrai mica lasciare il tuo uomo con tutta questa voglia?”
Le prende delicatamente l’asciugamano e lasciandola in piedi completamente nuda, distende l’asciugamano a terra e la invita a distendersi: “adesso dovresti far felice Stefano, non credi?”.
Lei lo guarda, sembra un po’ stranita, ma con mio grande stupore si piega e si distende sull’asciugamano.
“Ok adesso tocca a te Stefano” dice Daniela mentre dalla posizione supina si gira a pancia in giù. Poi appoggiando i gomiti alza il culo e si mette a pecora. “Prendimi e vienimi dentro visto che volete vedermi così”. Sono sorpreso, non mi aspettavo una reazione simile. Mentre David ci sorride e finalmente anche il suo membro si è un po’ ammosciato, mi avvicino a Daniela per prenderla da dietro. Provo a masturbarmi per riavere l’erezione scomparsa, lo appoggio alle sue natiche, ma niente non ce la faccio. Forse la presenza ingombrante di quest’uomo così affascinante mi turba, o forse la reazione di Daniela, così disponibile, mi ha spiazzato.
David assiste alla mia debacle, si avvicina a me, mi sposta e mi invita a distendermi a fianco di Daniela. Fortunatamente il telo mare è grande e mi metto supino, mentre rivolgo lo sguardo a Daniela, che ancora nella posizione della pecora abbassa un po’ i gomiti e si avvicina a baciarmi.
Sento la lingua di Daniela che cerca la mia, sento che mi desidera e in quel momento David inizia a masturbarmi. Le sue mani sono grandi, e accarezzano prima l’asta, poi le palle. Il mio cazzo ammosciato comincia a irrigidirsi e mi accorgo che mi sta toccando con la mano sinistra, mentre con la destra sta masturbando Daniela che è eccitata. Improvvisamente David mi dice di girarmi a pancia in giù, mi invita a mettermi a fianco di mia moglie, anch’io a pecora. Io sono quasi ipnotizzato ed eseguo. Non avrei mai creduto di arrivare a tanto. Io e mia moglie siamo in mezzo a un bosco, uno a fianco all’altro con i nostri culi in bella vista a questo “bronzo di Riace”.
Non so cosa succederà, ma sento che sono eccitatissimo. David toglie le dita dalla fica bagnatissima di Daniela e le porta sul mio ano. Prova a bagnare il mio buco con gli umori vaginali e inizia a entrare lentamente con un dito nel mio sfintere. Ho paura, non so cosa fare. Il suo dito è delicato, ma è comunque più grosso di quello mio e sento che sta entrando nel mio culo. Non so cosa succede: mi sembra di avere dentro qualcosa di grosso e lungo, ma non è così. E solo un dito eppure fa fatica ad insinuarsi. Non posso pensare che possa volermi inculare davanti a mia moglie, no non può succedere. Eppure vorrei che provasse. E mentre lo penso sento che toglie il dito, lo rimette dentro sulla fica di Daniela che comincia a dimenare il culo dal piacere allontanandosi dal mio viso per gustarsi uno, due, tre, quattro dita dentro la fica. La vedo inclinare la testa indietro e muovere il culo velocemente per sentire la mano di quell’uomo che la sta aprendo regalandole un orgasmo pazzesco. La sento gemere e dire in italiano a David di non smettere, di farla venire. È un sussulto continuo, un grido soffocato le esce dalla bocca mentre viene inondandogli la mano.

David sorride: inginocchiato dietro di noi, con un balzo felino si sposta dietro di me e mi appoggia la cappella del suo arnese sul mio piccolo buco del culo. Io la sento in tutta la sua grandezza. È spaventosamente grande, lui l'accarezza con la mano bagnata dagli umori di Daniela e me la appoggia sul buchetto dopo averlo di nuovo allargato con un dito della mano sinistra. Sono terrorizzato, sto per essere sodomizzato, ho paura, ma non mi ritraggo, perché quel cazzo è davvero bellissimo. “Posso mettertelo dentro, non ti faccio male” mi chiede David. È un attimo sto per dirgli di sì, quando Daniela si gira verso di me e dice a David “No, Stefano non è gay e adesso voglio che lui mi scopi!”.
Non so cosa dire, forse è meglio così, non credo che sarei riuscito ad accogliere un cazzo di quelle dimensioni. Mi alzo, provo a riavere un’erezione e finalmente ci riesco. Daniela però si è girata di nuovo, si è distesa a pancia in su e ha aperto le gambe.
“Ti prego mettilo dentro” mi sussurra quasi a mezza voce. Sembra sfinita dall’orgasmo avuto con David. Io la penetro: trovo un buco gigantesco. David l’ha letteralmente aperta con la mano: lei non è un lago, non è un mare, ma un oceano di umori e il mio cazzo turgido entra ed esce con facilità nel suo corpo.
David si è spostato di fronte a me a fianco del viso di Daniela. Le avvicina quell’enorme cazzo vicino al braccio steso sul telo mare invitandola a prenderlo in mano. Lei obbedisce e lo afferra con la mano destra: ma è troppo grande e riesce a malapena ad avvolgere tutta la mano su tutta la sua circonferenza. Non ho mai visto Daniela così in difficoltà con un cazzo in mano. Io continuo a scoparla, lei muove il bacino per accogliere tutto la mia dotazione che, ahimè, con sedici centimetri è poca cosa rispetto al mostro che ha in mano. Con la mano porta il cazzo di David verso il viso, lui la asseconda e si sposta fino a posizionare la cappella sulla sua bocca. Non so cosa pensare. Quest’uomo bellissimo che mi ha appena succhiato il cazzo e perforato il culo con un dito, adesso sta mettendo il suo cazzo nella bocca di mia moglie. Sto morendo di gelosia, ma ho il mio cazzo durissimo dentro la sua vagina, aperta come non mai, bagnata e calda. Non dico nulla e quando vedo Daniela aprire la bocca e prendere in bocca quel “coso” gigante mi sento mancare il fiato. È un attimo David ha messo almeno un terzo di quel cazzo dentro la sua bocca, quasi a soffocarla. Lei è in palese difficoltà e forse ha paura che voglia inserirlo tutto in gola, tanto che una mano cerca di orientare l’ingresso di quel cazzone dentro sulla sua bocca per farlo arrivare più dentro possibile, ma senza soffocare. Vedo che con la lingua lo sta leccando e che gioca con il frenulo facendo quasi vibrare di piacere quello strumento. Lui le accarezza le tette mentre Daniela lo spompina come una forsennata. Vedo quest’uomo in balia di mia moglie: è lei che lo sta usando donandogli piacere ma solo per una sua insaziabile vanità di donna che sa di piacere.
Io sto per venire quando improvvisamente Daniela arretra il viso per togliere quel cazzo immenso dalla sua bocca e dire a David “non in bocca”. Lui lo tira fuori e inizia a spruzzare sperma ovunque su di lei: vedo fiotti bianchi uscire di getto da quella cappella turgida e raggiungere i seni, il ventre e l’inguine dove io sto venendo in quel momento, incurante di essere stato raggiunto da qualche schizzo di sperma di quell’uomo sulle braccia appoggiate alle gambe di Daniela e anche sul mio petto. È pazzesco, mentre sto venendo dentro a Daniela con un orgasmo indescrivibile, sto godendo a vedere mia moglie inondata di sperma ovunque. Schizzi ovunque, anche il telo mare è macchiato, ma David non è ancora soddisfatto e avvicina il cazzo che gocciola alla bocca di Daniela che lo allontana dopo avergli pulito con la mano le ultime gocce.
Sto per tirare fuori il mio pene ormai quasi moscio quando David si alza e mi raggiunge invitandomi a spostarmi: si inginocchia davanti alle gambe ora chiuse di Daniela e dolcemente le apre per avvicinare il suo viso alla vagina da dove esce il mio nettare bianco. Con la lingua lo vedo leccare quello che resta della sua vagina, ormai allargata all’inverosimile e ripiena del mio seme. Sono scioccato, ma anche gratificato. Si ritrae e mi guarda facendo uscire il mio sperma dalla sua bocca per farlo cadere sulla sua mano. "È dolce, sa anche di muschio e miele” dice, poi lo fa cadere sul ventre di Daniela e con la mano lo mischia all’immensa distesa di crema che lui ha lasciato sopra di lei. La accarezza e le spalma questo mix di sperma sul suo corpo, dal collo all’inguine. Daniela non fa una piega, sembra ipnotizzata e si lascia fare. Io guardo e mi sento sporco: non ho mai fatto e visto nulla di simile. Perché sono arrivato a tanto?
David si alza, si ricompone e si rimette i boxer che aveva lasciato sul muro a secco. Io mi rimetto il costume, ma Daniela è completamente ricoperta di sperma.
David ci invita a seguirlo “scendete giù al mare, li possiamo lavarci”, non c’è nessuno.
In silenzio ci alziamo, Daniela è completamente nuda, visibilmente a disagio, prova a coprirsi con il telo mare ma non vuole sporcarlo ulteriormente di sperma.
Scendiamo tra gli alberi fino ad attraversare il sentiero da dove eravamo arrivate e poi scendere giù al mare.
David entra in acqua nudo: lo guardo, è un uomo bellissimo e sono felice che la mia prima esperienza di quasi cuckold (sì quasi, perché lui non si è comunque scopato mia moglie!) sia stata con lui.
Mentre Daniela si lava David si avvicina e ci dice che deve raggiungere sua moglie in barca. Fa un cenno a una barca ancorata in mezzo alla baia dove una donna bionda lo saluta.
“Ci possiamo rivedere ancora? Magari con mia moglie, sono sicuro che le piacerete entrambi” ci dice.
Noi lo guardiamo, abbiamo ancora tre giorni di vacanze, perché no? “Noi siamo ad Acharavi” gli dico, “venite a trovarci?”.
Certo, stiamo facendo il giro dell’isola con una barca che abbiamo noleggiato e non siamo ancora stati a nord. Lo guardiamo e ci pensa Daniela a parlare “Ok spero di rivederti e conoscere tua moglie”. Gli lasciamo il nome dell’hotel e ci dice che si farà vivo lui fra due giorni. Si avvicina a Daniela e le da un bacio su una guancia mentre da lontano, sulla barca, sua moglie assiste e ci saluta.
Poi mentre lui nuota verso la barca, Daniela si avvicina e mi abbraccia sussurrandomi “E’ stato bellissimo quando mi sei venuto dentro, io ti amo. Io sono solo tua e non voglio perderti”
Ci guardiamo, ci baciamo e ritorniamo a riva.
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