Questioni di profitto - episodio 1: la visita
Fosco
di Fosco
Laura aveva già raccolto la borsa quando il telefono vibrò ancora.
Lo estrasse, lesse il messaggio e sorrise.
«Paolo?», domandai.
«Naturalmente.»
«Comincio a pensare che sia lui il vero protagonista di questa visita.»
«Ti sbagli.»
Lo disse con una sicurezza che mi incuriosì.
«Paolo sa dove sono. Sa anche che mi piaci. Ma non è lui che ha deciso di venire qui.»
«E chi sarebbe stato?»
«Secondo te?»
Sorrisi.
«Una madre particolarmente premurosa.»
«Una madre che aveva davvero bisogno di parlare degli studi della figlia», precisò. «Ma anche una donna che, dopo averti conosciuto, ha cominciato a pensare a tutt'altro.»
Posò la borsa.
«Fosco, posso chiederti una cosa piuttosto sconveniente?»
«Sarebbe quasi una delusione se non lo facessi.»
Laura rise.
«Vorrei mandare un video a mio marito.»
«Un video di cosa?»
«Di qualcosa che deciderò io.»
La guardai con maggiore attenzione.
«E vorresti coinvolgermi?»
«Vorrei che fossi tu a tenere il telefono.»
Per una volta non trovai immediatamente una battuta.
Lei se ne accorse.
«Che succede, seduttore? Ti ho tolto le parole?»
«Sto cercando di capire se sei più pericolosa tu o tuo marito.»
«Non è una gara. E comunque vincerei io.»
Scoppiammo a ridere.
Poi Laura si fece seria.
«Paolo sa che potrei proporgli qualcosa del genere. Ne abbiamo parlato, ma non mi ha chiesto di farlo. È una mia idea.»
«E perché proprio adesso?»
«Perché mi piaci. Perché sono curiosa. E perché non ho intenzione di fingere di essere una donna diversa da quella che sono.»
Si avvicinò.
«Però voglio sapere se anche tu lo desideri. Non voglio che tu faccia qualcosa soltanto per compiacermi.»
«Mi interessa», risposi.
«Bene. Allora stabiliamo una cosa: niente volti riconoscibili, il video lo guardiamo insieme prima di inviarlo e nessuno lo conserva o lo condivide senza il consenso degli altri.»
«D'accordo.»
Laura sbloccò il telefono, controllò le impostazioni e me lo porse.
«Allora tieni.»
Lo presi.
Lei verificò l'inquadratura, poi alzò gli occhi verso di me.
«Sai, Fosco, c'è una cosa che mi diverte degli uomini sicuri di sé.»
«Sentiamo.»
«Il momento in cui scoprono che anche una donna può prendere l'iniziativa.»
«Non mi sembra una scoperta particolarmente sconvolgente».
«Allora dimostramelo. E cerca di inquadrare bene: voglio che Paolo capisca quanto mi sia piaciuto.»
Lo disse con una naturalezza disarmante, come se mi stesse chiedendo di versarle un altro bicchiere di vino.
Non ebbi il tempo di rispondere. Laura aveva già deciso di trasformare quella provocazione in qualcosa di concreto.
Mi ritrovai con il telefono in mano, impegnato a mantenere un'inquadratura decente e, contemporaneamente, a conservare almeno una parvenza della mia abituale sicurezza. Non fu facile.
Avevo sempre considerato la seduzione una questione di iniziativa, di tempi, di piccoli vantaggi conquistati attraverso le parole e gli sguardi. Laura sembrava conoscere perfettamente quelle regole, ma soprattutto sapeva quando fosse il momento di mandarle al diavolo.
Non finì infatti neanche la frase che mi liberò di un pene diventato sempre più gonfio gia dal suo apparire e che sparì appena fece capolino nella sua bocca. Mai avevo assapporato una tale maestria, mi concentravo sui movimenti della lingua, sulla pressione delle labbra, su quel movimento così perfetto che non capivo se io le stessi scopando la bocca o se lei mi stesse risucchiando l'anima. Esplosi e tanto Paola era vorace che mi sembrò che il fiotto neanche riuscisse a esplodere, tanto era risucchiato quanto espellevo con una voracità e golosità sorprendente da quella donna sorprendente.
Quando tutto finì, rimasi per qualche istante senza parlare.
Laura, invece, appariva perfettamente a proprio agio. Riprese il telefono, controllò il filmato e mi rivolse un sorriso soddisfatto.
«Allora, Fosco?»
«Allora cosa?»
«Sei sempre convinto di essere tu il seduttore?»
«Comincio a sospettare che tu abbia barato.» Rise.
«No, caro. Semplicemente, non hai ancora conosciuto mio marito.»
Quando Laura riprese il telefono, volle controllare il filmato.
Lo guardò attentamente.
«Va bene così?», mi domandò.
«Per me sì.»
«Se cambi idea, lo cancelliamo.»
«Non ho cambiato idea.»
Laura sorrise.
Soltanto allora lo inviò.
La risposta arrivò poco dopo.
Lei la lesse, ma non me la mostrò.
«Che dice Paolo?»
«Che vorrebbe conoscerti.»
«Soltanto questo?»
«Per il momento.»
«E tu cosa ne pensi?»
«Che sarebbe interessante.»
Si sistemò i capelli davanti allo specchio dell'ingresso, raccolse la borsa e tornò verso di me.
«Fosco, posso darti un consiglio?»
«Prego.»
«Quando incontrerai mio marito, non fare l'errore di considerarlo un uomo debole.»
«Non l'ho mai detto.»
«Ma l'hai pensato.»
Sorrisi senza rispondere.
«Paolo dirige un'azienda, prende decisioni difficili e ha una pazienza che io non possiedo. Nella vita è molto più autoritario di quanto immagini.»
«E con te?»
Laura mi fissò.
«Con me può permettersi di essere diverso.»
«Perché si fida?»
«Anche. Ma soprattutto perché certe cose gli piacciono.»
«Quali cose?»
Mi diede un bacio sulla guancia.
«Non vorrai mica che ti racconti tutto al primo appuntamento.»
Aprii la porta.
Laura uscì sul pianerottolo, poi si voltò.
«Ah, Fosco.»
«Dimmi.»
«Non pensare che io abbia fatto tutto questo soltanto per accontentare Paolo.»
«Questo mi è chiarissimo.»
«Bene. Perché mio marito e io abbiamo molti desideri in comune, ma non siamo la stessa persona.»
Scese qualche gradino.
«E tu, precisamente, cosa vuoi?», le domandai.
Si fermò e mi guardò dal basso.
«Per adesso voglio rivederti.»
Poi sorrise.
«E voglio vedere che faccia farai quando scoprirai quanto è complicato mio marito.»
La sentii ridere mentre scendeva le scale.
Rientrai in casa.
Avevo quarantacinque anni, una discreta esperienza con le donne e la presunzione, generalmente ben riposta, di saper riconoscere una seduttrice.
Laura mi aveva certamente sedotto.
Ma la cosa più interessante era un'altra: non aveva mai cercato di nascondere le proprie intenzioni. Ero stato io, per buona parte del pomeriggio, a immaginarla meno audace di quanto fosse.
Quanto a Paolo, continuavo a figurarmelo come un marito rispettabile, incuriosito da una fantasia che probabilmente non aveva mai osato realizzare.
Mi sbagliavo.
E lo avrei scoperto molto presto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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