tradimenti
Regina, Re e Cavaliere
23.12.2025 |
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"«Mentre vi preparo così, » proseguì il Cavaliere, la voce un ringhio controllato, «vi descrivo esattamente cosa succederà dopo..."
Nella grande sala del palazzo, il fuoco crepitava come un cuore innamorato, proiettando bagliori dorati sulle pareti di pietra e sulle curve della Regina. Lei era semisdraiata su un divano di velluto nero, le gambe accavallate con lentezza deliberata, l’abito di seta nera che le scivolava sulla pelle come una carezza proibita. Il tessuto era così sottile da lasciare intravedere i contorni dei capezzoli già inturgiditi dall’attesa. I suoi occhi verdi brillavano di un misto di sfida regale e desiderio famelico. Accanto a lei, su una poltrona leggermente arretrata,il Re la osservava in silenzio. Il suo respiro era già più profondo, le mani ferme sui braccioli, gli occhi scuri pieni di quell’amore possessivo che si trasforma in eccitazione quando vede la propria Regina desiderata da un altro.il Cavaliere entrò senza fretta, come chi sa di avere già vinto. Alto, spalle larghe, la camicia di lino bianco aperta fino a metà petto, si fermò a tre passi dal divano. Non si inchinò. La guardò dritto negli occhi, un sorriso lento e predatorio sulle labbra.
«Mia Regina,» iniziò con voce bassa, calda, quasi un sussurro che accarezza la pelle, «non voglio toccarvi subito. Voglio prima possedere la vostra mente. Voglio che ogni pensiero, ogni immagine, ogni battito del vostro cuore porti il mio nome prima ancora che le mie dita sfiorino la vostra pelle.»
La Regina inclinò appena la testa, un gesto regale che nascondeva il fremito che già le percorreva la schiena. «Parole audaci, cavaliere. Molti hanno promesso. Pochi hanno mantenuto.»
Il Cavaliere fece un passo avanti, senza mai staccare gli occhi dai suoi. «Allora ascoltate, mia Sovrana, e lasciate che le parole vi bagnino prima delle mie labbra.»
Si avvicinò ancora, fino a essere abbastanza vicino da farle sentire il calore del suo corpo, ma senza toccarla. La sua voce divenne un sussurro ipnotico, lento, carico di dettagli.
«Chiudo gli occhi e vi vedo inginocchiata davanti a me. Non per sottomissione, ma per potere. Le vostre mani eleganti slacciano la mia cintura con una lentezza crudele, mentre il Re vi osserva e sente il suo sangue farsi lava. Immagino le vostre dita che sfiorano la mia pelle tesa, che tracciano la vena pulsante lungo la mia lunghezza, prima di prenderlo tra le labbra. Lentamente. Prima solo la punta, con la lingua che danza leggera, poi più a fondo, fino a sentirmi toccare il fondo della vostra gola. E mentre lo fate, alzate gli occhi verso di me – occhi di Regina che comanda anche in ginocchio – e io vi prendo i capelli tra le dita, non per forzare, ma per guidare il ritmo che voi stessa avete scelto.»
Un piccolo sospiro sfuggì dalle labbra della Regina. Le sue cosce si strinsero impercettibilmente. il Re emise un basso gemito di approvazione, il suo sguardo fisso sulla moglie.
Il Cavaliere continuò, la voce sempre più profonda, più intima. «Poi vi alzo in piedi, vi giro verso il vostro Re, vi appoggio le mani sul bordo del divano. Lui vede il vostro viso già arrossato, le labbra gonfie per ciò che mi avete appena fatto. Io mi metto dietro di voi, alzo l’abito piano… centimetro dopo centimetro… fino a scoprire che non indossate nulla sotto. Le mie dita sfiorano le vostre labbra intime, già bagnate, gonfie di desiderio. Vi apro lentamente, vi penetro con un solo dito, poi due, mentre vi sussurro all’orecchio: “Sentite quanto siete pronta per me, mia Regina? Ogni goccia del vostro piacere è un tributo al vostro potere.”»
la Regina si morse il labbro inferiore, le mani che stringevano il velluto del divano. Il suo respiro era diventato visibile, il petto che si alzava e abbassava con ritmo crescente.
«Mentre vi preparo così,» proseguì il Cavaliere, la voce un ringhio controllato, «vi descrivo esattamente cosa succederà dopo. Vi prenderò da dietro, con un colpo lento e profondo, fino in fondo, facendovi sentire ogni centimetro di me che vi riempie. E voi guarderete il vostro Re negli occhi mentre io vi scopo, e gli direte con voce tremante quanto vi sto facendo godere. Lui vedrà il vostro viso trasfigurato dal piacere, vedrà come spingete indietro contro di me per prendermi più a fondo, vedrà le vostre labbra pronunciare il mio nome tra un gemito e l’altro. E saprà che ogni vostro orgasmo è anche suo, perché è lui che vi ha donato a me questa notte.»
il Re si mosse sulla poltrona, la mano che scivolava istintivamente verso l’evidente rigonfiamento nei suoi pantaloni, ma si fermò, godendo della tortura dell’attesa.
Il Cavaliere si chinò leggermente, le sue labbra a un soffio dall’orecchio della Regina. «E quando sarete al limite, quando sentirete l’orgasmo montare dentro di voi come una tempesta, vi fermerò. Mi ritirerò piano, vi girerò verso di me, vi bacerò con la bocca ancora bagnata del vostro sapore, e vi sussurrerò: “Non ancora, mia Regina. Voglio che imploriate.” Solo allora vi lascerò venire… forte, a lungo, urlando, mentre il Re vi guarda e si perde nel vostro piacere.»
Il silenzio nella sala era denso, elettrico. La Regina aveva le guance in fiamme, gli occhi velati, il corpo che tremava leggermente. Il Re respirava pesantemente, gli occhi incollati alla moglie.
Il Cavaliere sorrise, lento, predatorio. «Ora ditemi, mia Sovrana… la vostra mente è già mia?»
la Regina allungò una mano tremante, afferrò la camicia del Cavaliere e lo attirò a sé con forza improvvisa. Le loro labbra si scontrarono in un bacio feroce, affamato, lingue che duellavano, denti che mordevano. Con l’altra mano cercò quella del Re, stringendola forte – il segnale che la seduzione mentale aveva funzionato alla perfezione, che ora il corpo poteva finalmente seguire.
E solo allora, dopo aver conquistato completamente la sua mente, il Cavaliere iniziò a conquistare il suo corpo… mentre il Re osservava, partecipe e devoto, ogni istante di quella resa gloriosa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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