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Tra Possesso e Libertà


di Membro VIP di Annunci69.it EffettivoXl23cm
08.05.2026    |    1.504    |    0 7.5
"Bastavano uno sguardo durante una cena o una frase sussurrata prima di dormire per accendere in Lorenzo un vortice di emozioni..."
La pioggia cadeva lenta sui vetri dell’appartamento affacciato sul mare di Trieste. Le luci del porto tremavano sull’acqua scura, mentre dentro casa il silenzio aveva il sapore caldo del vino rosso e della tensione trattenuta.

Lorenzo era seduto sul divano con la giacca slacciata e le maniche della camicia arrotolate. Aveva passato tutta la serata a osservare Elisa muoversi tra gli ospiti della festa con quella grazia naturale che sembrava attirare gli sguardi senza alcuno sforzo.

Lei non era semplicemente bella. Era il tipo di donna che entrava in una stanza e cambiava l’aria.

I capelli scuri le scivolavano sulle spalle nude, il vestito nero aderiva al corpo con eleganza quasi crudele. E Lorenzo, ogni volta che un uomo la guardava troppo a lungo, sentiva nascere dentro di sé una sensazione ambigua e irresistibile.

Non rabbia.

Non davvero.

Qualcosa di più profondo.

Elisa entrò in salotto scalza, lasciando le scarpe vicino alla porta. Aveva ancora addosso il profumo della sera: vaniglia, pelle calda e pioggia.

— Sei silenzioso — disse avvicinandosi lentamente.

Lorenzo sollevò lo sguardo verso di lei. Cercò di sorridere, ma gli occhi tradivano un’agitazione che non riusciva più a nascondere.

— Ti sei divertita con Davide?

Lei inclinò appena la testa, osservandolo con quella calma intelligente che lo aveva sempre disarmato.

— Mi stai facendo una domanda… o stai cercando di capire cosa provi?

Quelle parole lo colpirono più del previsto.

Per settimane aveva combattuto contro quella curiosità oscura, contro il fascino di immaginare Elisa desiderata da altri uomini. Ogni volta che qualcuno le sfiorava il braccio o tratteneva troppo a lungo il suo sguardo, Lorenzo sentiva un brivido attraversargli il petto.

Era come stare sull’orlo di un precipizio.

Paura e attrazione insieme.

Elisa si sedette accanto a lui, lentamente. Le dita sfiorarono il bordo del bicchiere che lui teneva in mano.

— Non devi vergognarti di quello che senti.

La sua voce era morbida, quasi ipnotica.

Lorenzo abbassò gli occhi.

— Non riesco a spiegarmelo.

— Allora non spiegarlo.

Ci fu un lungo silenzio.

Fuori, il temporale sembrava lontano ormai. Dentro casa, invece, la tensione cresceva a ogni respiro.

Elisa si avvicinò ancora di più. Lorenzo riusciva a percepire il calore della sua pelle.

— Sai cosa penso? — sussurrò lei. — Penso che tu sia affascinato dall’idea di perdermi… perché in fondo vuoi vedere se tornerei comunque da te.

Quelle parole gli fecero accelerare il battito.

Era vero.

Non si trattava soltanto di desiderio fisico. Era qualcosa di psicologico, quasi emotivamente pericoloso. Il bisogno di mettere alla prova il loro legame. Di osservare il confine sottile tra appartenenza e libertà.

Elisa gli prese la mano e la strinse lentamente.

— Io torno sempre da te, Lorenzo.

Lui chiuse gli occhi per un istante.

In quel momento capì che il vero potere non stava nel controllo, ma nella fiducia assoluta.

Nei giorni successivi il loro rapporto cambiò. Divenne più intenso, più carico di tensione e complicità. Bastavano uno sguardo durante una cena o una frase sussurrata prima di dormire per accendere in Lorenzo un vortice di emozioni.

E Davide continuava a orbitare attorno a loro.

Messaggi discreti. Inviti casuali. Serate nei locali eleganti del centro.

Una notte si ritrovarono tutti e tre sulla terrazza di un cocktail bar affacciato sul mare. Il vento muoveva i capelli di Elisa mentre rideva a qualcosa detto da Davide.

Lorenzo li osservava.

Il modo in cui lui la guardava.
Il modo in cui lei sosteneva quello sguardo.
Il modo in cui tutto questo lo faceva sentire vivo.

Per la prima volta smise di combattere quella sensazione.

La accettò.

Ed era proprio questo ad avere qualcosa di incredibilmente sensuale: non il possesso, ma l’abbandono della paura. La consapevolezza che l’amore, a volte, può attraversare territori proibiti senza spezzarsi.

Quando tornarono a casa quella notte, Elisa si fermò davanti alla finestra del soggiorno. Le luci della città disegnavano riflessi dorati sulla sua pelle.

Lorenzo le si avvicinò lentamente alle spalle.

— Hai paura? — chiese lei piano.

Lui la guardò negli occhi attraverso il riflesso del vetro.

Poi sorrise appena.

— Sì.
— E allora?
— E allora credo che non mi sia mai sentito così vicino a te.
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