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tradimenti

VILLA IN TOSCANA


di LuciferRM
28.10.2026    |    1.679    |    2 8.8
"Mentre la stantuffavo per bene tenendola per i fianchi, le mie palle le sbattevano contro il clitoride e potevo sentirle belle inumidite dallo sgocciolare della sua fica..."
Sui social avevo sempre condiviso la mia passione per la fotografia, un hobby che spesso mi spingeva a spostarmi con piacere verso qualche luogo situato a breve distanza. Borghi medievali per lo più, dei quali mi piaceva valorizzare attraverso i miei scatti un dettaglio, uno scorcio, una vista... qualsiasi cosa potesse enfatizzarne il fascino e fonderne il passato con i giorni nostri.
Mai però avrei pensato che questo potesse condurmi a un'offerta di lavoro.
"Saremmo lieti di poterla contattare telefonicamente, al fine di proporle una interessante collaborazione per la quale non mancheremo di fornirle tutti i necessari dettagli". Così recitava una parte del messaggio proveniente da un'agenzia immobiliare specializzata in residenze di lusso.
Presi i contatti, mi proposero di realizzare uno shooting per una villa nelle campagne vicino Firenze. Era fine giugno e al telefono parlai con un uomo, Valerio, dalla voce gentile e dal linguaggio forbito. La sua offerta era davvero allettante e prevedeva, oltre al rimborso delle spese di viaggio, il soggiorno a loro carico e un generoso compenso.
Ad accogliermi in stazione c'era proprio lui, Valerio, un elegante uomo sulla sessantina, magro e brizzolato, alla mano e che faceva capire subito di avere un carattere dinamico e deciso, come se lo ritenesse necessario per divincolarsi dal lusso che lo circondava. Nel tragitto verso l'hotel mi raccontò della sua attività e dell'importanza del target al quale si rivolgeva, facendomi addirittura dubitare di poter essere all'altezza.
Arrivati davanti all'albergo, un 5 stelle di tutto rispetto, pensai che probabilmente stavo sognando, che era troppo bello per essere vero. Ma a riportarmi alla realtà, mentre qualcuno si stava già occupando del mio bagaglio, fu proprio Valerio: "Ci vediamo per le otto, ceniamo qui in hotel e ti presento anche la mia signora, così ti spiega bene l'immobile del quale dovrai occuparti. Ciao!"
Non mi diede il tempo di rispondere che già era nel macchinone aziendale di rappresentanza, di corsa verso chissà dove.
Mi presentai puntuale nella sala ristorante e un cameriere mi fece accomodare al tavolo a noi riservato. Pochi minuti, il tempo di dare un'occhiata al telefono, e Valerio e la sua signora varcano a braccetto l'ingresso della sala. Vedendomi, lui mi rivolse un cenno d'intesa e si diresse verso di me. Pensai che doveva esserci stato un cambio di programma, che Valerio fosse venuto con la figlia, dato che si trattava di una strafiga poco più che trentenne!
Mi alzai in piedi mentre si avvicinavano al tavolo. La bellezza di lei era qualcosa di straordinario: lunghi e lisci capelli neri facevano da cornice a un viso da bambola e a due occhi scuri stupendi. Un vestito fucsia aderente avvolgeva forme da urlo e metteva in risalto l'abbronzatura di una pelle liscia e vellutata, lasciando scoperte le spalle e parte della schiena, oltre alle gambe ben al di sopra del ginocchio. Un'eleganza affascinante e per nulla volgare, che però ostentava quasi sfacciatamente la perfezione di un corpo che forse, prima di allora, avevo visto solo al cinema o in TV.
Sabrina: una laurea in scienze della comunicazione, una spiccata empatia e l'aria di una donna perfettamente determinata a prendersi ciò che vuole. Terminate le presentazioni, fu proprio lei a fornirmi una prima illustrazione della residenza sulla quale avremmo lavorato il giorno seguente e di cosa volesse che il mio servizio fotografico trasmettesse. Per farlo, mi mostrò dal suo telefono alcuni scatti sui miei profili social.
"Ecco, vedi? Vorrei che i potenziali acquirenti sognassero la stessa magia, lo stesso incantesimo..."
Quella voce così delicata e quel profumo magnetico mi accesero già in quegli istanti un'eccitazione incontenibile, tanto da immaginare per un momento di poterla sdraiare sul tavolo, allargarle le gambe e scoparla lì, in quella sala, davanti a tutti.
"Non so se mi sto spiegando?" "Ehm... Sì, certo..."
Tornai alla realtà e lei accennò un sorrisetto, come chi avesse maliziosamente capito che qualcosa mi aveva distratto. Ci salutammo dandoci appuntamento per l'indomani mattina alle 9. Una volta tornato in stanza, mi spogliai e andai subito in bagno a farmi una sega, pensando a lei e al suo eccitantissimo profumo. Dio, come desideravo scoparla e riempirla di sborra!
Placati i bollenti spiriti, ricontrollai fotocamere, obiettivi e il resto della mia attrezzatura, prima di fare una doccia e mettermi a letto.
La mattina successiva, alle 9 in punto, arrivò a prendermi Sabrina con una Mini, da sola. "Ciao! Valerio ci aspetta alla villa?" "Ciao! No, Valerio ha altri impegni, ci aspetta in agenzia una volta finito... Quindi oggi sei tutto per me!"
Già ero rassegnato a dover fare appello a tutto il mio self-control, certo che, una volta arrivati, avrei dovuto concentrarmi sul lavoro e che questo mi avrebbe aiutato. Il tragitto, però... L'elegante tailleur che indossava di certo non nascondeva un fisico da sogno, e quella voce e quel profumo facevano il resto. Fu una mezz'ora di piacevole sofferenza, ma una volta arrivati cercai di mettermi subito al lavoro.
C'era parecchio da fare, dal momento che si trattava di una tenuta immensa, con interminabili e curatissimi giardini, una piscina olimpionica e una vista spettacolare sulle campagne circostanti. "Tutta tua!", esclamò Sabrina. "Magari!", risposi io nel posizionare il cavalletto sul viale d'ingresso per inquadrare la facciata. Le strappai una genuina risata, eccitante anche quella, ma mi sforzai di restare concentrato.
Ci misi più di due ore per terminare gli esterni e faceva davvero caldo. Per fortuna arrivò il momento di occuparsi degli interni, dove la temperatura era decisamente più fresca. Cominciai ovviamente dall'imponente ingresso, alle spalle del quale si trovava un immenso salone di rappresentanza.
"Piccola pausa... Devo valutare bene le idee perché questo è un ambiente impegnativo", dissi. "Fai pure...", rispose lei, prima di incamminarsi verso di me e chiedermi se potesse dare un'occhiata agli scatti.
Fu allora che mi accorsi che intanto si era tolta la giacca ed era rimasta con gonna e camicetta. Dio, quanto era sexy... Sprizzava erotismo da tutti i pori! Le diedi la fotocamera, spiegandole come fare per scorrere le foto. Rimase accanto a me, posizionandosi affinché potessimo guardarle insieme. Di nuovo quel profumo: me lo fece diventare talmente duro che i pantaloni di cotone leggero che indossavo non potevano celare quanto fossi arrapato.
"Molto belle, mi piacciono!", commentò restituendomi la fotocamera. "Grazie!", risposi cercando di fare finta di niente. "E dimmi, è il tuo lavoro, questa casa, oppure sono io ad eccitarti così tanto?"
Non sapevo cosa rispondere. Nonostante l'imbarazzo, i miei pantaloni erano gonfi del mio cazzo durissimo, ma non ebbi neanche il tempo di pensare che le sue mani stavano già accarezzando e stuzzicando la mia virilità, mentre il suo sguardo penetrante e da provocante porca incrociava il mio. Le sue carezze al mio membro erano diventate più golose; quindi poggiai a terra la fotocamera, la afferrai con una mano per la nuca e le infilai la lingua in bocca!
Ci spogliavamo a vicenda senza mai staccarci e, in pochi istanti, ci ritrovammo completamente nudi e avvinghiati. Mentre con una mano afferrava il mio bastone, con voce affannata mi disse: "Ma quanto cazzo ce l'hai duro?" "Colpa tua! È da ieri sera che sto soffrendo..."
Neanche il tempo di finire la frase che era già inginocchiata davanti a me, con il suo sguardo verso il mio, per poi rivolgere un'occhiata di ammirazione al mio cazzone. "Notevole!" E iniziò a succhiarlo con un'enfasi spettacolare.
Mi spompinava golosamente e con ritmo regolare. Vedevo la sua bocca avvolgermelo e ingoiarlo fin dove riusciva e, mentre il mio respiro si faceva sempre più affannoso, potevo sentire il gorgoglio marcato della sua saliva che accompagnava la danza della sua testa. Lo lasciò un istante, ma con la bocca andò subito a cercare le mie palle, per avvolgerle e leccarle con sapiente maestria. Le massaggiò qualche secondo, per poi risalire con la lingua per tutta la mia mazza e andare a stuzzicare il frenulo con dei colpetti che mi facevano letteralmente impazzire.
Prese nuovamente a spompinarmi e io le lasciai l'iniziativa ancora un po', prima di afferrare con una mano la sua testa e con l'altra il mio bastone fradicio di saliva. Le spinsi la testa delicatamente all'indietro e presi a sbatterle la cappella sulla bocca e sulla lingua che nel frattempo mi aveva gentilmente concesso. Le misi nuovamente le palle in bocca e la sua lingua non si fece pregare nel massaggiarle ancora una volta, per poi leccarlo tutto e ingoiarlo di nuovo, stavolta sotto la guida della mia mano fra i suoi capelli. Le afferrai la nuca e le spinsi la testa contro di me per farglielo ingoiare tutto, ma fu impossibile: poco oltre la metà, sentivo di essere già nella sua gola.
Decisi che poteva bastare così e la feci sdraiare su quel bel divano presente lì in salotto. Toccava a me regalarle un po' di sollazzo e quindi presi a leccarle la fica, alternando profonde leccate dal basso verso l'alto a colpetti di lingua sul clitoride, che ogni tanto andavo anche a succhiare provocandole dei gemiti che aumentavano anche la mia eccitazione. Stavolta erano le sue mani a tenermi la nuca, mentre le mie le accarezzavano i fianchi e i seni, e con la bocca mi davo da fare in un modo che, da come ansimava, gradiva di certo non poco.
Mi alzai, poggiai un ginocchio sul divano tenendole le gambe ben aperte e andai a stuzzicarle il clitoride con la mia cappella bella gonfia, prima di penetrarla delicatamente. "Uuuuuhhh...", fu il suo urlo contenuto una volta che fui dentro di lei.
Iniziai a scoparla lentamente ma con decisione, mentre ansimava e si mordeva il labbro, per poi aumentare gradualmente il ritmo. La sua fica era fradicia e bollente e bastarono una decina di colpi per sentirla contrarre attorno al mio cazzo e vedere il suo corpo tremare di piacere.
Mi fece sedere sul divano e si posizionò avidamente sopra di me, portandosi il cazzo nella fica che sembrava impalargliela. Mentre cavalcava, le leccavo e succhiavo i capezzoli mentre le mie mani le afferravano i glutei amplificando i suoi movimenti. "Ah... Ah... Ah... Ooooooohhh..." Erano i suoi versi mentre godeva di tutto gusto per la seconda volta.
Con il mio bastone ancora dentro, si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò: "Fai di me la tua troia..."
Non me lo feci ripetere: la afferrai saldamente per le natiche e mi alzai in piedi. Lei si teneva con le braccia attorno al mio collo e io presi a sbatterla più forte e a fondo che potevo, facendola letteralmente urlare di piacere ancora una volta. Dopo essere venuta già tre volte, aveva bisogno di far riposare la fica e quindi prese nuovamente a spompinarmi con la sua maestria per qualche istante.
Stavo impazzendo, volevo scoparla ancora. La feci mettere a pecora sul divano e di nuovo glielo piantai per bene dentro. "Ah sì, scopami!", esclamò.
Mentre la stantuffavo per bene tenendola per i fianchi, le mie palle le sbattevano contro il clitoride e potevo sentirle belle inumidite dallo sgocciolare della sua fica. "Oh... Oh... Oh... Ooooooohhh sìiiiii...", urlò di nuovo mentre il suo corpo tremolava tra le mie mani e con il cazzo totalmente piantato in quella splendida fica bollente.
Terminato anche questo orgasmo, le allargai le natiche e feci cadere lentamente un po' di saliva sul buco del suo culetto, per poi massaggiarlo con il pollice e spingerlo dentro con delicatezza. Emanò un lieve gemito di gradimento e così tirai fuori il cazzo dalla fica, lo bagnai per bene con la saliva e le poggiai la cappella sul buco del culo.
Mise una mano su una natica e mi aiutò a tenerlo aperto il più possibile. "Piano", si raccomandò, e io lo feci scorrere dentro lentamente. Sentivo il mio cazzo avvolto bello stretto e aderente e iniziai con un movimento lento e delicato, per intensificare gradualmente il ritmo dopo averla aperta per bene.
"Ooooooohhh sì, hai un cazzo meraviglioso!" "Ti piace che ti scopo anche il culo, eh?", domandai in maniera retorica. "Sì, scopami il culo!... Oh... Oh... Sì...".
La sculacciai con la mano destra e con l'altra la afferrai per i capelli, sbattendoglielo dentro più forte che potevo, senza accennare a fermarmi mentre godeva ancora una volta. Continuai ad incalzarla e mi eccitava il poter vedere che le stavo scorrendo dentro con padronanza.
Stavo per scoppiare, lo tirai fuori. Lei capì subito che stava arrivando il mio turno e in una frazione di secondo si inginocchiò nuovamente davanti a me. "Schizzami in bocca!", disse prima di iniziare di nuovo a spompinarmi.
Le sue labbra calde fecero su e giù per qualche istante prima di farmi percepire che stavo per esplodere, e allora le afferrai la testa con una mano mentre con l'altra indirizzai la mia mazza verso la sua bocca spalancata, con la lingua di fuori sulla quale avevo appoggiato la mia cappella gonfia e umida.
Mi lasciai andare a un lungo urlo liberatorio mentre le schizzavo dentro tutta la sborra... prima un getto, poi un secondo più intenso che le finì anche sulle labbra e poi ancora, forzando il blocco della mia mano, lo prese di nuovo in bocca e continuò a succhiarlo e spompinarlo massaggiandomi le palle, donandomi sapientemente un piacere lungo e marcato. Mi guardò un istante e sorrise tenendolo in mano, per poi raccogliere lo sperma che aveva sul labbro superiore con un dito e ingoiarlo, prima di spompinarmi nuovamente per tre o quattro volte e baciarmi appassionatamente la cappella.
Si alzò e andò in bagno. Io invece, sfinito ma felice, mi adagiai sul divano.
Di ritorno, ancora completamente nuda, esclamò: "Ne ero certa che mi avresti scopata bene!" "Ah sì? E cosa te lo ha fatto pensare?", domandai. "Intuito femminile!"
Feci una doccia, mi rivestii e completai il lavoro come se non fosse successo niente. Tornammo da Valerio in agenzia, trasferimmo il materiale sul loro hard disk e ritirai il mio compenso.
La mia vita scorreva tranquilla, mi ero ripromesso di tenere per me quello che era successo.
Un paio di mesi dopo, quella performance di quasi un'ora era su un sito porno. Dall'anteprima del video riconobbi il salone ed il divano e decisi di aprirlo: eravamo effettivamente Sabrina ed io, con i volti meticolosamente offuscati, certamente ripresi da più di una telecamera nascosta.
Il titolo recitava: "Moglie infedele sfondata dal fotografo".
Non mi preoccupai di chiedere spiegazioni, ma solo di sperare che non lo vedesse mai Valerio... o che ne fosse complice.
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