tradimenti
Valeria - parte 2
Sapiosexual_
27.05.2026 |
1.890 |
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"Mario la stava prendendo da dietro con spinte forti e regolari, tenendola per i fianchi..."
Tornammo al tavolo cercando di comportarci con naturalezza. Carla e Mario stavano parlando fitto, troppo fitto. Lei rideva per qualcosa che lui le aveva detto all’orecchio, la mano di lui posata sulla sua schiena un po’ troppo in basso.Valeria mi strinse discretamente la coscia sotto il tavolo, come a dire: “Visto?”.
La cena proseguì tra chiacchiere forzate e sorrisi finti. Ogni sguardo che si scambiavano Carla e Mario mi bruciava dentro. Ora che Valeria aveva aperto quella porta, non riuscivo più a ignorare i segnali: le risate complici, i tocchi “casuali”, il modo in cui lei si mordeva il labbro quando lui le parlava.
A fine serata, mentre salutavamo tutti nel parcheggio, Valeria mi si avvicinò fingendo di darmi due baci sulle guance.
«Domani sera Mario ha il torneo di calcetto» sussurrò. «Finisce verso le 23. Carla non ti ha detto niente?»
Scossi la testa.
«Bene» continuò. «Io gli dirò che resto a dormire da un’amica. Tu trova una scusa per non stare a casa. Ci vediamo qui fuori alle 22:30. Voglio coglierli sul fatto.»
Annuii. Il cuore mi batteva fortissimo.
La sera dopo ero un fascio di nervi. Dissi a Carla che sarei uscito a bere qualcosa con un vecchio amico. Lei sembrò sollevata. Troppo sollevata.
Alle 22:20 ero già nel parcheggio del ristorante. Valeria arrivò poco dopo, con un trench scuro e un’espressione determinata. Salimmo sulla sua macchina.
«Ho le chiavi di casa» disse mentre guidava. «Mario pensa che io sia da mia sorella. Se sono là, li prendiamo con le mani nel sacco.»
Durante il tragitto la tensione sessuale tra noi era palpabile. La mano di Valeria continuava a posarsi sulla mia gamba, salendo sempre più su. Quando parcheggiammo a due strade di distanza, non resistetti: la tirai verso di me e la baciai con violenza. Le sue mani mi aprirono subito i pantaloni.
«Sei già duro…» mormorò con un sorriso perverso. «Ti eccita l’idea di vederli, vero?»
Non risposi. Mi abbassai sul sedile e lei mi prese di nuovo in bocca, più aggressiva della sera prima, quasi rabbiosa. Succhiava con fame, gemendo intorno al mio cazzo mentre io le tenevo la testa.
Ma ci fermammo prima che fosse troppo tardi. Volevamo essere lucidi.
Entrammo in casa in silenzio. Le luci del soggiorno erano accese. Si sentivano chiaramente dei gemiti provenire dal corridoio.
Il cuore mi martellava nel petto. Valeria mi prese per mano e avanzammo piano. La porta della camera da letto era socchiusa.
Lo spettacolo che ci trovammo davanti era esattamente quello che temevamo e, allo stesso tempo, quello che in fondo desideravamo vedere.
Carla era a quattro zampe sul letto, completamente nuda. Mario la stava prendendo da dietro con spinte forti e regolari, tenendola per i fianchi. Lei gemeva senza ritegno, la faccia premuta contro il cuscino.
«Più forte… sì, così… scopami come piace a te» ansimava.
Valeria mi strinse la mano così forte da farmi male. Eppure sentivo il mio cazzo pulsare nei pantaloni.
Restammo lì qualche secondo a guardare, in silenzio. Poi Valeria fece una cosa che non mi aspettavo: invece di irrompere nella stanza, si voltò verso di me, mi aprì i pantaloni e si mise in ginocchio proprio lì, nel corridoio, a pochi metri da loro.
Iniziò a succhiarmelo mentre guardavamo i nostri partner che scopavano.
Era surreale. Era eccitante da morire.
I gemiti di Carla si facevano sempre più forti. Mario la chiamava “troia” e lei rispondeva chiedendogli di venire dentro.
Valeria si alzò, si tolse le mutandine da sotto il trench e si appoggiò al muro, offrendosi a me.
«Scopami» sussurrò. «Scopami mentre guardi la tua ragazza che si fa fottere dal mio uomo.»
Non me lo feci ripetere. La penetrai con un’unica spinta profonda. Era bagnatissima. Iniziai a prenderla con forza, cercando di non fare rumore, mentre davanti a noi Mario aumentava il ritmo.
L’eccitazione era incontenibile. Vedere Carla che godeva così, sentirla urlare il nome di un altro mentre io scopavo la sua donna… era una miscela esplosiva di dolore e piacere.
Venni dentro Valeria con un orgasmo violentissimo, soffocando i gemiti contro la sua spalla. Lei tremò poco dopo, venendo a sua volta mentre stringeva i denti.
Ci ricomponemmo in fretta. I due nella stanza stavano ancora finendo.
Valeria mi guardò con gli occhi lucidi di eccitazione e rabbia.
«Adesso?» mi chiese piano.
La guardai. Poi guardai di nuovo Carla, ancora inginocchiata, con il seme di Mario che le colava tra le cosce.
«Adesso» risposi.
Valeria spinse la porta con decisione.
«Be’? Vi state divertendo?»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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