trans
Il figlio del capo
Lornatroia
20.08.2026 |
3.112 |
5
"Poi mi ha ripresa sul fianco, a cucchiaio, sussurrandomi parole oscene e dolci al tempo stesso, per poi rimettermi in ginocchio, afferrandomi per la parrucca e spingendo fino in fondo..."
L’aria in ufficio era la solita, pesante e grigia, ma sotto il completo maschile d'ordinanza batteva un cuore che desiderava tutt’altro. Quando Marco, il figlio del mio capo, è entrato nella mia stanza per consegnarmi dei documenti, non potevo immaginare cosa stesse per succedere. Si è appoggiato alla scrivania, sfacciato come al solito, con quegli occhi scuri che mi hanno sempre messo un po’ in soggezione. Poi, con un sorriso sghembo, ha tirato fuori il telefono e mi ha mostrato una foto.Era uno scatto rubato nel parcheggio di un locale la settimana prima: io, con una parrucca bionda a onde, trucco marcato e un abito di pizzo scollato. Lorna. La mia anima segreta, la mia vera essenza.
Il cuore mi è schizzato in gola. Il panico mi ha bloccata: il figlio del titolare sapeva tutto. Pensavo al licenziamento, allo scandalo, alla vergogna. Ma prima che potessi proferire parola, Marco si è chinato verso di me, sfiorandomi il collo con le dita e sussurrandomi all’orecchio con una voce calda e graffiante: "Sei bellissima così, Lorna. E non riesco a smettere di pensarci." La paura, in un millisecondo, si è trasformata in una scossa elettrica di puro desiderio.
Ci siamo dati appuntamento in un motel discreto fuori città. Volevo essere impeccabile, la femmina che lui desiderava. Mi sono preparata con cura maniacale: ho indossato un completo di lingerie di pizzo nero ricamato, che sosteneva il seno e fasciava i fianchi, reggicalze in tinta e calze velatissime che risalivano lungo le gambe. Ho infilato un paio di stiletto neri, alti e affusolati, capaci di regalare un’andatura sinuosa e sfrontata. Sopra, solo un vestito aderente e morbido che scivolava via al primo tocco. Un filo di rossetto rosso fuoco, il mio profumo preferito e la trasformazione era completa. Lorna era pronta.
Quando la porta della stanza si è chiusa dietro di lui, la tensione era udibile nel respiro di entrambi. Marco mi ha guardata dall'alto in basso con la fame di chi non aspetta altro. Senza dire una parola, mi ha afferrata per i fianchi e mi ha spinta contro il muro, attaccando le sue labbra alle mie in un bacio profondo, avido, mentre le sue mani esploravano ogni centimetro della mia pelle attraverso il tessuto sottile dell'abito.
Mi ha liberata del vestito lasciandomi solo con lingerie, calze e tacchi. Mi ha fatto adagiare sul bordo del letto. Mi sono inginocchiata davanti a lui, mentre lui si spogliava con foga. Quando il suo membro eretto è stato libero, l'ho accolto in bocca con lentezza, godendo del contrasto tra la mia femminilità costruita e la sua virilità dirompente. Ho iniziato a lavorare di lingua e labbra, muovendomi con un ritmo sempre più incalzante, assaporando la sua reazione, i suoi mormorii di piacere e le sue mani che si intrecciavano tra i miei capelli.
Ma Marco non voleva solo quello. Mi ha tirata su per le braccia, capovolgendomi sul letto. Si è posizionato dietro di me. A pancia in giù, con i glutei sollevati, i tacchi ancora piantati sul materasso e le calze ben tese, mi sentivo vulnerabile ed estremamente eccitata. Ha allargato le mie cosce e si è spinto dentro di me con una carica poderosa, profonda, mettendoci tutta la sua forza.
Un gemito soffocato mi è sfuggito mentre lui cominciava a prendermi da dietro, imponendo un ritmo ritmico, sordo e ininterrotto. Ogni colpo faceva vibrare tutto il mio corpo, la pelle contro la pelle, il rumore del nostro desiderio che riempiva la stanza. Sentivo la sua presa salda sui miei fianchi, le sue dita che affondavano nella carne mentre aumentava la velocità, lasciandosi andare completamente.
Ci siamo girati, cercando posizioni ancora più intime e viscerali: mi ha messa sopra di lui, lasciando che fossi io a guidare il ritmo, a muovermi con i tacchi piantati ai lati del suo bacino, specchiandomi nei suoi occhi pieni di lussuria. Poi mi ha ripresa sul fianco, a cucchiaio, sussurrandomi parole oscene e dolci al tempo stesso, per poi rimettermi in ginocchio, afferrandomi per la parrucca e spingendo fino in fondo.
Il finale è stato un’esplosione di passione. Sentendo che stava per raggiungere il culmine, mi ha fatta girare a pancia in su, tirandomi verso di sé. Sfilandosi all'ultimo secondo, si è posizionato sopra di me e ha dato sfogo a tutto il suo godimento, inondandomi la bocca e il viso con getti caldi e copiosi del suo sperma.
Sono rimasta lì, ansimante, con il sapore del suo orgasmo sulle labbra e il corpo ancora tremante per l'intensità di quell'incontro, sapendo che da quel momento in poi, in quell'ufficio, nulla sarebbe stato più lo stesso.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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