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La mattina in magazzino
01.01.2026 |
2.509 |
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"-Sono le mie bambine ti piacciono?- ma non mi risponde capisco solo che sta armeggiando coi pantaloni..."
Racconto di fantasia (episodio 1)La pioggia cadeva come una cascata, bombe d'acqua le chiamano, e ovviamente se non capita proprio mentre devo aspettare un bilico non sarei Masha fortunella.
Il capo ovviamente era alle terme con la donna, il magazziniere in ferie, tutti in consegna resto io.
Avrei voluto aver addosso i nuovi hotpants che avevo preso il giorno prima da Pepco ma forse sarebbe stato troppo osé solo che con quel diluvio i jeans bagnati mi si incollavano al culo. E niente arriva sto maledetto bilico salto sul muletto e comincio a scaricare le pedane mano a mano che l'autista le avvicinava al bordo.
-Ao ma quante cazzo sono?- devo mantenere un tono adeguato quando sto a lavoro travestita da maschietto perché è un ambientino un po' ruvido quello dei trasporti.
Dodici pedane. Quando ho finito l'acqua mi scorre pure fuori dalle scarpe nonostante i quasi trenta gradi ho la maglietta appiccicata addosso e i capezzoli dritti per il freddo.
-Entra al magazzino che me metto ‘n’ giacchetto te timbro e te Manno via-
Controllo che mi stia seguendo e mi fiondo in magazzino a mettermi la felpetta perché le tette stavano spalmate sulla maglietta bagnata sembravo uscita da un porno anni ottanta. Mentre entro l'immagine di due secondi fa mi torna in mente. Mentre con la coda dell'occhio controllavo che avesse capito e mi stesse seguendo ho colto un particolare. I nostri sguardi si sono incrociati e lui ha subito guardato altrove. Era imbarazzato. Mi stava mica guardando il culo? Oh mamma.
-Scusa arrivo subito ho lasciato il timbro dillá-
Con scioltezza entro al bagno mi do una sistemata ai capelli abbasso un po' la zip della felpina mi schiaccio la maglia contro le tette e due bei pizzichi sui capezzoli che diventano ancora più di marmo.
Torno e decido di gettare un paio di segnali.
Mentre gli timbro le bolle coi jeans strizzati sul culo mi piego appena giusto per fargli vedere la forma. Ancora non ho un bel culetto tondo ma già prende una bella forma da un certo angolo e lui se ne accorge.
Poi per dargli i fogli tipo pornosegretaria, immaginando di avere tipo una quarta invece che una primina, gli presento uno scorcio tra felpina maglia e capezzolo che lui apprezza e sottolinea.
-Hai freddo?- mi chiede.
-Sto morendo- Abbandonata la voce col tono da coatto lo guardo negli occhi.
Lui senza aspettare mette la mano nella felpa su una tetta e la palpa.
-E queste?- era quello che volevo ma arrossisco lo stesso.
-Sono le mie bambine ti piacciono?- ma non mi risponde capisco solo che sta armeggiando coi pantaloni.
Gli metto le braccia al collo e mentre mi comincia a stringere le tette con le labbra percorro il suo collo fino all'orecchio.
Sento la sua mano grande e calda che copre completamente una tetta ma l'altra mano che fine ha fatto. Oddio eccola si sta infilando dentro i miei pantaloni. Ha trovato il perizoma sento che le dita lo spostano e in un secondo mi ritrovo la sua lingua in gola e un dito intero tutto dentro al buco. Sento la temperatura che mi sale e il freddo che svanisce lentamente mentre mi strusco contro di lui come una gatta in calore. Mi stacco a fatica e colgo molto disappunto nella sua occhiataccia ma col dito gli faccio segno di aspettare un secondo mi fiondo alla porta del magazzino e la chiudo a chiave. Quando mi giro il suo sguardo non è più contrariato si tiene in cazzo con la mano destra e lo massaggia, con la sinistra mi fa cenno di andare lì sotto.
Mi inginocchio gli prendo la cappella tra le labbra e lo faccio scivolare tutto dentro.
Senza scomporsi minimamente mi infila un pezzo di carne caldo e duro anche se di dimensioni direi normali era così turgido con le vene belle gonfie. Lo percorro dalle palle alla punta con la lingua ma lui preferisce il massaggio con la gola e spinge fino in fondo. Quando comincio a fissarlo da sotto mentre gli succhio una palle e gli massaggio il missile intuisce il mio desiderio.
Mi afferra di peso sbattendomi con la faccia sulla scrivania mentre in un secondo ho già abbassato i pantaloni e spalmato di saliva il mio buchino. Con un colpe secco e deciso mi entra fino in fondo facendomi lanciare un grido sommesso di dolore. Lui accenna a rallentare così gli prendo la mano e me la metto sulla bocca iniziando a ondeggiare avanti ed indietro col bacino. Ho paura che non aspettasse altro perché con la mano mi tappa completamente la bocca e i colpi cominciano a diventare forti rudi. Sento le vibrazioni fino alle orecchie e il rumore del mio culo che sbatte contro il suo bacino rimbomba nel magazzino. Grido mentre mi sento spaccata in due ma tanto le grida restano nel suo palmo mentre nell'orecchio mi sussura che sono davvero una troia perché ho fatto esattamente quello che lui si aspettava da me.
Quando le gambe mi cominciano a cedere e sento che sto per svenire una eruzione di caldo e denso liquido spermatico mi innonda le viscere mentre crollo ansimante con la faccia sulla scrivania.
Sento un leggero tocco di labbra sulle guance e lui che mi sussurra.
-Torno la settimana prossima mettiti una mutandina carina.- Ma sento solo la sensazione di umido che scivola lungo le mie cosce il rumore della porta del magazzino che si richiude e il rombo del bilico che esce dal piazzale.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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