La mia prima trans e il mio primo cazzo
Dopo una cena di lavoro noiosa, con persone insopportabili che si vantano solo dei propri fatturati.
Conoscendo ormai la città, tornando in albergo avevo deciso di deviare nella zona del sesso cercando qualche opportunità tra posti di scambisti e marchettare, ma c’era veramente poco e niente in giro.
Deluso decido di andare a letto ma poco prima dell’albergo, vedo una visione celestiale, sotto un lampione una ragazza di colore, più alta di 1.80 cm, bella da morire, con tacchi a spillo, avvolta in un abito bianco largo.
Avrà 25 anni, mi intriga, decido di fermarmi, sperando che sia lì per lavoro.
Mi avvicino, le chiedo le solite informazioni e mi accordo per portarla in albergo.
Prima di salire in macchina mi dice che è un trans e mi fa intravedere l’uccello sotto il vestito.
Rimango di sasso, non ero mai andato con una trans, ma era da un po' di tempo che osservavo queste creature.
La curiosità ha il sopravvento, decido di provare a vedere cosa succede, al massimo mi faccio fare un pompino.
Sale in macchina, è bellissima e simpaticissima, si accorge che è la mia prima volta, sorride toccandomi in mezzo alle gambe e facendomi sollevare subito il cazzo.
"Ciao piacere sono Roberta e stasera ti farò impazzire dal piacere."
Prese la mia mano che era sul cambio portandola sotto la gonna.
Aveva il cazzo di marmo, le dimensioni erano importanti, anche se me ne sarei reso conto dopo di quanto, umido sulla cappella e tutto pieno di vene rialzate.
Arriviamo all'albergo e entriamo evitando occhi indiscreti, prima io e poi lei attendendola all'ascensore.
Entriamo insieme e spingo il pulsante del 4° piano, lei mi prende per la testa e m'infila la lingua in bocca.
Arrivati in camera continuiamo a baciarci ed a toccarci, sono molto imbarazzato, ma allo stesso tempo, anche eccitato. Contrariamente al mio programma iniziale lei prende il sopravvento, mi spinge sul letto, si sfila il suo cannone dalle mutande e me lo infila in bocca.
Lascio entrare la grossa cappella rossa ed inizio a roteare la lingua ed a succhiare.
Sto per vomitare per il suo spingere la cappella sempre più verso l'ugola, anche un'iniziale vergogna mi porta quasi a ribellarmi.
Dopo qualche minuto di dentro e fuori, il trans estrae il suo pene dalla mia bocca, tenendomi per i capelli (a 35 anni li avevo) e mi obbliga a leccargli le palle, che sembrano due angurie, tanto che sono grosse.
"Mi sono inculato 5 porci stasera e non ho mai sborrato, con te finisco di lavorare e non voglio andare a casa con le palle piene."
Chiuse la frase con ti riempirò di sborra troietta.
La situazione mi stava sfuggendo di mano, avevo timore per l'indole dominante della trans, ma l'eccitazione era evidente dal mio uccello che era in erezione totale dentro gli slip.
Obbedisco, lecco i grossi coglioni e la lunga asta di carne colore ebano, sempre più dura.
Dopo qualche minuto mi tira in piedi per i capelli, mi spoglia e mi scaraventa sul letto.
"Ora ti spacco il culo, troia", così mi disse, mettendomi a pecorina sul letto, capì che era giunto il momento in cui avrei ricevuto dentro di me quella poderosa verga.
Sentì un brivido di paura correre lungo la schiena.
Lei si mise in ginocchio, si tolse l'abito lungo che aveva e rimase nuda davanti a me.
Un fisico statuario, un bronzo di Riace con due tette rifatte dove si vedeva sempre il segno dell'operazione.
Il cazzo eretto faceva da appendice a quel corpo, senza sarebbe stata la migliore Naomi Campbell.
Una top model con un cazzo di dimensioni enormi, sembrava quello di un cavallo.
"Mi raccomando fai piano, non l'ho mai preso di dietro, io sono etero, per me è la prima volta."
Cercai di spiegargli, quasi supplicandola di passare oltre.
"Ne sono consapevole da quando sono entrata in auto, per questo che sono eccitata ancora di più."
Lo diceva in quel suo mezzo italiano con accento brasiliano.
Indugiò per qualche secondo mettendosi il preservativo, mi unse per bene il buchino con un tubetto di vaselina,
"Questa crema speciale non sentirai niente"
Mentre lo diceva passò dal dito alla sua cappella appoggiata sul mio buco a fare pressione.
Il dolore arrivò ugualmente, io urlavo tentando di trattenere la voce per i vicini di camera.
Non potevo muovermi, sentivo le pieghe del culo dilaniarsi e strapparsi una ad una, finché la grossa cappella entrò dentro, rompendomi di schianto lo sfintere.
Dopo essersi fatta strada allargando il mio buco con la sua cappella, entrò anche il lungo tronco di marmo.
Non so quanto in profondità ma il bruciore e il dolore non passavano per niente.
"Ti riempio come un bignè, stronzetto, con la mia crema mi sembra chiaro".
Iniziò a penetrarmi così, ora però i colpi erano molto più profondi e con un ritmo molto più veloce, era una vera stallona da monta.
"Bravo tesoro hai preso quasi 20 cm ne mancano altri 10!"
Io mi sentivo morire, altri 10 cm?
Solo con 20 cm di quel tubo già me lo sentivo nell’intestino.
"Ti piace come ti scopo" mi diceva all'orecchio.
Io gemevo come una cagnolina in calore ma allo stesso tempo piangevo, mentre il suo cazzo sprofondò fino in fondo, Sentii i coglioni appoggiati alle mie natiche.
Si fermò dandomi il tempo di adattarmi a quella situazione.
Dopo qualche attimo, cominciò a pomparmi alternando movimenti lunghi e profondi, lenti ma continui a colpi improvvisi che portavano i suoi grossi coglioni a sbattere contro il mio culetto di verginella deflorata.
Il piacere cominciò a montare, presto mi sentivo veramente una sua troietta, anzi la sua troietta da monta, con quel missile tutto nel culo, enormemente dilatato, godevo ed urlavo.
Non capivo se era più alto il piacere o il dolore.
Però incominciai ad incitarla chiamandola toro da monta e chiedendogli di scoparmi sempre di più.
Lei mi prende per i capelli e mi riempie di sculacciate, continua ad insultarmi, il mio culo sfondato e tutto rosso e caldo, mentre me lo tiene aperto perché possa arrivare più in fondo.
Io, con la testa sul cuscino e il mio uccello a 90 gradi sul letto e le palle schiacciate dalle sue, sottomesso da quel meraviglioso cazzo nero, godo e godo e godo ancora, come una troia, emettendo i classici gridolini delle peggiori troie da monta.
Dopo mezzora di stantuffate profonde e veloci il culo nemmeno lo sentivo più da quanto mi bruciava, il suo cazzo si irrigidì ancora di più.
Roberta iniziò a grugnire frasi senza senso, un colpo secco fino in fondo e raggiunse l'orgasmo, stava venendo nel mio culo.
Sentii il calore e il gonfiarsi del preservativo da un fiume di sperma.
Anch’io ebbi un orgasmo, cosa mai provata prima, tre fiotti giganti spruzzarono fuori dalla mia cappella, seguiti da altri spasmi che sporcarono in letto.
Estrasse il serpentone dal mio culo togliendosi il preservativo, grondava di sperma da tutte le parti e sobbalzava ancora dal godimento.
"Apri la bocca zoccola, ho ancora voglia"
Mi mette il suo uccello in bocca tutto sporco ed inizia a montarmi nuovamente, facendo su e giù fino all'ugola.
È nuovamente in tiro, forse non si è mai afflosciato quel cazzo.
Un palo che mi entra ed esce dalla bocca ad una velocità impressionante.
Diventa sempre più grosso, sto soffocando, quando mi viene dentro e sento lo sperma caldo riempirmi la bocca e e fuori uscire dalla bocca.
"Pulisci tutto, troia"
Lo succhio ancora, lei urla dal piacere.
"Pensa ti vedesse tua moglie o la tua ragazza, con la faccia piena della sborra di un trans nero che ti ha appena rotto il culo vergine."
Mi guardo allo specchio, il mio viso gronda di sperma, ma non me ne frega niente, lo ripulii tutto leccandole via tutta la sborra dalla cappella e dall’asta e, mentre glielo baciavo e succhiavo, sentivo il mio bastone tornare duro da morire.
Roberta va in bagno chiedendomi se posso offrirgli una doccia.
Mi strizza l'occhio e mi inviata a seguirla.
"Solo se non usi più il mio culo" la guardo attendendo un cenno di approvazione.
Sorride e indica ormai il cazzo gigante ma moscio.
Entro in doccia con lei baci e effusioni continuano, il suo cazzo rimane a riposo mentre il mio è in tiro di nuovo.
S'inginocchia e mi fai un magnifico pompino con tanto di sborrata in bocca.
Poi sale e mi bacia passandomi il mio sperma.
Usciamo ci asciughiamo.
Si riveste mettendo via il suo immenso cannone, la voglia di chiedergli di dormire con me è tanta, ma il dolore proveniente dal culo mi fa desistere.
Prende il concordato, mi offro di riportarla dove l'ho presa ma mi dice che chiamerà un taxi.
Va via dicendomi "quando torni se hai bisogno di me, sai dove trovarmi con i miei trenta centimetri di cazzo, ciao troietta".
Il mio primo cazzo, devo dire grosso ma avendo poi avuto altre esperienze non di 30 centimetri, forse 22, ma si sa a misure di cazzo delle volte siamo come i pescatori..........
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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