Un massaggio fuori programma parte 1
"Ciao, sono Paolo. Ho trovato molto interessante il tuo profilo. Sono bisessuale, attivo, e vorrei chiederti un consiglio".
Così iniziò la nostra conversazione.
"Ciao, piacere! Se posso esserti d'aiuto, volentieri", risposi, dando un'occhiata al suo profilo.
Le fotografie mostravano un uomo dal fisico definito, depilato e con un membro decisamente notevole.
Nella sua presentazione dichiarava di avere quarantasei anni e un pene lungo venti centimetri.
Dopo i primi convenevoli, mi spiegò il motivo per cui mi aveva contattato.
"Viaggio spesso per lavoro e ultimamente soffro di dolori muscolari alla schiena, che mi rendono difficile camminare.
Mi hanno consigliato di fare qualche seduta di massaggio per alleviare le tensioni che si accumulano durante i miei viaggi".
Continuò a scrivere:
"Tra due giorni sarò a Pisa. Riusciresti a darmi un appuntamento? Magari unisco l'utile al dilettevole".
Chiuse il messaggio con una faccina sorridente.
Gli risposi positivamente, chiarendo fin da subito che non ero un fisioterapista, ma un semplice massaggiatore olistico, sebbene conoscessi abbastanza bene la muscolatura umana.
Mi assicurai inoltre che avesse già effettuato gli accertamenti medici necessari e che non ci fossero controindicazioni al trattamento.
Paolo mi rassicurò, spiegandomi che aveva fatto tutti i controlli del caso e che riteneva i suoi disturbi legati soprattutto ai continui spostamenti.
L'appuntamento fu fissato per il giovedì, verso metà mattina.
Gli fornì tutte le indicazioni per raggiungere la casa in cui avevo preso in affitto lo studio.
La mattina dell'appuntamento mi arrivò un messaggio.
"Ciao, sono in aeroporto. Il tempo di ritirare la macchina a noleggio e sono da te".
Mentre leggevo, comparvero i puntini che indicavano che stava scrivendo ancora.
"Ho avuto un problema improvviso. La mia compagna è con me, ha voluto venire per visitare Pisa e non ho potuto dirle di no".
Rimasi un po' perplesso.
Stavo per chiedergli come pensasse di risolvere la situazione o se preferisse rimandare il massaggio a un viaggio successivo, ma lui continuò a scrivere.
"Se per te non è un problema, porto anche lei. Magari poi ci consigli un posto dove andare a pranzo".
Rimasi frastornato.
Per me non c'erano problemi, ma volevo capire come avrei dovuto comportarmi in presenza della sua compagna.
Gli scrissi quindi chiedendogli come pensasse di gestire la situazione.
"Nessuna remora. Lei sa delle mie passioni bisessuali. Mi ha chiesto soltanto se può assistere in silenzio, sempre che a te non dia fastidio".
Confermai che non c'erano problemi.
Non potevo ancora immaginare quanto quell'appuntamento sarebbe stato diverso da tutti gli altri.
Attesi circa quarantacinque minuti, finché sentii suonare il campanello.
Aprii il cancello in fondo al cortile e aspettai che salissero le scale.
Li accolsi nel piccolo corridoio.
Davanti a me si presentarono due persone sorridenti: Paolo, un bell'uomo distinto, vestito con una giacca, e la sua compagna, una bellissima mora con pantaloni di jeans e camicetta.
"Ciao, Paolo, ben arrivato!", lo salutai, stringendogli la mano.
Poi mi rivolsi a lei.
"Ciao, piacere".
"Ciao, piacere, sono Rosalia", rispose con un sorriso.
Dopo i soliti convenevoli, li accompagnai in studio.
Chiesi se avessero bisogno del bagno prima di cominciare.
Rosalia andò per prima, mentre Paolo aspettò il suo turno per prepararsi al trattamento.
Nel frattempo scambiai qualche parola con lei.
Mi chiese nuovamente se la sua presenza potesse crearmi qualche problema.
"Ci mancherebbe! Non capita tutti i giorni di incontrare coppie con una mentalità così aperta", risposi sorridendo.
La osservai meglio.
Dovevo ammettere che la signora non era affatto male.
Sembrava almeno cinque anni più giovane del compagno, aveva i capelli neri che le scendevano appena oltre le spalle ed era alta circa un metro e settanta.
La camicetta lasciava intuire un seno prosperoso, mentre i jeans mettevano in risalto le sue forme.
"Io mi metto qui, seduta, e non disturberò affatto. Anzi, mi gusterò lo spettacolo", dichiarò, prendendo una sedia dall'angolo della stanza.
Sorrisi, senza sapere bene cosa aggiungere.
Misi della musica rilassante, cercando di creare l'atmosfera adatta al trattamento.
Poco dopo Paolo tornò dal bagno, con le ciabatte ai piedi e un asciugamano avvolto intorno alla vita.
Aveva un fisico curato e si vedeva che probabilmente praticava sport con regolarità.
Passò davanti alla compagna, che gli diede scherzosamente uno sculaccione.
Lui si girò e la baciò teneramente sulla bocca.
Lo invitai a sdraiarsi sul lettino, a pancia in giù, per cominciare il massaggio.
Tolse l'asciugamano e si sistemò.
Notai subito il membro che avevo già visto nelle fotografie e confermai mentalmente che dal vivo era davvero notevole.
"Ma tu non ti spogli?", mi chiese Paolo.
Esitai per un momento, considerando la presenza di Rosalia nella stanza.
Alla fine mi tolsi i pantaloni e la maglietta, rimanendo in slip.
A quel punto potevamo cominciare.
Prima di iniziare, chiesi a Paolo di indicarmi con precisione le zone in cui avvertiva dolore.
Mi segnalò la parte inferiore sinistra della schiena.
Cominciai con alcune pressioni leggere, cercando di capire dove avvertisse maggiore tensione.
Mi concentrai sulla zona del grande dorsale e scesi gradualmente verso il medio gluteo.
La muscolatura appariva contratta e ipotizzai che le tante ore trascorse seduto durante i viaggi potessero contribuire al problema.
Paolo mi spiegò che il dolore gli rendeva difficoltoso camminare e che, a volte, sembrava estendersi anche alla parte posteriore della coscia e ai polpacci.
Non potevo formulare una diagnosi, ma il mio obiettivo era eseguire un trattamento rilassante, prestando particolare attenzione alle zone che mi aveva indicato.
Scelsi un olio da massaggio all'arnica e lo riscaldai leggermente tra le mani prima di distribuirlo sulla schiena.
Iniziai dal collo, lavorando delicatamente sulla zona dei muscoli splenii.
Proseguii verso il trapezio, allargandomi sui deltoidi, prima a destra e poi a sinistra.
Trascorsi circa dieci minuti con manovre lente e regolari, cercando di favorire il rilassamento prima di intervenire sulle zone più tese.
Quando ritenni che fosse il momento giusto, tornai sul punto dolente.
La muscolatura era particolarmente contratta.
Cominciai a lavorare con i pollici, alternando poi la pressione del palmo della mano.
"Sì, è proprio quello il punto giusto", mi fece notare Paolo.
Guardai Rosalia.
Stava osservando attentamente il trattamento e, quando i nostri sguardi si incrociarono, mi sorrise accompagnando il gesto con un cenno di approvazione.
Continuai a lavorare sulla zona interessata, provocando qualche inevitabile lamentela da parte del mio cliente.
Gli concessi poi un momento di tregua, passando alla parte destra della schiena.
Successivamente mi spostai sui glutei.
Fu allora che notai un movimento particolare del suo corpo, quasi un invito a proseguire con maggiore decisione.
Per il momento lasciai perdere e passai alle gambe.
Cominciai dalla destra, lavorando dalla zona sotto il gluteo fino al tendine d'Achille, passando per la muscolatura posteriore della coscia e il polpaccio.
Ripetei l'operazione sulla sinistra, dove la tensione sembrava maggiore. Una pressione più profonda provocò un urlo di dolore: i muscoli del polpaccio erano particolarmente induriti.
Interruppi per un momento la manovra, lasciandogli il tempo di riprendersi, poi continuai con maggiore cautela.
Terminato il lavoro sulle gambe, tornai con il pensiero al movimento che avevo notato poco prima.
A quel punto la situazione mi sembrava meno ordinaria di quanto avessi immaginato all'inizio.
Mi avvicinai a Rosalia.
Ormai il mio imbarazzo iniziale si era attenuato.
Mi trovavo davanti a una donna che osservava attentamente il trattamento del proprio compagno, mentre io ero ancora in slip.
Mi decisi quindi a porle una domanda delicata.
"Rosalia, vorrei provare a fargli un massaggio prostatico. Secondo te, come reagirebbe Paolo?", le chiesi sottovoce, spiegandole in cosa consistesse la manovra.
"Secondo me gli piacerebbe e non opporrebbe resistenza", rispose.
La sua risposta mi sorprese, ma prima di procedere era importante che anche Paolo non opponesse resistenza.
Mi metto un guanto e faccio scendere del gel base acqua tra le chiappe di lui.
Un sussulto dato dal freddo del liquido lo fa sobbalzare.
Mi avvicino delicatamente con il dito indice e cospargo l’ano di gel, lui geme.
Poi adatto il medio inserendolo piano piano.
Con un movimento rotatorio cerco la prostata per massaggiarla.
Eccola qua, il movimento continuo del mio dito provoca ripetuti spasmi a Paolo.
Continuo per diversi minuti, con una mano gli allargo i glutei e con l'altra spingo a fondo facendolo sobbalzare ripetutamente sul lettino.
Alzo la testa cercando lo sguardo di Rosalia, osserva attentamente, non so se è infastidita o eccitata.
Il suo viso è incomprensibile, ma Paolo gode, senza ritegno urla e grida, gemendo ripetutamente.
La mano sinistra mi afferra il pacco e mi stringe violentemente i testicoli.
Anch’io ho un urlo, più di dolore che di piacere.
Urla ancora, dice che sta per venire, ma così no, voglio vedere come finirà questa mattinata, ormai sono passati 60 minuti, il massaggio doveva essere ormai terminato, ma tutto deve ancora evolversi, anche in maniera inaspettata.
Mi fermo con la scusa di fargli un ripasso sulla parte dolorante, così magari gli passa l’eccitazione.
Le acque si calmano, almeno pensavo, lo faccio girare per finire il massaggio.
Si mette a pancia su, non si può notare il cazzo ormai in totale erezione, venti centimetri imponenti forse anche ventidue.
“Guarda il porco come è eccitato, nemmeno avesse me nuda davanti”, ricordo queste parole di lei come se fosse oggi.
Continuo il massaggio, grandi pettorali, muscoli costali per poi passare al quadricipite, vasto laterale e al tibiale.
Poi passo al sartorio (interno coscia), qui Paolo sbotta, ha il cazzo ormai in erezione da troppo tempo, le palle piene e vuole raggiungere l'orgasmo.
“O mi fai godere te o Rosalia, altrimenti esco di qui e vado a puttane”, dichiara pregandoci di fare qualcosa.
Lei mi guarda, ride e gli dice che lei è solo un’osservatrice.
Allora mi avvicino, gli prendo i testicoli con una mano e li massaggio, con l’altra gli faccio una sega.
“Tutto qui devo venire di mano?” supplica ancora me e la compagna.
Avvicino la bocca e gli do una leccata alla cappella e nel frattempo lo penetro con il pollice.
Ha un sussulto, non era preparato a questa manovra.
Prendo tutta l’asta in gola fino dove riesco, è lungo e largo, sul cazzo percepisco tante vene in rilievo.
Il sapore è buono, l’eccitazione aumenta, spingo il dito in profondità facendolo inarcare verso l'alto.
Lo sento sta per godere, alzo un attimo la testa per vedere Rosalia, si alzata in piedi rimanendo sul posto, ha una mano infilata dentro i pantaloni.
Ora è eccitata, il viso non mente, si sta masturbando guardando il nostro spettacolo.
Spingo ancora il dito, sento la prostata contrarsi, l'ano ha degli spasmi ripetuti, lo vedo gemere, gode ripetutamente,
Arriva l'orgasmo, pensavo che durasse ancora un po', non ero preparato infatti il primo schizzo mi raggiunge il viso, seguito da altri due.
Continua a spruzzare, sembra non fermarsi più, è un fiume in piena, fiotti di liquido bianco arrivano sul suo corpo.
Paolo ormai era rilassato, il suo cazzo ormai stava perdendo consistenza, era tutto finito oppure no.
Quando finalmente l'incontro si concluse, mi resi conto di quanto tempo fosse passato.
Andai in bagno a lavarmi, poi tornai nella stanza e porsi della carta a Paolo, consigliandogli una doccia calda per completare il rilassamento.
Mentre lui andava in bagno, cominciai a riordinare lo studio.
Raccolsi gli asciugamani, sistemai il materiale utilizzato e iniziai a pulire il lettino.
Ero convinto che, una volta terminata la doccia, Paolo e Rosalia, mi avrebbero ringraziato e sarebbero andati a visitare Pisa, come avevano programmato.
Ma mi sbagliavo.
Mentre ero intento a riordinare, la voce di Rosalia mi sorprese.
"Dopo hai altri appuntamenti?", mi chiese sorridendo.
Mi voltai verso di lei.
"No, ho finito. Aspetto che Paolo sia pronto e poi chiudo tutto", risposi.
Rosalia rimase per un momento in silenzio, come se stesse valutando se farmi o meno una proposta.
Poi parlò di nuovo.
"Mi faresti un massaggio anche a me, se non creo disturbo?".
Rimasi letteralmente di sasso.
La guardai, cercando di capire se parlasse sul serio. Per qualche istante non seppi cosa rispondere.
Fino a quel momento era stata lei ad assistere al trattamento del compagno, osservando tutto con una tranquillità che mi aveva sorpreso fin dall'inizio.
Ora, invece, mi stava chiedendo di diventare lei stessa la protagonista del prossimo appuntamento.
La guardai ancora, quasi cercando di capire le sue intenzioni.
Annuii prima con la testa e poi risposi a voce.
"Certo".
Rosalia sorrise.
"Dai, allora mi spoglio qui. Così, quando arriva Paolo, sono già pronta e gli facciamo una sorpresa".
Quelle parole mi lasciarono senza risposta.
Quella mattina era cominciata con un semplice messaggio di un uomo che cercava un massaggio per alleviare i dolori alla schiena.
Non avrei mai immaginato che si sarebbe presentato accompagnato dalla sua compagna, né che, alla fine del trattamento, sarebbe stata proprio lei a chiedermi un massaggio.
Mentre Rosalia si preparava, mi domandai come sarebbe proseguito quell'incontro.
Una cosa, però, era certa: la mattinata che avevo programmato sarebbe rimasta ben diversa da quella che avevo previsto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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