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Sogno o son desta


di Membro VIP di Annunci69.it Sweet_Sara
31.10.2025    |    1.248    |    11 9.6
"Purtroppo, essendo stretta ad ogni centimetro, fu costretto a fermarsi per mettere altro lubrificante e provare a metterlo sempre più in fondo..."
Ero single, non ero più fidanzata a nessun uomo. E le mie pulsioni ogni giorno diventavano sempre più forti.
In uno di quei giorni mi misi a chiacchierare con un ragazzo di circa vent’anni.
Mi fece subito un’ottima impressione. Scriveva frasi molto dolci e galanti.
Salvatore, si descrisse come un ragazzo alto più di un metro e novanta, moro con occhi scuri. Aveva muscoli scolpiti su un corpo sportivo ed aveva una barba folta e nera come il protagonista spartano del film Trecento.
Io non potevo ospitare e quindi gli chiesi se nel caso lui potesse farlo.
Mi rispose di sì ma che viveva dai suoi zii in una zona fuori dal centro e che dovevamo essere discreti. I suoi parenti non avrebbero però avuto problemi visto che già in passato gli presentò una T-girl come sua ragazza. Suo zio Carmelo e sua zia Concetta erano di mentalità molto aperta nonostante provenissero da un piccolo paese nell’entroterra siciliano.
Salvatore continuò ad insistere nel farmi andare da lui.
Io non ero convinta di andare ed uscire a quell’ora tarda.
Continuammo a scriverci messaggi finché a un certo punto mi addormentai con il telefono in mano.

Mi svegliai all’improvviso, piena di voglia e pronta a diventare la ragazza di Salvatore.
Mi sbrigai a pulirmi per bene, doccia e doccino con un bagnoschiuma alla fragola. Mi truccai per bene con un fondotinta e una cipria chiara.
Resi le labbra voluttuose con un rossetto color rosso acceso.
Mi smaltai le unghie con lo stesso rosso acceso delle labbra. Capelli biondi e mossi ricadevano sulle mie spalle.
Mi misi un vestito intero di maglia color vinaccia con una cintura color oro. Completai il tutto indossando una collana di perle ed una coppia di orecchini.
Infilai un perizoma a filo nero e salii su scarpe con tacco di vernice nera.
Chiamai subito Salvatore per avvertirlo, se non fosse oramai troppo tardi, di essere pronta.
Mi rispose subito dandomi l’indirizzo.
Mi misi subito in macchina con il corpo in preda a un bollore da saziare.
Arrivai sotto casa sua e vidi Salvatore davanti al portone in mia attesa. Si avvicinò e una volta parcheggiata, mi aprì la portiera da vero galantuomo. I suoi muscoli a fatica riuscirono a rimanere dentro la camicia azzurra e le sue gambe muscolose sembravano esplodere dal tessuto nero dei pantaloni.
Mentre mi prese sottobraccio, non potei fare a meno di notare un bozzo pronunciato nei pantaloni capendo che la mia vista fu subito molto apprezzata.
Con mia sorpresa, mi presentò appena entrati a casa a suo zio senza alcun imbarazzo. E sempre con grande naturalezza lo zio mi invitò a prendere un limoncello a tavola. Salvatore era vestito con davvero gusto ed eleganza e sminuiva nel vedere lo zio, molto trasandato, vestito solo con una canotta bianca logora e vecchi boxer a quadri con pelo brizzolato che usciva dal petto, dalle spalle e dalle gambe. La pelle si vedeva essere stata tanti anni sotto al sole. La sua barba era sfatta e in testa non aveva capelli ad eccezione di alcuni ciuffi bianchi ai lati delle tempie.

Carmelo, si presentò con occhi rossi. Mi spiegò durante il secondo bicchiere che si stava separando dalla moglie. Un uomo distrutto: doveva essere terribile vivere quei momenti e infatti non riuscì a capire perché Salvatore non avesse rimandato il nostro incontro. Avrei preferito essere altrove.
Dopo un po’ di sfoghi e chiacchiere mentre Salvatore continuò a mettermi la mano sulle gambe e ad accarezzarle, suo zio finalmente prese sonno da tutti quei brutti pensieri, lasciandoci liberi.
Salvatore mi prese allora la mano e mi portò in camera sua.
Iniziammo a baciarci con lingue che si intrecciarono l’una sull’altra. Iniziai a fargli un succhiotto sul collo. Impazzì di piacere.
Al che oramai gonfio, si spogliò nudo mostrando con orgoglio la sua grande dote al centro di gambe muscolose. Pettorali gonfi e braccia grosse mi presero e mi buttarono sopra il letto. Mise subito un preservativo della sua misura e, duro come un sasso, iniziò ad entrarmi dentro. Purtroppo, essendo stretta ad ogni centimetro, fu costretto a fermarsi per mettere altro lubrificante e provare a metterlo sempre più in fondo. Ad un certo punto fu completamente dentro di me ed iniziai a sentire le sue palle che sbatterono con forza sui miei glutei e i suoi movimenti prima dolcemente lenti iniziarono ad aumentare con sempre più foga. Il mio sedere era ormai aperto al suo andirivieni. Le sue braccia muscolose mi tenevano ferma spostandosi ogni tanto sui miei fianchi, accarezzandoli e dandomi un ulteriore scarica di piacere. Quando alla fine esplose, emise un gemito tanto potente da poter svegliare anche il vicino con il sonno più profondo.
Una volta separati i corpi, Salvatore si stese a pancia in giù e iniziò ad addormentarsi con il suo grosso braccio sopra di me. Era veramente grosso e pesante e non riuscì a spostarlo nemmeno di un millimetro. Non aveva alcuna intenzione di lasciarmi andare via.
Non potendo fare altro, chiusi gli occhi provando a prendere sonno.
Mi svegliai all’improvviso sentendo di nuovo il suo pisello dentro di me. Ma il braccione e il corpo di Salvatore erano ancora accanto a me. Mi voltai e vidi invece lo zio sopra di me. Mi tappò la bocca con la mano perché non volle svegliare il nipote accanto. Ma io provai a colpire Salvatore per far sì che si svegliasse. Ma lui niente.
Lo zio era bravissimo, dolcezza e foga messi assieme, e dopo poco iniziai a godere e a volerlo. Mi disse qualcosa in siciliano che non capii ma impazzii quando iniziò a baciarmi l’orecchio mentre continuava a scoparmi.
Salvatore si girò a un certo punto di lato per dormire meglio lasciandomi libera dal suo braccio e lo zio iniziò allora a prendermi da davanti. Baciandomi e toccandomi le tette. Continuò a parlare in siciliano ma capii solo “Sei proprio bella”, “Sei una vera femmina”, “Sono pieno da mesi”.
Sul più bello, Salvatore si svegliò, ma non rimase sorpreso o sconvolto da quella scena, anzi con un sorriso beffardo iniziò a condividermi con lo zio. A turno continuarono a prendermi facendo di me la loro bambola.
Impazzivo di piacere nel soddisfarli.
Di appartenere ad entrambi.
Dopo ore in preda alle loro voglie, il sudore e la saliva di due maschi così diversi mi si impregnarono sulla pelle.
Una volta che i due stalloni finirono mi permisero di farmi almeno un bagno caldo assieme a loro concludendo la nottata con baci e infinite coccole.
Mi rivestì dolorante e scappai via a casa.

Mi svegliai. Il telefono era ormai scarico sul mio letto. Sotto le gambe ero completamente bagnata. E pensai che sogno fantastico!
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