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trio

Buon compleanno


di Gitanosano
08.12.2025    |    1.155    |    1 8.0
"Fu in quel momento che le dissi: “SEI MIA!” Quelle due parole la fecero sciogliere in un orgasmo che precedette di poco la sborrata di Alex..."
Il giorno prima del compleanno di Stella eravamo a letto, la abbracciai forte sentendo il suo seno schiacciarsi sul mio petto e le dissi: “Domani uno dei miei regali di compleanno sarà quello di cederti al primo che mi soddisferà con le risposte che mi darà in chat!”
Lei mi guardò nella penombra della tv accesa, mi sorrise e quasi come se fosse un ringraziamento scese con la testa tra le mie cosce iniziando un pompino che finì con un ingoio totale.
Risalì le coperte con la bocca ancora macchiata di sborra e mi sussurrò: “Questo è quello che farò domani a chiunque vorrai.”
Passai un’ora intera a cercare qualche singolo che potesse fare al caso mio, qualcuno a cui offrire la mia Stella per le nostre fantasie
La prima volta che le facevo fare la troia, doveva rimanere un’occasione speciale, un’esperienza da incorniciare.
Cominciai a parlare con Alex, un milanese che si rivelò subito persona affidabile e nello stesso tempo risoluta e decisa.
Ci mettemmo d’accordo tramite chat sull’ora ed il luogo per trovarci l’indomani.
Mi mandò anche un paio di foto da far vedere a Stella per capire se fosse di suo gradimento.
Chiesi a lei se volesse vedere chi l’avrebbe avuta e la sua risposta fu: “Mi fido ciecamente di te!”
Alex si presentò il giorno successivo all’ora prestabilita nel posto concordato.
Un bel ragazzo moro, alto, fisicato che quando vide Stella quasi stentò a credere ai propri occhi.
Salì sulla nostra macchina sedendosi dietro e la mia creatura si girò offrendogli uno dei suoi migliori sorrisi.
Notai subito lo sguardo di lui cadere sulla scollatura e per iniziare a scaldare la situazione gli dissi: “Toccagliele pure se vuoi, qui nel parcheggio! Senti come sono morbide e vellutate.”
Vidi i capezzoli di Stella indurirsi al tocco della mano dello sconosciuto che aveva alle spalle e percepii il desiderio di lui, di scoparsela, salire a dismisura.
Nei dialoghi della sera prima Alex mi era sembrato persona più che leale, discreta ed affidabile. Impressione confermata dalle prime chiacchiere dell’incontro.
Decisi allora che la prima esperienza di Stella dovesse essere in un luogo speciale, e nulla mi sembrò più speciale di casa nostra.
Appena entrati in casa portai Alex in sala, ci accomodammo e chiesi a Stella di servirci un buon caffè.
Inziziai a chiedere ad Alex cosa avrebbe preferito fare con Stella e mentre mi spiegava, i minuti passavano ma la padrona di casa non arrivava coi caffè.
Da lì a poco scoprii il perché di quel ritardo probabilmente calibrato per accrescere la voglia e la curiosità.
Stella si presentò infatti con un vassoio in mano coperta solo da un vestitino di pizzo bianco che lasciava davvero pochissimo all’immaginazione.
Sotto le trame create dal pizzo si intravvedeva il piccolo ciuffetto di peli sulla figa che Stella curava su mio espresso desiderio, un culo sodo e rotondo e soprattutto due capezzoli turgidi che sembrava quasi volessero bucare la stoffa del vestito.
Il caffè Alex lo bevve tutto d’un fiato come se non volesse perdere tempo e soprattutto non staccando gli occhi dalle tette della mia creatura.
Per un secondo Stella si passò la lingua sulle labbra guardandolo e sorridendogli. Fu lì che credevo che il cazzo scoppiasse ad Alex nelle mutande.
Parlammo ancora qualche istante del più e del meno ma capii che il nostro ospite quasi non ascoltava inebriato dalla vista e dalla voglia.
Lei mi si avvicinò all’orecchio e sussurrò quasi come a chiedere il permesso: “Mi vuole scopare, vuoi che faccia la troia per te?”
Entrambi sapevamo già la risposta.
Proposi quindi di spostarci in un posto piu consono a far “sbranare” la mia puttana.
Entrammo in camera da letto e tutti e tre concordammo che le chiacchiere piacevoli che avevamo fatto fino a quel momento dovessero lasciare il posto al sesso, alla trasgressione sfrenata.
Stella iniziò a spogliare Alex. Mani sapienti cominciarono a slacciare la cintura prima, i jeans poi, per arrivare ad abbassare gli slip gonfi che fecero uscire come una molla un cazzo di tutto rispetto.
Prendendolo in mano, lei iniziò a leccare la cappella fino a seguire tutta la lunghezza dell’asta con le labbra, arrivando poi ad ingoiarlo tutto succhiandolo avidamente.
Vedevo il godimento sul viso di lui che non riusciva a trattenere i gemiti.
“Falla tua” -gli dissi- “Ti offro questa opportunità!”
Non se lo fece ripetere due volte. Spogliò Stella velocemente, alla stessa velocità con la quale stava crescendo la voglia.
Indossò il preservativo e spalancandole le gambe infilò il cazzo in figa subito fino alle palle.
Iniziò a stantuffarla e sentivo gli schiaffi del suo bacino sulle cosce di lei.
Iniziavo ad inebriarmi coi gemiti di Stella. Stava godendo mentre uno sconosciuto la scopava davanti ai miei occhi e questo mi procurava un’eccitazione potente, travolgente.
Invertirono la posizione e mentre Alex era sdraiato la Mia Troia cominciò a cavalcargli il cazzo.
Con la schiena dritta, aiutata anche dalle mani di lui che la spingevano saldamente aggrappate alle sue tette, il suo viso arrivò esattamente all’altezza del mio uccello visto che ero salito in piedi sul letto.
Lo prese in bocca facendo su e giù su quel cazzone che la stava chiavando.
Mentre mi succhiava, la mia creatura mi guardò con quegli occhi che, con un cazzo in bocca, apparivano ancora più belli. Fu in quel momento che le dissi: “SEI MIA!”
Quelle due parole la fecero sciogliere in un orgasmo che precedette di poco la sborrata di Alex.
Lui si accasciò esausto a fianco della bionda nuda e bellissima che nel frattempo era scesa dalla cavalcata. E fu in quel preciso istante che ordinai alla mia regina di sfilare il preservativo da quel cazzo e di fare ciò che da quel momento sarebbe diventato il suo marchio di fabbrica.
Lucidargli la cappella.
La lingua della mia splendida creatura iniziò a girare intorno alla cappella pulendo fino all’ultima goccia rimasta di sperma.
Pochi secondi di silenzio al termine dei quali si sentì solo la voce di lui: “CHE FEMMINA!!”
Alex si rivestì ed io lo accompagnai alla porta.
Tornai in camera, abbracciai Stella e le dissi ancora: “SEI MIA, BUON COMPLEANNO TESORO, TI AMO!”
E facemmo l’amore ancora per più di due ore fino a crollare abbracciati e sfiniti.

Continua….
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