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trio

Il piacere condiviso 3 parte


di Membro VIP di Annunci69.it Sfumaturedisesso
26.05.2026    |    1.928    |    1 9.5
"Si sistemò l'abito, lasciando che il seme vischioso continuasse a colarle sul mentor e sul collo, mentre un filamento denso le pendeva ancora dall'angolo della bocca..."
.... Il gioco sotto il tavolo si fece insostenibile. La gamba di Marco continuava a premere contro l'interno coscia di Erika, salendo di qualche centimetro ogni volta che Stefano si voltava per chiamare il cameriere. Marco parlava di affari con Leo, ma il suo sguardo grigio non si staccava dalle labbra di Erika, che giocherellava con il bordo del calice di champagne, bagnandosele di proposito con la lingua.
Leo osservava tutto, godendo nel vedere sua moglie accendersi sotto gli occhi di uno sconosciuto così magnetico. Erika, ormai con il respiro affannato e il sesso completamente bagnato contro la sedia del ristorante, non resistette più.
"Scusatemi un secondo, vado a rinfrescarmi," disse con voce leggermente roca. Si alzò, regalando a Marco un'ultima, esplicita occhiata prima di incamminarsi verso il corridoio che portava ai bagni.
Marco aspettò esattamente due minuti. Finì il suo drink, si scusò a sua volta con Leo e Stefano dicendo di dover fare una telefonata urgente, e si diresse nella stessa direzione.
Quando la porta del bagno privato si aprì, Erika non si voltò nemmeno. Sapeva benissimo chi fosse. Era già davanti al grande specchio, ma non appena sentì lo scatto della serratura che Marco aveva appena girato, si girò verso di lui.
Marco non perse tempo in convenevoli. L'eleganza formale del tavolo era sparita, sostituita da un'urgenza animalesca. Si sbottonò rapidamente i pantaloni, tirando fuori il sesso già completamente eretto, imponente e venoso, che pulsava per l'attesa.
Erika, mossa da un istinto irrefrenabile, si lasciò cadere in ginocchio sul pavimento di marmo. Il suo abito verde smeraldo si sollevò, ma a lei non importava. Aprì la bocca, gli occhi sgranati e fissi in quelli di lui, pronta a riceverlo.
"Prendilo, puttana," ordinò Marco con voce bassa e roca, afferrandola per i capelli dietro la nuca.
Non ci fu spazio per la delicatezza. Marco spinse il cazzo dritto nella gola di Erika, profondo, costringendola a spalancare le mascelle. Lei emise un gemito soffocato, le lacrime che le pungevano gli occhi per il riflesso del vomito, ma le sue mani afferrarono le natiche sode di Marco per tirarlo ancora più a fondo contro di sé.
Il ritmo divenne subito frenetico. Marco la possedeva con la bocca, muovendo il bacino con colpi duri e precisi che le riempivano interamente la cavità orale. Erika assecondava ogni affondo, succhiando con avidità, avvolgendo quella carne calda con la lingua bagnata. Il contrasto tra l'abito sartoriale di lui e la sottomissione totale di lei in quel bagno pubblico rendeva tutto incredibilmente proibito.
"Sto per venire... Troia tienilo tutto in gola," ringhiò Marco, stringendo la presa sui suoi capelli e aumentando la velocità degli ultimi, potentissimi affondi.
Con un grugnito profondo, Marco si irrigidì. Il suo sesso pulsò violentemente nella bocca di Erika, scaricando una quantità enorme di seme caldo e denso direttamente in fondo alla sua gola. Erika, mandò con difficoltà giù i primi fiotti con un sussulto, ma Marco non si tolse subito, continuando a spruzzare fino a riempirle interamente la bocca.
Quando Marco finalmente si scostò, Erika rimase un attimo in ginocchio, le veniva quasi da tossire per quanto ne era ma con le labbra socchiuse guardò Marco estwdiata. Lo sperma bianco e denso le riempiva la bocca, e diverse gocce avevano già iniziato a colarle sul mento e lungo il collo, macchiando il bordo superiore dell'abito verde.
Erika fece per allungare la mano verso i fazzoletti di carta per pulirsi, ma la mano di Marco le bloccò il polso con fermezza.
"Non ti permettere di farlo," disse lui, guardandola con un sorriso spietato e possessivo. "Non ti pulire puttana. Adesso torni al tavolo esattamente così sporca di me. Voglio che tuo marito veda come ti ho ridotta, e voglio che Stefano capisca cosa succede quando ti lascia da sola con me."
Erika lo guardò per un istante, eccitata da quell'ordine così umiliante ed eccitante. Non poteva fare altro che ubbidire. Si alzò in piedi, con le gambe ancora tremanti. Si sistemò l'abito, lasciando che il seme vischioso continuasse a colarle sul mentor e sul collo, mentre un filamento denso le pendeva ancora dall'angolo della bocca.
L'ordine di Marco era preciso...Uscì dal bagno insieme a Marco così che vedessero tutti che lei in quel momento era la sua puttana. Attraversò il corridoio del ristorante e tornò nella sala principale, camminando con la testa alta, nonostante il liquido seminale ben visibile sul suo viso sotto le luci soffuse del locale.
Quando si risedette al tavolo, l'effetto fu immediato.
Stefano sgranò gli occhi, rimanendo a bocca aperta, diviso tra lo shock e un'improvvisa ed enorme eccitazione nel vedere la donna che aveva posseduto pochi giorni prima ridotta in quel modo dall'amico.
Leo, dal canto suo, in un primo momento ebbe uno shock ma subito dopo sentì il cuore esplodergli nel petto. Guardò il mento sporco di sua moglie, il collo bagnato di sperma fresco e l'abito macchiato. Il suo sesso si fece subito durissimo nei pantaloni. Ci fu un silenzio tra il surreale e l'eccitazione generale.
Erika guardò prima Leo, poi Stefano e infine Marco, che si era appena riseduto al suo posto con la massima disinvoltura, prendendo un sorso dal suo bicchiere.
Mentre Erika, con la bocca ancora impastata di sperma ma con la fierezza di cui solo un amante del pompino con ingoio può reclamare, disse solamente queste parole : "Il servizio in questo locale è davvero... impeccabile."....
Poi il resto della serata è passato tra chiacchiere e soliti discorsi di sesso come se niente fosse accaduto prima.
A fine serata Marco propone di andare a casa sua situata in periferia e lasciata in eredità dai suoi genitori....Non ci fu nemmeno bisogno di discutere ci fu un si generale...
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