Discoteca: "fantasia o realtà?"
“Sei una puttanella! Sei fradicia! Ho visto un maschio che ti seguiva: non è che, per caso, te lo sei fatto?”
Ho guardato Carlo negli occhi ed ho deciso di stare al suo gioco.
“Sei un porco! Sapevi benissimo che quel maiale mi avrebbe seguito e, anche se ti dicessi il contrario, tu non mi crederesti, quindi eccoti la verità: gliel'ho succhiato ed ho bevuto tutto il suo piacere!”
Mentre gli dicevo queste cose, ho messo una mano sul suo pacco e, mentre gli facevo quella confessione, ho sentito il suo membro quasi esplodere nella stoffa dei pantaloni; mi ha guardato e si è profuso in un sorriso sornione.
“Sei una zoccola! Il tempo impiegato per tornare, non è stato tale per potergli aver fatto uno dei tuoi “lavoretti di bocca!”. In ogni caso, la serata non è ancora finita!”
Sono andata in un brodo di giuggiole! Solo l'idea che non gli sarebbe dispiaciuto che un altro potesse venirmi in bocca, mi ha fatto quasi godere all'istante. Terminata la cena, si è alzato ed è andato a pagare il conto. Son rimasta seduta al tavolo, convinta che sarebbe tornato, invece mi son vista arrivare un giovane cameriere con la bava alla bocca, perché le mie cosce erano in completa mostra e lui, con voce malferma, mentre continuava a fissare i miei capezzoli ben evidenti sotto la stoffa del top, mi ha detto, indicando mio marito alla cassa, che quel signore lo aveva pregato di venirmi a dire di raggiungerlo fuori. Inutile dire che, anche in questo caso, ho attraversato il resto della sala, con movenze piuttosto sinuose, attirando sempre più lo sguardo delle persone che non hanno potuto far a meno, sia di ammirarmi, che disprezzarmi! Percorrere quella breve distanza, fino all'uscita, mi ha provocato un completo diluvio fra le cosce.
Usciti dal ristorante, siamo andati in discoteca. Carlo lungo il tragitto, ha continuato a tener le dita fra le labbra della mia ostrica, continuando a titillare il mio bottoncino, così da tenere altissimo il mio livello di eccitazione, perché il porco non smetteva di masturbarmi, badando a non farmi raggiungere l'orgasmo. Una volta dentro il locale, peraltro affollatissimo, mi ha imposto che fossi io, ogni volta che voleva un drink, ad andare al banco a prenderglielo. Questo comportava che impiegassi parecchio tempo ad andare e tornare, e comunque avrei dovuto farmi strada tra nugoli di persone che non si privavano di strusciarmisi addosso "involontariamente (?)", chiedendomi scusa e cercando di attaccar bottone, convinti di poter approcciare una bella fighetta come me. Ad un certo punto, Carlo ha voluto che lo accompagnassi al bagno e, lì, mi ha fatto entrare in quello dei maschietti.
“Adesso faremo un bel gioco: dovrai venir con me in bagno!”
Appena dentro l'anti bagno, lui con spalle al muro, ha iniziato a baciarmi e toccarmi dappertutto, alzandomi la minigonna e lasciando il mio sederino alla vista di tutti i passanti. Mi son eccitata tantissimo, ma, quando ho sentito un'altra mano che mi toccava ed il mio lui che mi suggeriva, alitandomelo in uno orecchio, di star ferma, lasciar fare ed inarcare il culetto.
“Resta calma! Non ti preoccupare! Lasciati andare e inarca il culetto! Non pensare a niente e vivi intensamente questa emozione!”
Ho fatto tutto quello che mi ha suggerito e, devo dire, è stato tutto bellissimo! Ero immobilizzata dalle braccia di Carlo e non vedevo chi era dietro di me, però sentivo di esser toccata dappertutto. Carlo mi baciava e mi tranquillizzava.
“Stai calma! Lasciati fare qualunque cosa e, soprattutto, non ti irrigidire.”
Ad un tratto non ho sentito più le mani dello sconosciuto ma una bella mazza che mi batteva sul mio culetto e che si strusciava lungo la figa. Ero in uno stato di estasi completa: sbrodolavo come una fontana! Poi Carlo ha chiesto allo sconosciuto di preparami che voleva scoparmi. A quel punto, non ho capito più niente, ho sentito lo sconosciuto abbassarsi ed iniziare a leccarmi. La sua lingua si insinuava tra le pieghe della mia ostrica, che grondava piacere in continuazione e, a quel punto, ho avuto un orgasmo.
“Sì, ancora, continua! Mi fai venire! Sto venendo! Oddio, vengo! È bellissimo!”
Carlo continuava a masturbarmi, strizzandomi i capezzoli e facendomi gemere di piacere, oltre alle sensazioni che mi provocava lo sconosciuto. La mia eccitazione era così forte che, quando Carlo mi ha fatto girare verso lo sconosciuto, senza neanche guardarlo in faccia, mi son piegata a 90° e mi sono trovata il suo cazzo davanti alla faccia. Son rimasta per un breve istante indecisa, per cui mi son girata verso Carlo che, senza dire nulla, ha messo una mano sulla mia testa e mi ha sospinto contro quel membro, che ho subito accolto in bocca ed ho succhiato come una forsennata. Nello stesso istante in cui prendevo in bocca quel bel membro grosso e duro, Carlo, con un solo affondo, mi ha piantato il suo tutto dentro. L'ho sentito entrare come un ariete ed arrivarmi con forza fino in fondo. Quando ho sentito la punta sbattere sul fondo, il mio corpo si è spostato un po' in avanti per effetto di quella sua spinta poderosa e mi sono ritrovata tutto quel grosso membro infilato giù per la gola. Il mio viso ha sbattuto contro il corpo dello sconosciuto e lui mi ha messo le mani sul capo e, tenendomi immobile, ha preso a scoparmi la bocca. Mi sentivo piena! Ero incredula: per la prima volta, mio marito concedeva la mia bocca ad un altro maschio!
È stata una sensazione sconvolgente quella che ho provato, al punto da portarmi a godere immediatamente di un orgasmo così forte, che ho urlato a bocca piena, serrando le labbra su quella grossa mazza, che mi sfondava la gola! Contemporaneamente, ho sentito l'uccello di mio marito che mi devastava la fica con colpi durissimi! Lo sconosciuto, evidentemente, era a sua volta molto eccitato, perché, improvvisamente, è rimasto immobile nella mia bocca e, un istante dopo, delle generose bordate di crema hanno riempito la mia cavità orale. Ho ingoiato rapidamente la sua sbroda e lui ha continuato ancora per un po' a pomparmi la bocca, poi si è sfilato e andato via. Io ero troppo su di giri, e così mi son sollevata e, senza dir nulla, mi sono messa con la faccia al muro ed il culetto esposto, posizione che piace da impazzire a Carlo, perché ero consapevole che lui voleva il culo.
“Adesso ti rompo il culo! “
l’ho guardato fisso per un momento negli occhi e li ho visto brillare di una luce di profonda perversione e, nello stesso tempo, il suo viso era una maschera di vera lussuria. Un attimo dopo, ha sfilato l'uccello dalla mia figa e, con un affondo secco e deciso, me lo ha piantato tutto nel culo! L'ho sentito entrare con estrema durezza, quasi con cattiveria e, nello stesso tempo, questo suo modo di fare mi ha provocato un godimento animalesco. Adoro sentir mio marito comportarsi in maniera così rude e bestiale, soprattutto se sono io a provocare questa sua reazione, stuzzicando il suo orgoglio di maschio con un pizzico di perversa gelosia.
“Sei una troia! Sei una zoccola tutta da sfondare nel culo, in particolare!”
Nel sentirlo entrare così forte, ho avuto un altro orgasmo; mi ha pompato velocemente, poi anche su di lui l'eccitazione ha avuto il sopravvento: ho presto sentito l'intestino inondato di crema bollente. L'ho sentito sussultare mentre si svuotava con ondate di calore, che riversava dentro di me a getto continuo. Siamo rimasti immobili quasi per un minuto, con lui piantato ancora dentro di me ed io con il corpo schiacciato contro il muro, mentre avvertivo il mio piacere colare lungo le cosce fino alle ginocchia. Dopo che, si è sfilato e ci siamo dati una veloce ripulita; infine mi ha abbracciato e mi ha sorriso.
“Adesso andiamo a casa, perché ho voglia di godermi ancora il tuo corpo.”
Siamo usciti abbracciati, mentre avevo ancora la gonna un po' alzata; lui se n'è accorto, ha sorriso e, quando ho fatto per abbassarla, ha semplicemente scosso il capo.
“Lascia che tutti possano ammirare il tuo splendido culetto, appena sfondato!”
Son bastate quelle parole per farmi avere di nuovo un altro orgasmo.
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