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Prime Esperienze

Adora..Esibirmi..


di Ghiaccio77832
02.05.2024    |    9.868    |    21 9.8
"Lui spesso mi porta in giro con minigonne inguinali, tacchi vertiginosi e, in quelle occasioni, con un pretesto qualsiasi, mi invita a piegarmi e mostrare..."
Mi chiamo Angela, sono alta m. 1,77, ho 41 anni, capelli biondi, occhi azzurri con una leggera tendenza al verde, fisico snello, ben modellato, il seno di una seconda piena, che al mio lui piace tantissimo, perché presentano capezzoli pronunciati ed areole grosse. Sono sposata con Carlo, un bel maschio di 47 anni, molto ambito ancora oggi, alto m. 1,81, moro, occhi azzurri e spalle larghe. Ci conosciamo dai tempi delle superiori, lui era il ragazzo cui tutte le facevano il filo. Io ero più piccola, ma ben presto mi son presa le mie rivincite. La nostra unione è caratterizzata dal fatto che ad entrambi piace farsi ammirare. Mi piace esser guardata con desiderio, quindi adotto un abbigliamento piuttosto succinta e, quando sono con il mio lui in posti dove non siamo conosciuti, non metto limiti a mostrarmi. Lui spesso mi porta in giro con minigonne inguinali, tacchi vertiginosi e, in quelle occasioni, con un pretesto qualsiasi, mi invita a piegarmi e mostrare tutto. Adoro questo gioco d'esser mostrata, esibita come un suo trofeo, perché, per mio marito, sono proprio questo: il suo meraviglioso trofeo da mostrare, per suscitare invidia, desiderio e cupidigia dei maschi, che sbavano davanti alle mie grazie esposte. Ovvio che tutto questo ci eccita da morire e, spesso Carlo, che è un amante della fellatio spinta all’eccesso, precisando che per eccesso intendo il fatto che gli piace farmelo succhiare anche per strada, in luoghi impensati o anche in macchina, mentre guida, mi apostrofa dicendomi che sono una pompinara eccezionale, e per questo mi chiama la Professionista del Cazzo, perché riesco a farlo star bene in tutte le occasioni e in ogni luogo! Naturalmente sentirmi nominare "arrizzacazzi", mi fa bagnare in maniera esponenziale! A queste amenità, va aggiunta anche la fantasia di ospitare una terza persona nel nostro letto, ma io sono molto titubante e, quindi, tutto finisce dopo un intenso orgasmo. Quello che ci scatena nel profondo è quando siamo in vacanza, lontani da casa. Una di queste volte particolari è capitata ed io ero in uno stato di eccitazione continua, perché sapevo che Carlo mi avrebbe indotto a vivere situazioni sconvolgenti. Il primo giorno, dopo una bella colazione, abbiamo preso la vettura noleggiata per muoverci in quelle zone e lui mi ha chiesto, fin da subito, di indossare costume e pareo, perché saremmo andati alla ricerca di una caletta molto nota per il mare cristallino. Va precisato che il mio costume era talmente esiguo, che sembrava un filo interdentale con dei francobolli attaccati che, ovviamente, non coprivano nulla e, se il costume era striminzito, il pareo non era da meno. Praticamente ero completamente nuda, per la gioia di chi avesse avuto la fortuna di scorgermi. Per raggiungere la spiaggia avremmo dovuto fare un po’ di strada a piedi e, lungo il percorso, le mani di mio marito erano quasi sempre infilate tra le mie cosce, riducendomi ad un lago: sentivo la mia farfallina fremere e bagnarsi in continuazione. C'era da aspettarselo quello che poi è successo, cioè che lui trovasse il modo di esibirmi davanti ad un pubblico quanto più numeroso possibile. L'occasione si è presentata in prossimità di un distributore di benzina con annesso bar/tabacchi e lì lui ha fermato l'auto, non in prossimità della struttura, bensì all'inizio dell'area di parcheggio, dove vi erano numerose vetture, oltre a diversi camion
“Amore, per cortesia, andresti a prendermi le sigarette?”
Sono scesa dall'auto e, appena fatti pochi passi, lui ha suonato il clacson per richiamare l'attenzione di tutti su di me, mi ha fatto cenno di tornare indietro e ha preteso che mi piegassi al finestrino per sentire cosa avesse da dirmi.
“Amore, volevo solo dirti che sei la più bella puttanella mai vista in giro. Per cortesia, prendi anche una bottiglietta d'acqua.”
In quel preciso istante, ho capito che tutto quel marchingegno era servito al solo scopo di mettermi in mostra. Infatti, suonando il clacson, non aveva richiamato solo la mia attenzione, ma anche quella di tutti i maschi presenti nel piazzale che, ovviamente, quando mi son piegata per parlare con lui al finestrino, hanno avuto una panoramica completa di tutto il mio corpo. Una scarica di adrenalina ha attraversato l'intera mia spina dorsale e si è scaricata fra le mucose della mia ostrica, facendomi bagnare così tanto, che ho avuto l'impressione tutto cominciasse a colare giù per le cosce. Mi son girata e, guardando in giro, attraverso i miei occhiali da sole, ho notato almeno una decina di maschi che mi guardavano con occhi carichi di lussuria. Muovendomi sui miei tacchi (calzo sempre scarpe o sandali con un tacco almeno da 12 ed un plateau da 10), mi son mossa per andare verso il bar, sculettando alla grande. Il mio incedere da troia ha subito attirato molta attenzione e, mentre passavo davanti a tre maschi, ho sentito i loro commenti:
“Che puttana! Ad una così, sfonderei volentieri ogni buco!”
Ero fradicia! Sentire quei loro commenti, mi aveva già mandato in tilt la mente, oltre il corpo: la mia ostrica ormai schiumava in continuazione! Sono entrata nel bar e, ad eccezione di una coppia con due bambini che stava entrando nella toilette, vi erano quattro uomini, probabilmente camionisti per il loro aspetto massiccio, che, immediatamente, hanno focalizzato la loro attenzione su di me!
Per prima cosa, mi son diretta verso il frigo dell'acqua minerale e mi son piegata a 90° gradi, fingendo di scegliere il tipo di acqua e, ovviamente, quella posta più in basso! Ho mosso il mio culo, spostandolo un po' a destra e sinistra e son rimasta così per qualche secondo, mentre osservavo dal riflesso sul vetro, che ora i maschi erano in piedi e, dopo essersi dati un'occhiata tra di loro, ciascuno di essi si reggeva il pacco con una mano. Soddisfatta del risultato, mi son rialzata lentamente e, tenendo una bottiglietta d'acqua in mano, ben fredda, mentre mi portavo verso il bancone, ho messo la bottiglia gelata fra i miei seni, fingendo di aver bisogno di un po' di frescura. Ho emesso un gemito di soddisfazione al contatto del fresco della bottiglietta tra i miei seni e la cosa è servita anche a far gonfiare i miei capezzoli, che, divenuti molto pronunciati, premevano contro la stoffa del pareo. Erano ridotti a due enormi bottoni, che non potevano sfuggire allo sguardo allupato dei maschi, compreso il barista che, quando mi ha visto arrivare, era stupefatto quasi avesse davanti una pornostar! Quando son giunta davanti alla cassa, il giovane barista mi stava guardando con la bava alla bocca ed io mi son girata dietro ed ho visto gli altri 4 in piedi che si accarezzavano il pacco, piuttosto grosso e gonfio. Ancor più soddisfatta di questo ulteriore risultato, mi son inumidita le labbra, passando la lingua su di esse, quasi a voler far intendere che la mia lingua stesse passando sopra le loro turgide cappelle. Poi mi son girata e mi sono appoggiata con un gomito al bancone, sporgendo il mio splendido culo, ben inarcato dai sandali e, per questo, ancor più in evidenza e, con voce languida, ho chiesto al barista un pacchetto di Marlboro rosse! Percepivo lo sguardo dei maschi su di me ed ero sicura che, da quanto stavo sbrodolando, era probabile che quel mio piacere fosse reso visibile; lo sentivo colare lungo le mie cosce e tutto questo aumentava ancor più il mio piacere.
Il tizio mi ha dato il pacchetto di sigarette ed io ho mostrato la bottiglietta, chiedendo quanto fosse l'importo dovuto e, nel mentre, gli consegnavo una banconota da 20 euro. Lui ha continuato a fissarmi, mentre mi preparava il resto e, mentre me lo consegnava in mano, mi ha sorriso e mi ha chiesto se avessi gradito anche un caffè.
“Posso permettermi di offrirle un caffè? Naturalmente è un omaggio alla sua bellezza, per cui non mi deve nulla!”
Per un attimo ho pensato di rifiutare, perché ero convinta che ormai i liquidi del mio piacere avessero raggiunto di sicuro le ginocchia, per quanto sentivo colare la passera, ma, giratami, ho visto lo sguardo e il respiro trattenuto degli altri quattro, che erano in attesa della mia risposta che, in caso positivo, avrebbe prolungato ancora più il piacere di potermi ammirare.
Così, da perfetta zoccola, ho accettato. Lui si è subito portato alla macchina del caffè e mi ha preparato la bevanda in un attimo, per poi servirmela sul piattino al bancone. Ho aggiunto lo zucchero e poi, dopo aver utilizzato il cucchiaino per girare il caffè e sciogliere lo zucchero, prima di appoggiarlo sul piattino, l'ho portato lentamente alle labbra e l'ho infilato in bocca con una lentezza esasperante, voltandomi verso gli altri quattro, che ora si erano avvicinati ed erano tutti intorno a me; ho succhiato il cucchiaino in maniera così voluttuosa e lasciva, che mi ha permesso di sentire dei lunghi sospiri che promanavano dalle bocche dei quattro maschi che mi osservavano. Ho appoggiato il cucchiaino, dopo averlo sfilato lentamente dalla bocca e, prima di staccarlo dalle labbra, con la punta della lingua l'ho leccato ulteriormente. Ho preso in mano la tazzina del caffè e l’ho sorseggiato; poi ho fatto un bel sorriso al barista e mi sono girata per andarmene. Per un attimo, mi son trovata al centro di quei quattro maschi che erano tutti intorno a me e, solo uno di essi, nel far un inchino e lasciarmi passare, si è complimentato con me.
“Sei bellissima! Sei una femmina stupenda! Una puledra da cavalcare a pelle e montare giornalmente, anche più volte! Sono certo che una come te, ha di sicuro un bravo cavaliere che la monta regolarmente e bene, perché, da come ti sei esibita, sei di certo molto soddisfatta per come ti trattano! Complimenti! L'immagine di te ci farà sognare per tutto il giorno!”
Ho quasi avuto un orgasmo nel sentire quelle parole! Ho accelerato l'andatura per lasciare il locale, altrimenti, ero sicura, correvo il rischio che mi saltassero addosso e, dentro di me, in quel momento, riconosco di non esser tanto sicura che mi sarei sottratta a tutto quello che sarebbe potuto accadere! Uscendo, ho visto Carlo che risaliva in auto e, sicuramente doveva essersi avvicinato alla vetrata, per scrutare tutto ciò che stava accadendo nel locale e, di sicuro, lo spettacolo offerto doveva averlo eccitato in maniera assoluta. Ero fiera di me! Orgogliosa di aver fatto impazzire cinque maschi, oltre quelli fuori, ma, prima di tutti, mio marito! La mia autostima era a mille! Appena son risalita in auto, ho visto il sorriso malizioso di Carlo e, mentre con fare sicuro tornava di nuovo a guidare la potente vettura lungo la strada, si è girato verso di me e, senza dir nulla, ha messo una mano fra le mie cosce, constatando che ero veramente fradicia! Ha sorriso, compiaciuto.
“Sei una puttanella, lo sai vero? Avrei dovuto lasciarti in pasto a quei quattro maiali, che sicuramente ti avrebbero sfondato ogni buco e riempito così tanto, che il loro piacere avrebbe colato per ore dai tuoi buchi dilatati!”
Per un attimo, ho avuto come un brivido di paura, convinta che stesse parlando seriamente, poi, ho ripreso il controllo di me stessa, mi sono girata verso di lui, gli ho afferrato il cazzo duro da sopra i pantaloni: era veramente d'acciaio! Durissimo, da far paura!
“Sei un porco! Un maiale perverso quanto bello! Ti sei goduto la scena e, sicuramente, se avessi potuto vedermi sbattuta da quei maiali, ti avrebbe fatto impazzire di gioia, ma conosco anche quant'è grande la tua gelosia e, quindi, son felice del fatto che tu ora sia soddisfatto di me. Non guardarmi con quegli occhi stupiti, non sto parlando della stupida gelosia che attanaglia ogni marito che ha una moglie desiderabile, quella di cui parlo io è la tua gelosia nei miei confronti, nei confronti della donna che reputi esser il tuo trofeo, di cui sei fiero, orgoglioso e tremendamente geloso: son sicura che non permetteresti mai a nessuno di allungare le mani su di me! È una cosa che ti sconvolge, ti eccita e, nello stesso tempo, ti fa paura, perché una parte di te vorrebbe vedermi in pasto a maiali come quelli del bar, ma, come ti ho detto prima, il fatto di esser il tuo trofeo, fa sì che un'ipotesi di quel tipo non possa avvenire, perché sono tua, solo tua ed esclusivamente tua! Tu mi potrai esibire ogni volta che vorrai, mettermi in bella mostra, ma sempre con la certezza di potermi tenere solo ed esclusivamente per te!”
Nel sentire le mie parole, ha affondato due dita all'interno della mia ostrica ormai completamente allagata e, ruotandole velocemente, mi ha procurato esattamente quello che volevo: un orgasmo devastante.
Vedete, gente, Carlo è fatto così. Mi conosce così bene che capisce sempre quando è il momento che devo godere e sa che, dopo un momento di puro esibizionismo, dove sono stata al centro dell'attenzione e desiderio di più maschi, ho bisogno di esplodere in un orgasmo istantaneo, cosa che lui ha fatto in maniera superba ed appagante. Ho sentito il mio corpo fremere, vibrare sotto le sapienti dita di mio marito ed ho chiuso gli occhi; mi son lasciata andare in uno degli orgasmi più belli della mia vita. Lui ha continuato a muoversi dentro di me, ancora un po', poi ha sfilato le dita e le ha portate alla bocca, leccando il miele di cui erano ricoperte, mentre io, ho girato lo sguardo verso il finestrino, ho socchiuso gli occhi e, dentro di me, ho pensato ad una sola cosa: adoro quest'uomo cui piace esibirmi!
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