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trio

Marco e Elena


di MarcoRinald
20.07.2026    |    2.629    |    0 9.1
"Si è messo sopra di lei, tra le sue gambe, e l'ha guardata mentre premeva la sua punta contro la sua entrata già bagnata..."
Marco ed Elena erano una coppia che funzionava. Lui, architetto con le mani sempre sporche di matita e sogni. Lei, insegnante di lettere con lo sguardo perso tra i versi dei poeti maledetti. Un appartamento al terzo piano, un gatto, il vino rosso la domenica sera. La normalità, insomma. Fino a che non si è trasferito Lorenzo.

Lorenzo era il nuovo vicino. Single, trentacinque anni, un fisico da nuotatore e un sorriso che sembrava promettere cose che non diceva. L'avevano visto la prima volta mentre portava su uno scatolone, i muscoli delle braccia tesi sotto la maglietta bagnata di sudore. Elena lo aveva guardato un secondo di troppo. Marco non se n'era accorto. O forse sì, e aveva scelto di non vedere.

I primi tempi erano solo saluti nel corridoio, sguardi che si incrociavano mentre si aprivano le porte. Poi, una sera, Lorenzo aveva bussato. «Mancava il sale per la pasta, posso prenderne un po'?» Aveva detto, con quella voce calda e pigra. Elena lo aveva invitato a restare. Marco aveva alzato le sopracciglia, ma non aveva detto nulla. Così Lorenzo era entrato, e quella cena era diventata un'abitudine.

La tensione cresceva come un'onda lenta. Durante le serate, i piedi di Elena sfioravano quelli di Lorenzo sotto il tavolo, e lui non li ritraeva. Marco parlava di lavoro, ma i suoi occhi seguivano il gioco, il modo in cui lei mordeva il labbro quando Lorenzo raccontava una storia, il modo in cui lui inclinava la testa per ascoltarla.

Una notte, Marco non riusciva a dormire. Si era alzato, era andato in cucina, e aveva visto la luce accesa in casa di Lorenzo. Attraverso la finestra, senza tende, aveva scorto Elena. Era in piedi davanti al vicino, il suo corpo avvolto in una vestaglia leggera che lasciava intravedere le curve. Lorenzo era in mutande, il petto nudo, e la guardava come si guarda qualcosa che si desidera da tempo.

Marco non è entrato. Non ha bussato. Si è seduto in salotto, ha acceso una sigaretta, e ha aspettato.

Quando Elena è tornata, aveva il respiro affannato e le guance rosse. «Marco...» ha iniziato, ma lui l'ha fermata con un gesto.

«Lo so,» ha detto. «Lo so da settimane. E non mi dispiace. Anzi.»

Lei lo ha guardato, confusa, mentre lui si alzava e la prendeva per i fianchi, stringendola a sé. «Ti ho vista guardarlo. L'ho visto guardare te. Voglio vederlo anche io. Voglio che sia qui, stanotte.»

Elena ha trattenuto il fiato. Poi ha annuito, e un sorriso lento le è sbocciato sulle labbra.

Dieci minuti dopo, Lorenzo era nel loro salotto. La luce era bassa, il vino ancora aperto sul tavolo. Marco si è avvicinato a lui, lo ha guardato dritto negli occhi, e ha detto: «Sappiamo entrambi cosa vuoi. E sai cosa voglio io? Voglio vedere come la tocchi. Come la baci. Come la fai gemere.»

Lorenzo non ha esitato. Si è fatto avanti, ha preso il viso di Elena tra le mani, e l'ha baciata. Un bacio profondo, umido, con la lingua che esplorava la sua bocca come se la conoscesse già. Marco osservava, il cuore che batteva forte, il pene già duro sotto i pantaloni. Ha visto la mano di Lorenzo scivolare sotto la vestaglia di Elena, ha visto le dita trovare il suo seno, il pollice sfregare il capezzolo che si tendeva subito.

«Togliti tutto,» ha ordinato Marco, con voce roca. «Voglio vederti nuda davanti a lui.»

Elena si è lasciata cadere la vestaglia. I suoi seni erano pieni, i suoi fianchi morbidi, il triangolo scuro tra le gambe già umido di desiderio. Lorenzo l'ha guardata come si guarda un'opera d'arte, poi si è inginocchiato davanti a lei. Le sue mani hanno afferrato i suoi glutei, l'hanno tirata a sé, e la sua bocca ha trovato il suo sesso. Un gemito è uscito dalle labbra di Elena, profondo, liberatorio. Marco si è avvicinato, si è messo dietro di lei, e ha iniziato a morderle il collo mentre Lorenzo la leccava, la succhiava, la faceva impazzire con la lingua che trovava il suo clitoride e ci girava intorno con una lentezza crudele.

«Non fermarti,» ansimava Elena, con le dita nei capelli di Lorenzo. «Così, sì, così...»

Marco l'ha girata, l'ha spinta contro il divano, e mentre Lorenzo si alzava e si toglieva le mutande rivelando un'erezione dura e gonfia, Marco è entrato in lei da dietro. Un colpo secco, profondo, che l'ha fatta gridare. Lorenzo si è messo davanti a lei, le ha preso il viso e le ha infilato il suo sesso in bocca. Lei lo ha preso tutto, con avidità, mentre Marco la penetrava con ritmo sempre più veloce. I loro corpi si muovevano insieme, un intreccio di sudore e respiri. Le mani di Lorenzo hanno stretto i capelli di Elena, spingendola giù su di lui, mentre lei gemeva con la bocca piena.

«Guardami,» ha sussurrato Marco, afferrandole i fianchi con forza. «Voglio che mi guardi mentre lo senti dentro di te.»

Elena ha sollevato lo sguardo, gli occhi lucidi di piacere, e ha visto Marco che la possedeva con un'energia che non gli conosceva. Poi Lorenzo è uscito dalla sua bocca, l'ha presa per un braccio e l'ha fatta sdraiare sul tappeto. Si è messo sopra di lei, tra le sue gambe, e l'ha guardata mentre premeva la sua punta contro la sua entrata già bagnata. «Dimmi che lo vuoi,» ha detto.

«Lo voglio,» ha risposto Elena, con voce rotta. «Voglio sentirvi entrambi.»

Lorenzo è entrato in lei, lento, mentre Marco si sedeva vicino e si masturbava guardandoli. Il sesso di Lorenzo si muoveva dentro Elena con un ritmo profondo, la sua pelle che batteva contro la sua. Lei urlava, si inarcava, le unghie che scavavano la schiena del vicino. Marco si è avvicinato, ha preso il sesso di Lorenzo, l'ha accarezzato mentre era dentro sua moglie, e ha sentito il brivido di quel contatto proibito.

«Vieni,» ha ordinato Marco a Lorenzo. «Vieni dentro di lei.»

E Lorenzo è esploso, un gemito soffocato mentre il suo corpo si tendeva e il suo seme riempiva Elena. Lei ha avuto un orgasmo immediato, il suo corpo che si contraeva intorno a lui. Marco si è avvicinato, ha preso il viso di Elena e l'ha baciata, sentendo il sapore di Lorenzo sulle sue labbra. Poi si è messo sopra di lei, ancora calda, e con pochi colpi è venuto anche lui, su di lei, mentre Lorenzo lo guardava con occhi ancora annebbiati dal piacere.

Sono rimasti lì, i tre, in un silenzio rotto solo dal respiro affannato. Poi Marco ha sorriso. «Domani sera,» ha detto, «si ripete. Ma questa volta, Lorenzo, voglio che tu guardi mentre lo faccio io a lei.» Lorenzo ha annuito, accarezzando la coscia di Elena. Lei ha chiuso gli occhi, sentendo il calore dei due corpi che la stringevano, e ha pensato che la normalità non sarebbe mai più stata la stessa.

E forse, era proprio questo che aveva sempre voluto.
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