Lui & Lei
SUMMER COCKTAIL
ArchitectOfChance
05.06.2026 |
59 |
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"LEI
Sento il suo ansimare che aumenta, tenendo il ritmo delle dita di lei, il viso trasfigurato nell’estasi del piacere più dissoluto e intenso, le labbra socchiuse, le gambe scosse da un..."
LUIErano passati diversi mesi dall’ultima serata al Danae Club, un locale per intenditori dedicato al sesso e al gusto.
Non esattamente un privé, anzi potrei dire niente di più lontano come concept. Decisamente più interessante, decisamente più elegante, riservato a chi vede il sesso come espressione e non come istinto.
Nessuna ostentazione di vizi e perversioni, nessuna declinazione manierista e forzata di meccanica da letto o di qualsivoglia altra superficie. Sembra che classe, eleganza e nobile perversione si diano appuntamento, periodicamente, in questo luogo dal design elegante eppure pervaso da una fitta, ipnotica e sulfurea atmosfera di sesso.
Decido di invitarla, so che apprezzerà. Così come apprezzeranno i presenti.
LEI
L’ingresso del locale è qualcosa di straordinario: superfici, curve, luci, musica… tutto sembra uscito dal progetto di una designer visionario e attento alle forme e alle sensazioni.
Sembra un organismo, e non solo per le forme sinuose, ma anche e soprattutto per ciò che trasmette.
La receptionist, dopo aver appreso che sono stata invitata da Lui, mi accompagna nella sala principale.
Cammino sinuosa sui miei tacchi vertiginosi, il miniabito che si adatta al mio corpo e ai suoi movimenti come una seconda pelle. Mi sento come se fosse l’ambiente stesso a guidare i miei movimenti.
Lui mi vede, si avvicina e mi assapora con il suo sguardo profondo.
LUI
Arriva camminando su quei tacchi come se ci fosse nata.
Ogni suo movimento delle anche, delle gambe, del culo ricordano una danza in simbiosi con lo spazio, una danza che segue una musica non suonata e che sembra di percepire guardando la sua figura in movimento.
Uno spettacolo tanto eccitante quanto ipnotico, una capacità innata di trasmettere eleganza insieme alla promessa di una carica erotica primordiale e animalesca.
Le chiedo se vuole bere un drink, mentre finisco di salutare alcune persone. La ragazza la accompagna nella zona bar.
La raggiungerò a breve, perché non voglio perdermi la visione del suo primo drink in questo locale.
LEI
La ragazza che mi accompagna verso l’area bar è bella, sexy e gradevole. Cammina di fianco a me tenendo la sua mano sinistra delicatamente appoggiata alla mia schiena, appena sopra la curva dei fianchi. Sembriamo due amiche che si stanno divertendo a una serata qualsiasi, ma non mi sfuggono i lievissimi movimenti della sua mano sulla mia schiena, quasi carezze per sondare la mia propensione al piacere saffico.
Così come non mi sfugge il suo sguardo sorridente e insieme affamato. Mi chiedo se immagina ciò che sta succedendo nelle mie mutandine.
La zona bar è grandissima, il bancone del bar occupa tre lati della stanza, illuminata solo dalla luce che si diffonde dall’immenso bancone, che segue le stesse linee sinuose che caratterizzano il locale e, in diversi punti, scende fino quasi a terra, formando qualcosa di simile a piattaforme.
Mi chiedo a cosa servano questi abbassamenti, forse per dare la possibilità al personale di passare da una parte all’altra.
Che cosa gradisci bere, mi chiede la ragazza. Qualcosa nel tono della sua voce mi proietta in una gangbang, è una visione di un attimo ma abbastanza da scuotermi dentro, prolungando il tempo della mia risposta.
Il barman si avvicina, cosa posso servirti, mi dice.
Un margarita, dico, svegliandomi a forza dall’immagine eccitante che mi possiede.
Mentre prepara il cocktail, un ragazzo nudo esce da una apertura alle spalle del bancone.
Noto il suo cazzo già duro e il fisico niente male. Lo accompagna una donna, vestita con una tuta nera così attillata da lasciare quasi niente all’immaginazione. Accompagna il ragazzo sulla parte bassa del bancone più vicina a me, si accovaccia sui tacchi e si dedica a un pompino intenso, lento e profondo.
Non capisco, ma il mio sguardo tradisce il mio interesse, non so dire se per il ragazzo, per la sua dea del pompino o per la receptionist che mi accarezza la schiena.
Probabilmente, per tutti e tre.
LUI
Non si accorge di me, la vedo intenta a godersi la scena e percepisco il suo desiderio.
Ormai ha superato insicurezze e timidezze, finalmente vive con curiosità ogni sfumatura del piacere.
E, questa sera, assaporerà il gusto del sesso in modo diverso, in una declinazione inusuale e intrigante.
La osservo mentre non distoglie gli occhi dalla scena, la sua mano scivola lenta e voluttuosa sulla schiena della ragazza della reception abbassandosi fino a sfiorare il bordo della sua gonna.
Una mano che cerca quel calore umido che immagina sia come quello che si sta sprigionando dal suo sesso, solo con un odore e sapore diversi.
Ma il cocktail è quasi pronto.
LEI
La ragazza allontana le labbra dalla sua cappella, con una mano masturba il ragazzo mentre con l’altra sorregge il calice del margarita. Il ragazzo esplode in un orgasmo intenso, il suo cazzo,
guidato dalla mano di lei, schizza copiosamente nel calice. Tre schizzi abbondanti, poi qualche altro più contenuto ma costante, mentre sul margarita si diffonde il suo sperma, denso, lattiginoso, si muove sul liquido come alghe di piacere.
La ragazza fa ruotare il bordo del calice sulla sua cappella ancora lucida, raccogliendo le ultime gocce. Passa il calice al barman che cosparge il sale sul bordo bagnato.
Il barman, con un sorriso, mi allunga il calice.
Mentre sto per portare il calice alle labbra, eccitata in modo incontrollabile, una mano mi cinge il fianco, una mano decisa di cui riconosco il tocco.
LUI
Non credi che dovremmo brindare, le dico.
Si gira, leggo l’eccitazione nei suoi occhi, so che non vede l’ora di assaggiare il suo cocktail.
Sì, mi dice, ma tu…
Dall’altre parte del bancone, stanno preparando il mio drink, le dico.
Le indico la zona del bancone dove una ragazza è accovacciata sui tacchi sulla parte bassa, le cosce spalancate mentre un’atra ragazza la masturba furiosamente, le loro bocche avide di lingua, di saliva, di sesso. Ci avviciniamo, sento il suo desiderio come un profumo inebriante che si agita intorno, insaziabile, prepotente, tempestoso. Mentre aspettiamo l’esplosione, la mia mano scivola sotto il suo abito, le sue cosce che si divaricano senza indugiare, mentre mi sussurra
—sono fradicia, e il contatto delle mie dita con il tessuto del suo intimo rivela umori che attendono di essere raccolti, celebrati, assaporati, mentre preparano accoglienti l’ingresso al tempio.
LEI
Sento il suo ansimare che aumenta, tenendo il ritmo delle dita di lei, il viso trasfigurato nell’estasi del piacere più dissoluto e intenso, le labbra socchiuse, le gambe scosse da un tremore che è preludio di un orgasmo profondo.
L’ansimare si trasforma in grido, mentre uno schizzo esplode da quelle labbra dischiuse, diretto verso il bicchiere appoggiato appena sotto. Uno schizzo liquido che sembra non finire mai, che riempie lo spazio vuoto del bicchiere tracimando e spargendosi oltre, tra grida e spasmi, il suo sguardo acceso da un furore erotico che grida, a sua volta, il sesso più osceno.
Mi trattengo a fatica dall’abbassarmi ad assaporare quel piacere, quelle labbra gocciolanti e aperte che non smettono di colare liquido viscoso mentre i getti più potenti inondano il pavimento.
VodkaSquirting, mi sussurra lui. Perfetto per un brindisi con un margarita allo sperma.
LUI
Ritorniamo nella sala principale, sorseggiando i nostri drink.
Lei ora guarda i drink di ogni persona con uno sguardo curioso ed eccitato, desiderosa di sapere quale ingrediente erotico contiene ogni bicchiere, se densa crema o più liquido piacere.
Ma so che non le basterà, perché la sua sete è insaziabile ora, come il deserto ha sete della pioggia.
– E se volessi, diciamo, più ingredienti speciali? Mi dice. Devo per forza ubriacarmi?
– No ce n’è bisogno, le dico. Ci sono molti, diciamo, donatori al servizio di questo locale. Ti va di conoscerli, dopo la chiusura?
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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