Amarcord: Il Confine del Desiderio
Io? Io ero un arruffa-vita. Un equilibrista che galleggia tra sogni e realtà, collezionando piccole soddisfazioni e speranze frustrate, con un "chissenefrega" sempre pronto in canna.
L'Incontro
Ci ritrovammo a una festa di ex compagni di scuola. Trent’anni di silenzio spazzati via in un istante. Eravamo sulla soglia dei cinquanta: lei di una bellezza che schiantava, io con una camicia bianca, un paio di jeans e il fisico di chi nuota per non affogare nei rimpianti. Galeotta fu quella sera. Iniziammo a scriverci SMS clandestini — WhatsApp era ancora di là da venire — messaggi sempre più intimi, privati, tossici.
Il primo bacio ce lo rubammo alla stazione di Bologna. Lei era in partenza per Firenze. I suoi occhi neri, densi come l'ossidiana, mi stregarono. Ho sempre pensato che fosse una strega, capace di manipolare il tempo e la carne.
La Follia
Da lì in poi fu il delirio. Divorammo ogni attimo: viaggi improvvisati, cene clandestine, pranzi rubati al dovere. Ci cercavamo per amarci e scoparci come se il domani fosse un’invenzione dei poeti. Rischiatutto, ogni volta. Così tanto che il marito, sospettoso per istinto, decise di sguinzagliarle dietro un investigatore privato.
La fine di marzo ci portò a Rimini. Un hotel deserto, uno dei pochi aperti fuori stagione. Fu lì che commettemmo l'errore: la mia carta di credito fece cilecca. Pagò lei, usando la carta condivisa con lui. Un indizio servito su un piatto d'argento per dimostrare che quel "convegno" di lavoro era solo una copertura. Quella notte cadde una nevicata biblica, una coltre bianca che avrebbe fermato chiunque, ma non un vecchio montanaro come me, abituato a dominare l'asfalto anche con un metro di neve.
Il Fuoco nella Neve
Mentre fuori il mondo gelava, noi incendiammo la stanza.
Lei decise di offrirmi tutto, di schiudere anche l’ultimo segreto. Io, che ero sempre stato schifiltoso, davanti a lei capitolai. Aveva il corpo di una ventenne e un fondoschiena che mi faceva nitrire al solo sguardo. Accarezzarlo, morderlo, penetrarlo non era solo sesso: era una conquista.
Mi serviva l’appoggio della chimica — il Cialis era il mio paracadute — perché la sua grandeur mi metteva soggezione. Volevo essere perfetto, performante, infinito. Con un’amante non puoi fallire. Un’amante è l’apice del piacere, è l’altare del desiderio puro. Non si può fare cilecca con una donna così, perché altrimenti il gioco si rompe. Altrimenti il sesso scivola via e diventa qualcos'altro.
Finì perché divenne amore.
E l'amore, si sa, non sopravvive all'adrenalina dei clandestini.
Ed ora... Amarcord.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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