Lui & Lei
Domenica mattina
24.05.2026 |
1.960 |
1
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Inizia a gemere, si strofina il clitoride col dito sempre più velocemente, ad un tratto poi estrae il vibratore fradicio di umori e inizia a strusciarselo avanti e indietro sulla fica, ..."
Elena socchiude pigramente gli occhi rigirandosi nel letto. È una bella mattinata di inizio giugno, dalle persiane filtra un po' di luce e arriva una leggera aria fresca.
Indossa solo un perizoma e si gode il torpore del dormiveglia e la sensazione piacevole della pelle nuda a contatto con le lenzuola.
Sbircia rapidamente la sveglia: sono solo le 8:30, è domenica e finalmente, dopo una settimana davvero pesante, non deve alzarsi presto e può prendersi un po' di tempo per sé, con calma.
Si scopre, si stiracchia e ne approfitta per osservare il suo corpo: è un po' dimagrita ultimamente, constata con soddisfazione, e si piace molto. Il suo sguardo indugia sui seni, tondi e un po' gonfi perché le sta per venire il ciclo, i capezzoli inturgiditi dall'aria fresca.
Li sfiora e sente un brivido di piacere, senza pensarci inizia a pizzicarli dolcemente col pollice e l'indice, inseguendo le piccole scosse di piacere che prova e la sensazione di calore che inizia a irradiarsi dal suo sesso, come se ci fosse un filo diretto che collega i capezzoli al suo clitoride. La voglia sale e una mano scende pian piano ad accarezzare il ventre liscio e morbido, per poi appoggiarsi sul pube, iniziando un massaggio lento e regolare, su e giù. Attraverso la stoffa sottile di pizzo, che inizia a bagnarsi, percepisce bene il profilo delle labbra vaginali e il clitoride al centro: preme e inarca ritmicamente il bacino, avida di queste carezze che le procurano sempre più piacere.
Muore dalla voglia di lasciarsi andare e di godere, dopo i giorni con Andrea è sempre così, le rimangono addosso un'eccitazione e un desiderio fortissimo e non riesce a pensare ad altro. Se ci fosse lui lì accanto gli salterebbe addosso selvaggiamente, senza tanti preamboli, ma mancano ancora due settimane prima di rivederlo...
Così continua a toccarsi con gusto, assaporando il piacere che lentamente le invade la mente.
Elena si masturba molto spesso ed è un gesto che vive con estrema naturalezza. Si ricorda ancora quando ha iniziato: era ancora una bambina e aveva scoperto il piacere di strofinarsi a pancia in giù nel letto, strusciandosi sul cuscino o direttamente sul materasso.
Era un gesto che la rilassava e la sera la aiutava ad addormentarsi.
Poi erano arrivate l'adolescenza e le prime scoperte sessuali, e aveva iniziato ad accarezzarsi in modo molto più esplicito e consapevole. Aveva scoperto il clitoride e i vari punti che le procuravano piacere, aveva iniziato a fantasticare e anche a leggere i fumetti e le riviste erotiche che aveva trovato, nascoste in un angolo della mansarda, quando era da sola in casa.
Sorride a pensarci, adesso che è una donna adulta, consapevole del suo corpo, dei suoi desideri, e torna a concentrarsi sul suo piacere.
Si sfila il perizoma per stare più comoda e fa scorrere un dito su e giù lungo tutta la fessura vaginale, apre un po' le labbra già bagnatissime e scopre il clitoride, ingrossato e rosso per l'eccitazione.
Inizia a disegnare dei piccoli cerchietti e a picchettare leggermente la punta, trovando il ritmo che più le piace, chiude gli occhi e immagina che sia la lingua di Andrea a leccarla con passione.
Pensa al cazzo di Andrea e a quanto le piace sentirlo bello duro mentre lo succhia piantandoselo tutto in gola fino in fondo, o a quando è eccitatissima e bagnata e con un unico movimento si impala su di lui per cavalcarlo, e lui la riempie completamente sbattendola forte.
Pensa che ama il cazzo, le è sempre piaciuto ma così tanto come con Andrea mai.
Non vede l'ora che arrivino le prossime vacanze insieme: fantastica su di loro che scopano in tenda nel deserto, oppure su una spiaggia, sotto il sole che li scalda.
O semplicemente di stare insieme a casa, ad oziare e fare sesso in ogni angolo: sul tavolo del soggiorno, sul divano, sotto la doccia...
Immagina che lui, mentre la lecca, la penetri con le dita, o con un vibratore, come l'ultima volta che hanno scopato insieme.
Nel frattempo continua a stuzzicarsi il clitoride e con l'altra mano tira fuori dal cassetto del comodino il suo vibratore nero, infilandoselo tutto dentro.
Inizia a gemere, si strofina il clitoride col dito sempre più velocemente, ad un tratto poi estrae il vibratore fradicio di umori e inizia a strusciarselo avanti e indietro sulla fica, arrivando fino all'ano.
Questo massaggio la manda completamente fuori di testa, il culo è decisamente il suo punto debole, è bagnatissima e ora ha solo tanta voglia di venire.
Si gira a pancia in giù e inizia a strusciarsi cavalcando la mano sinistra, col suo movimento preferito, il cazzo finto che vibra piantato di nuovo nella fica, e l'altra mano dietro che stimola il buchetto da fuori, come fa lui con la lingua quando glielo lecca per bene prima di incularla.
Che voglia di cazzo e di essere sfondata che ha, si sente davvero troia e si struscia sempre più forte, inarcando ritmicamente il bacino.
L'orgasmo sta montando, continua a strofinarsi il clitoride e a disegnare cerchietti sul buchino, poi si infila finalmente il dito nel culo e viene forte, gemendo, sognando di venire sulla bocca di Andrea, o che il cazzo finto sia il cazzo di lui, che la prende da dietro mentre lei gode e gli strizza il pene con le contrazioni dell'orgasmo.
Sogna che lui le venga dentro, di sentire il suo sperma caldo che la riempie e assapora le scariche di piacere che pian piano rallentano, lasciandola esausta e soddisfatta.
Spegne il vibratore, lo estrae e lo lecca tutto, per sentire bene il suo sapore, poi si abbandona così sul letto, nuda, con le cosce spalancate, la fica fradicia coperta dalla sua mano e il cazzo finto accanto al viso sul cuscino.
"Mi piacerebbe che lui mi vedesse così, adesso..." pensa tra sé e sé accennando un sorriso... e si addormenta, stanca e appagata dall'intensità del piacere che si è procurata.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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