Lui & Lei
Il gioco alla pari
di
fufonet
17.07.2017 |
3.909 |
0
"Cominciò ad intonare un lamento continuo anch'esso tremolante finchè non crollò in un altro orgasmo che innaffiò ancora il letto e arrivò alla cassettiera presente davanti..."
Domenica scorsa stavo sistemando le fotografie e i video dei giorni passati a mare con il gruppo di amici.Era una domenica estiva ma piovosa bisognava trascorrere il pomeriggio in qualche modo per poi uscire la sera per una pizza.
Mi venne in mente quindi di coinvolgere tutti in questo lavoro di scelta fotografica ma solo una amica acconsentì e mi raggiunse a casa.
Lei è una ragazza che non ha l'abitudine di farsi notare, diciamo la tipica brava ragazza dalla quale non ti aspetteresti niente di straordinario.
Premetto che eravamo ancora a casa a mare, quindi con il minimo indispensabile, ci sedemmo ad un lato del letto e con il PC portatile sul comodino, tirato a metà letto e cominciammo a sfogliare le foto e a fare un po' di scelte.
Venne il turno dei video fatti con la gopro che erano ancora da trasferire sul PC, la scheda di memoria era piena (32GB) cominciò dunque il lungo trasferimento. Dopo un'attesa di 10 secondi circa ci stendemmo all'indietro sul letto e guardando il soffitto cominciammo a parlare delle relazioni attuali: a te chi piace, a me chi piace, tu sei così, io non mi piaccio qui e parlando e scherzando praticamente arrivammo quasi a solletticarci a vicenda.
Con tutto questo "stuzzicarsi" le magliette ci si erano alzate e quando mi girai verso di lei notai quanto era.. "atletica", aveva degli addominali visibili ma non esagerati, ovviamente un ventre piatto e delle sporgenze superiori tanto toniche da non ammaccarsi neanche da distesa, delle linee che sono il giusto compromesso di una ragazza sportiva. Ovviamente a quel punto osservai anche giù e tutto faceva pensare ad una cosa davvero "ben fatta".
Non so lei cosa stesse pensando a questo punto, ma alla mia richiesta di " Facciamo un gioco? " rispose subito " Si! " senza nemmeno chiedere di che cosa si trattasse.
Tirai fuori dall'armadio una busta nera, che era rigorosamente ammaccata in fondo all'armadio e ben coperta, contenente tutti quegli accessori che dopo aver visto il film "50 sfumature di grigio" e per colpa di un banner pubblicitario su una pagina web in una notte insonne, acquistai senza pensarci due volte e senza averne nemmeno un preciso scopo.
Per prima cosa tirai fuori un ammasso di cinghie arrotolate. Era un costrittivo fatto in modo tale che sistemato sotto il materasso fossero disponibili ai quattro angoli polsini e cavigliere per immobilizzare il sottomesso. Cominciai a sistemarlo e intanto chiesi a lei di svuotare la busta e sistemare tutto sulla cassettiera che era completamente libera.
Lei non fece caso a cosa stessi facendo mentre sistemava quei giochini, li osservava tutti con attenzione e credo che avesse assegnato una fantasia ad ognuno.
C'erano un bel po' di cose curiose tutte da provare per la prima volta.
Credo che gli aggeggi che abbiano attirato la sua attenzione più di altri siano stati tre con i quali si soffermò più del solito.
Il primo era una specie di... spermatozoo gigante di colore fucsia in gomma, e per gigante intendo lungo circa una quindicina centimetri tra corpo e coda, largo tre centimetri di diametro nella parte del corpo e la coda con un diametro di mezzo centimetro circa.
Il secondo era un tubo di plastica rigida con dentro una vagina in silicone con due pulsantini sui lati.
Il terzo ed ultimo era un aggeggio a forma di metà mattarello da cucina in plastica rigida con il pomello in silicone con un pulsante laterale.
Io sistemai tutto molto sbrigativamente quasi come se avessi l'abitudine di farlo o fosse una cosa preparata per l'occasione.
Mi girai verso di lei e cominciai a spiegargli cosa avevo in mente.
Io: "Dunque, cerchiamo di organizzare il gioco in modo tale di avere pari opportunità."
Lei a voce molto bassa: "si, va bene"
Io: "Ok, dunque... per scegliere chi inizia lanciamo una moneta e chi indovina può chiedere qualunque cosa all'altro, non ci si può rifiutare pena la chiusura del gioco e l'impossibilità di restituire "l'obbligo". Diamo al turno una durata minima di... un quarto d'ora, solo una volta trascorso possiamo scegliere sia tu che io se chiudere il turno e scambiare i ruoli o continuare. In caso la cosa non ci piaccia e volessimo terminare tutto scegliamo una parola da dire per terminare tutto."
Io durante la spiegazione ero concentrato con sguardo basso, solo alla fine alzai gli occhi e vidi il suo viso con gli occhi completamente aperti e sbarrati quasi come se l'avessi scioccata con le mie fantasie.
Lei dopo un attimo di silenzio rispose con voce maliziosa: "mmm... si, si può fare. La parola... ti va bene "fragola"?"
Io, forse più scioccato di lei perchè questa cosa sembrava essere la trama di un film porno che si avverava, risposi "mi sta bene... iniziamo?" e tirai fuori dalla tasca una moneta da un euro.
Lei scelse la faccia rappresentante il numero e.. lanciata... ecco uscì l'altra faccia. In pratica toccava a me sottometterla.
Non so se sia stato fortunato o meno perchè non mi piaceva l'idea di esporre un mio lato "oscuro" per primo ma... così volle la sorte.
Non mi sembrò che avesse preso male la cosa, dunque dovevo iniziare.. si ma come? beh per prima cosa forse mi serviva che fosse "esposta" quindi via al cronometro sullo smartpone e le chiesi di spogliarsi così da vedere effettivamente tutto quello che, sotto quei vestiti poco appariscenti, c'era. E in effetti ...
Cominciò sfilandosi le due scarpe da ginnastica senza neanche slacciarle e senza neanche piegarsi mentre mi guardava fisso negli occhi quasi a mo' di sfida.
Poi si sfilò la magliettina e qui, si, già si notava come fosse effettivamente molto ben definita.
Ecco il risultato dei pomeriggi in palestra, piscina e al parco per correre, e non ci avevo mai fatto caso.
Continuò con il reggiseno rigorosamente sportivo che teneva ben stretto quel seno che forse non aveva neache bisogno di essere trattenuto. Era... come dire... scolpito e con i capezzoli leggermente all'insù, semplicemente fantastici.
Qui io già sentivo i battiti accellerare e non capire più se fosse un sogno o la realtà. Non sembrava possibile che la cosa stesse accadendo davvero.
A questo punto la fermai e le dissi di distendersi sul letto. Io balzai su di lei e presi la sua mano destra distendendola in alto verso a quel polsino all'angolo del letto per bloccarlo.
Solo a questo punto si rese conto che ai quattro angoli del letto ci fossero polsini e cavigliere, e la sua espressione in viso cambiò presentandosi un po' più impaurita.
Subito legai anche l'altra mano e rimase solo con le gambe libere ma soltanto perchè volevo essere io a scoprire il basso ventre.
Tolsi i cuscini così da renderle più difficile guardare verso il basso, ne misi uno dietro la schiena così da inarcarla, renderla un po' più vulnerabile e rendere necessaria la contrazione di quel retto addominale per poter osservare cosa stesse succedendo nelle parti basse.
A questo punto sembravo quasi tramutato in bestia alla ricerca di un indizio, di un odore, sempre a cavallo del suo busto mi avvicinai al collo e cominciai a baciarlo prima da un lato, poi dall'altro.
Continuai così scendendo in mezzo al seno che intanto stavo "trattando" con le mani e via sempre più giù passando sopra a quegli addominali che erano tutti contratti e quasi le stringevano il respiro che stava cominciando a divenire più profondo e tremolante.
Arrivai laggiù e senza distogliere le mani dai seni che venivano palpati e stretti lateralmente verso il centro del corpo, addentai il bordo dello slip fino ad avere il clitoride in punta di naso. Subito liberai i seni e con le mani sfilai quegli slip lungo quelle gambe che intanto stavo tenendo strette e vicine per facilitarmi il lavoro.
Abbandonai la zona X e assicurai quelle due deliziose caviglie fini alle cavigliere. Ai piedi erano rimasti i calzini sportivi corti fino all'inizio delle caviglie.
Sfiorai con le punte delle dita sulla pianta del piede in attesa di una reazione.... nulla. Dunque sfilai delicatamente e lentamente il calzino e cominciai a insistere sulla pianta e tra le dita con una mano mentre con l'altra procedevo con l'altro piedino
Vidi che tra le cose c'era disponibile una boccetta di liquido lubrificante che forse poteva essere utile in questo caso.
Lei intanto resisteva tranquillamente come se gli avessi provocato solo un leggero prurito nulla di più. Quindi cominciai a abbandonare la delicatezza, e feci colare dalle dita dei piedi, come un filo, questo liquido e prima che arrivasse a terra spalmai con le mani su tutta la pianta. Bastò questo per farla reagire e contorcere un pochettino oltre ad un leggero urlo. Quindi corsi ai ripari utilizzando una palla in plastica morbida da mettere in bocca e legare alla nuca.
Appena lei la vide si rese conto che forse quel controllo che aveva concesso fino a quel momento stava cominciando ad essere troppo, non disse nulla ma dallo sguardo mi stava cercando di dire di non volerlo usare, quindi presi anche la benda per gli occhi così da concentrare tutte le sue attenzioni sulla sensibilità del suo corpo.
Aveva serrato la bocca proprio per impedirmi di collocare quell'affare ma la cosa non limitò il mio intento infatti dopo un bel pizzicotto doloroso sulla pancia spalancò un attimo la bocca e in quel brevissimo frangente di tempo ci infilai subito dentro quella palla che era pronta nella mano a fianco al suo viso. Gli avevo quasi bloccato il respiro che aveva iniziato con la bocca e terminato con il naso in quanto la prima era oramai colma e tappata.
Con questo gesto i suoi occhi si spalancarono e divenirono subito lucidi, forse era uscita anche qualche lacrima.
Senza perdere tempo mi fiondai a finire il lavoro a quei piedini che erano ben unti e pronti ad essere solleticati. Cominciai subito velocemente e lei infatti non riuscì questa volta a distrarre la mente da quelle azioni così insistenti e veloci. Cominciò a dimenarsi a destra e a sinistra sul letto, per fortuna il sistema costrittivo riusciva a fare il suo dovere trattenendo qualsiasi movimento oltre il consentito.
Le mie mani si spostarono, senza fermarsi da quel movimento a zampettio solleticante, sulle caviglie, sui polpacci, dietro le ginocchia e qui cominciai a sentire un odore abbastanza forte mescolato all'odore di sudore che proveniva da lì, si era bagnata e per fortuna non erà pipì.
Proseguì dunque l'ascesa arrivando al bersaglio, le mani si concentrarono sui fianchi e cominciai un lavoro di bocca su quel basso ventre che era rigorosamente depilato. Scesi fino alla vagina girandoci intorno e tornai al clitoride, qui l'unica cosa che mi venne in mente fù quella dell'alfabeto, spostai le mani dai fianchi a sotto le gambe un po' per tenerle aperte... un po per afferrarle il sedere... senza parole... sodissimo e non appena lo sfiorai lei lo contrasse... era di marmo. Iniziai a dire l'alfabeto molto lentamente tenendo la bocca sul clitoride spostandomi di tanto in tanto leggermente più in basso.
Qui notai un crescendo di respirazione, gemiti, contrazioni incontrollate su tutto il corpo e quella vagina che ogni due o tre lettere accoglieva la mia lingua era sempre più pulsante.
Alla lettera L del secondo giro di alfabeto lei era tutta rigida e tramante allo stesso tempo, non c'era dubbio era lì per venire.
A questo punto iniziai a muovere velocemente la lingua alternando movimenti verso il basso e verso l'alto a quelli da sinistra a destra neanche il tempo di abituarmi a questi movimenti che vennè e mi... diciamo "lavò la faccia". Non avevo messo in conto che sarebbe potuto accadere anche perchè non mi era mai capitato una cosa così "violenta". Bagnò tutto il copriletto.
Come primo turno non ero affatto insoddisfatto, ero riuscto nell'intento di catturare il suo piacere e io di avere un'erezione in atto come forse mai.
Controllai il cronometro e vidi che avevamo ancora cinque minuti di tempo. Anche se adesso sarei voluto essere io al posto suo a ricevere un po' di attenzioni e trattamenti, per non sprecare il tempo rimasto ricordai che quello spermatozoo gigante si azionava anche dallo smartpone e c'era un programma proprio della durata di cinque minuti. Senza perdere tempo e non far calare l'eccitazione lo presi subito e dopo acceso lo infilai dentro alla sua vagina ancora pulsante senza alcuna delicatezza. Lei inarcò la schiena ancora di più, aprì la bocca più di quanto già non ce la avesse aperta da quella palla di silicone, inspirò e trattenne il respiro. Forse mi ero fatto un po' prendere dalla fretta... ma oramai era dentro. Attivai il programma da cinque minuti e mi spostai verso le sue ascelle per torturarle un pochettino.
A questo punto lei era presa da un qualcosa che le vibrava dentro in maniera intermittente, irregolare e a potenza casuale così da non potersi abituare e inibire l'effetto, posso assicurare che quando il livello di vibrazione era alto si sentivano vibrare tutti gli addominali sui quali ero accovacciato. Le mie mani intanto stuzzicavano le ascelle mentre con la bocca ripassavo il contorno dei capezzoli.
Non so se a questo punto si trattasse di dolore o di piacere ma non sembrava affatto intenta a voler fermare la cosa. Ad un certo punto cominciò a tremare come in un attacco epilettico ma era dovuto allo sforzo muscolare che stava sostenendo. Come quando dopo aver sforzato e tenuto in tensione i muscoli cominciano a cedere. Cominciò ad intonare un lamento continuo anch'esso tremolante finchè non crollò in un altro orgasmo che innaffiò ancora il letto e arrivò alla cassettiera presente davanti. Scommetto che se avessi cercato di ottenere una cosa del genere non ci sarei mai riuscito. Dopo questo udì un leggero "basta" dalla sua bocca bloccata da quella palla e comunque piena di saliva. Qui fui clemente, abbassai il livello lentamente del vibratore e lo sfilai lentamente. Mancavano ancora due minuti al termine ma lasciai correre anche perchè ce ne sarebbero voluti comunque altri per farla riprendere. Quindi la liberai prima della benda e della palla nella bocca e poi dalle cavigliere e dai polsini. Lei rimase comunque bloccata in quella posizione che a veva avuto fino a quel momento per altri tre minuti circa prima di dire una parola e di tentare di sollevarsi.
Cominciavo ad avere il dubbio che ce la facesse per il mio turno, e non sapevo se avessi fatto bene o no o se avessi esagerato. Non ero neanche tanto sicuro di voler essere io adesso ad essere sottomesso. Mi stavo serimamente cominciando a preoccupare perchè non avevo idea di cosa mi sarebbe spettato.
Dopo essersi ripresa si tirò su sedendosi al centro del letto e alzò il viso con un sorriso che non sapevo interpretare. Non sapevo se mi stesse dicendo "mi è piaciuto tantissimo, sei stato eccezzionale" o "mi è piaciuto ma ora vedrai cosa spetta a te".
Una cosa era certa l'erezione non aveva accennato cedimenti nonstante avessi ancora i pantaloncini.
Continua...
amica sportiva gioco erotico bondage dominazione vibratore orgasmo intenso sottomissione sorpresa fetish
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Il gioco alla pari:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
