Lui & Lei
Incontro in un bar
12.05.2026 |
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"Il calore dei corpi, il vino, la tensione… tutto sembrava trasformare quel momento in qualcosa di proibito e irresistibile..."
La luce del locale si rifletteva nei bicchieri ancora umidi dietro il bancone.Antonio si asciugò le mani nel grembiule nero mentre osservava la pioggia scendere lenta oltre le vetrate. Era tardi, quasi tutti erano andati via. Restava solo lei.
Seduta all’angolo del bancone, con un bicchiere di vino rosso tra le dita e lo sguardo di chi aveva qualcosa da dimenticare.
«Stai chiudendo?» chiese lei con un mezzo sorriso.
«Dipende… vuoi ancora qualcosa?»
Lei lo fissò per qualche secondo, abbastanza da creare quella tensione silenziosa che vale più di cento parole.
«Forse sì.»
Antonio si avvicinò lentamente. Sentiva il profumo del suo profumo mescolarsi all’odore del legno, degli agrumi e dell’alcol versato durante la serata. Lei giocava con il bordo del bicchiere senza mai smettere di guardarlo.
«Sai,» disse lei piano, «hai lo sguardo di uno che trattiene troppo.»
Lui sorrise appena.
«E tu quello di una che provoca apposta.»
Lei si alzò dalla sedia. Vicina adesso. Troppo vicina per ignorare il calore che si era creato tra loro. Le dita di lei sfiorarono il suo polso, leggere, lente. Non era un gesto innocente e nessuno dei due aveva voglia di fingere il contrario.
Fu lui a baciarla per primo.
Un bacio profondo, trattenuto troppo a lungo senza nemmeno conoscersi davvero. Lei gli afferrò la camicia stringendola tra le dita mentre lui la attirava a sé contro il bancone. Il respiro diventò più pesante, i movimenti più istintivi.
La pioggia continuava fuori, ma dentro il locale sembrava non esistere più niente. Solo mani che si cercano, sguardi carichi di desiderio e quella sensazione pericolosa di voler dimenticare il mondo per qualche minuto.
Quando si staccarono, lei sorrise appena, ancora senza fiato.
«Allora… chiudi davvero?» sussurrò.
Antonio abbassò la serranda senza rispondere.
Antonio la spinse lentamente contro il bancone, senza mai staccare gli occhi dai suoi.
Il locale era immerso nel silenzio, rotto soltanto dal rumore della pioggia e dai loro respiri ormai troppo vicini per restare calmi.
Lei gli passò una mano sul collo, lenta, provocante, mentre lui le sfiorava la schiena seguendo le curve del suo corpo con una delicatezza che rendeva tutto ancora più intenso. Non c’era fretta. Solo desiderio trattenuto troppo a lungo.
«Mi stai facendo perdere il controllo…» sussurrò lei vicino al suo orecchio.
Antonio sorrise appena, con quello sguardo sicuro che le faceva venire i brividi.
«Forse è proprio quello che vuoi.»
Lei lo baciò di nuovo, stavolta con più fame. Le mani di lui scesero sui fianchi attirandola ancora più vicino, finché tra loro non rimase più spazio. Il calore dei corpi, il vino, la tensione… tutto sembrava trasformare quel momento in qualcosa di proibito e irresistibile.
Lui le sfiorò le labbra con il pollice, lentamente.
«Sei bellissima quando smetti di trattenerti.»
Lei abbassò lo sguardo per un secondo, mordendosi appena il labbro, poi tornò a fissarlo con un’intensità che gli fece accelerare il respiro.
La tensione cresceva ad ogni tocco, ad ogni sussurro, ad ogni pausa fatta apposta per aumentare il desiderio. E mentre fuori Milano continuava a dormire sotto la pioggia, dentro quel piccolo locale sembrava esistere soltanto il loro gioco fatto di provocazioni, pelle sfiorata e voglia di lasciarsi andare completamente.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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