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Lui & Lei

L'aria di Amsterdam


di Membro VIP di Annunci69.it AllAboutUs
14.09.2021    |    1.020    |    7 9.8
"Mi ricordai del DVD che avevamo comprato, invitai Sara a sedersi sul divano tra noi, e dissi a Rick che prima di cena avevo voglia di vedere qualcosa in TV..."
Sara arrivò all’aeroporto con un volo puntualissimo ed io ero già ad attenderla da circa mezz’ora. Erano passati un bel po’ di giorni dall’ultima volta che ci eravamo visti e la voglia di riabbracciarla e passare del tempo con lei era veramente tanta. Fidanzati e conviventi già da quattro anni ci eravamo ritrovati inaspettatamente lontani quando io ricevetti un’offerta di lavoro di sei mesi ad Amsterdam. Decidemmo insieme se accettare o meno, ma la nuova esperienza non ci stava a pensiero, il nostro era sempre stato un rapporto solido e sincero. La guardai mentre con gli occhi mi cercava tra la folla dei presenti e pensai che ero davvero un ragazzo fortunato: lei era mia e mi aspettavano tre giorni stupendi con lei in una delle più belle città europee. Dopo i saluti di rito prendemmo subito un taxi e ci dirigemmo al mio appartamento. Avevamo tutta la giornata davanti e lasciati i bagagli decidemmo subito di uscire nuovamente. Sara non aveva mai visto Amsterdam ed io iniziai a farle da “Cicerone”, mostrandole gli angoli più belli dei quartieri che avevo visitato, gli scorci più caratteristici. Inevitabilmente capitammo nel quartiere a luci rosse, e le vetrine con le ragazze seminude ed ammiccanti iniziarono a susseguirsi una dietro l’altra, assieme a quelle dei sexy shop e dei teatri porno. “Alcune ragazze sono molto belle” mi disse lei incuriosita da uno spettacolo che non aveva mai visto “sei sicuro che non hai deciso di provarne qualcuna quando io non ero qui?”. “Ma dai” le risposi “lo sai che non ne sarei capace, a me piace fare l’amore solo con te!”. Dicevo la verità. Nonostante la tentazione fosse stata forte, almeno in alcuni frangenti, non avrei mai fatto una cosa simile a Sara, la mia eccitazione passava solo attraverso il suo corpo e la sua mente e questa sensazione era impossibile da provare con altre donne, per quanto belle fossero”. Mi credette e con sguardo malizioso mi disse “entriamo in quel sexy shop, sono curiosa”. All’interno del negozio incontrammo persone di tutte le età che sceglievano divertite vibratori, completi intimi, strumenti di piacere vari e DVD porno. Proposi a Sara di prenderne uno e di guardarcelo insieme al ritorno a casa, l’idea mi aveva sempre stuzzicato ma non avevo mai trovato il coraggio di proporlo. Questa era la situazione più adatta e decisi di provare. “Non so se avrei mai il coraggio di vederlo” disse Sara “non sono quel tipo di ragazza”. La vedevo allo stesso tempo attratta ed intimidita e la situazione mi eccitava tantissimo. “Dai se ti impegni lo puoi anche diventare” scherzai “comunque, io intanto lo prendo, al massimo lo useremo per fare un regalo particolare a qualche amico”. Scelsi velocemente qualcosa, pagai e uscimmo. Mi accorsi però che qualcosa era cambiato negli occhi di Sara dal modo in cui mi guardava mentre facevo quello strano acquisto. Quell’atmosfera stranamente erotica, la frase detta in tono di sfida, la presenza di corpi seminudi intorno a noi, il sentirsi più liberi e più vivi, lontano dalla nostra realtà quotidiana, avevano forse smosso sentimenti nascosti. Il pomeriggio stava quasi per finire e quella sensazione di complicità che si era creata venne interrotta dal nostro appuntamento delle 18:00 con Rick. Rick era un ragazzone olandese, mio compagno di stanza a lavoro, con un carattere allegro e molto accomodante. Mi aveva aiutato molto nei primi mesi della mia nuova esperienza e ci tenevo particolarmente che Sara lo conoscesse. Ci incontrammo in un bar, iniziammo a bere ed a conoscerci meglio. Tra i due si creò un ottimo feeling ed il tempo volò assieme a diverse birre. Decidemmo di andare a cena nel mio appartamento dove Sara avrebbe cucinato un’ottima pasta all’italiana. “Non male il tuo amico mi disse Sara in un orecchio mentre camminavamo per le affollate vie del centro”, “calma i tuoi umori” risposi ridendo “Per me non è mai stato un problema ma Rick è omosessuale, non farti strane fantasie!”. “Non sembrava dal modo in cui mi guardava le gambe e il culo, mi sono sentita osservata tutto il tempo.” “Guarda che ti sbagli di brutto. Potresti provocarlo in tutti i modi possibili ma a lui interessa tutt’altro”. Sara sembrò poco convinta delle mie parole ma non replicò. Arrivammo a casa ed io e Rick ci sedemmo sul divano. Sara andò a cambiarsi per iniziare a cucinare e tornò dalla camera vestita come se dovessimo andare in un locale alla moda. Si era tolta le calze lasciandosi addosso la minigonna ed aveva indossato un bel paio di scarpe nere col tacco. Il perizoma usciva appena dalla gonna e sopra aveva una camicetta bianca che lasciava intravedere il suo bel seno. Non potei fare a meno di notare un certo interesse di Rick. Incontrai lo sguardo di lei che, capito perfettamente il mio stupore, mi sorrise in segno di sfida. Capii benissimo che lei era fortemente attratta da Rick ed il cazzo iniziò a pomparmi forte tra gli slip. Sentivo i battiti del cuore che riecheggiavano nel mio membro, mi stava salendo un’eccitazione fortissima, trattenuta durante tutto il nostro pomeriggio assieme. Decisi di osare, poco cosciente di quello che potrebbe essere successo e curioso di vedere fin dove poteva arrivare quella situazione. Mi ricordai del DVD che avevamo comprato, invitai Sara a sedersi sul divano tra noi, e dissi a Rick che prima di cena avevo voglia di vedere qualcosa in TV. Sarà capì. Diventò rossissima in volto ma non si tirò indietro. Il film di bassissima qualità iniziò con una scena di un poliziotto che si scopava due giovani colleghe. Rick era imbarazzatissimo ma non disse niente, Sara allargò leggermente le gambe e si accomodò sfiorando il mio cazzo e quello del mio amico. Cercammo di ridere per sdrammatizzare la situazione ma tutti eravamo ormai concentrati su di un'unica cosa e Sara decise di prendere in mano la situazione. Spense la TV assieme alle luci e nella penombra decise di spogliarci completamente mentre si spostò verso il centro della stanza. Mi prese per mano e mi disse “bendami e mettimi a pecorina, voglio essere scopata senza sapere se il cazzo che mi sta entrando dentro è tuo o di Rick”. La spogliammo completamente e la mettemmo a novanta gradi sul pavimento. Nuda e bendata. Iniziammo a toccarla. La fica era talmente bagnata che stava letteralmente gocciolando ed io mi divertivo a “torturarla” toccandole le grandi labbra, tutte dilatate, senza mai entrarle dentro la fica. Rick si era ben adattato alla situazione e si passava una mano sul cazzo mentre toccava quel corpo di troia così vogliosa. Con un cenno feci capire a Rick di penetrarla. Ero così eccitato che sarei potuto venire subito. Rick entrò dentro la fica di Sara iniziando a pompare con voglia. Direi che lei aveva fatto il giusto effetto… Sara si muoveva sapientemente ed io decisi di strusciarle il mio cazzo sul viso fino ad infilarglielo tutto in bocca. Le sborrai subito addosso e in gola, ma non feci in tempo ad uscire dalle sue labbra che ero di nuovo eccitato con il cazzo ancora più duro. “Ho sempre sognato di prenderlo nel culo” mi disse. Interruppi Rick che stava facendo bene il suo lavoro e ci spostammo sul divano. Mi sedetti e presi Sara sopra di me. Con non troppa difficoltà riuscii subito ad abboccare il mio uccello al suo buco del culo. La mia donna era una bestia in calore e la lubrificazione della sua fica rese tutto più semplice. Non appena dentro iniziai a muovermi lentamente e Sara iniziò a mugolare con il cazzo di Rick in bocca. Lui capì che era il momento di riempirle anche la fica. Si sdraiò su di lei ed iniziò una stupenda doppia penetrazione. Andammo avanti così per qualche minuto. Sentivo la punta del cazzo di Rick a contrasto con il mio mentre mi muovevo nel culo di Sara che stava esplodendo di piacere. Ci coordinammo sapientemente e sborrammo a lungo dentro il corpo di lei, ognuno nel proprio buco. Sara si sentiva troia come non mai, come forse aveva sempre sognato di essere. Attese che i nostri membri finissero il lavoro e si alzò delicatamente. “Non dovevamo mangiare qualcosa?” disse. Con la sborra che le colava ancora tra le gambe mi sorrise e si avvicinò alla cucina.
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