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Lui & Lei

La Serata perfetta


di Paradiseway
28.09.2025    |    546    |    1 6.0
""Veloce, " ansimasti sulla mia bocca, la tua voce un ruggito sommesso sopra il battito della musica..."
I. Il Tocco sotto il Tavolo
Il ristorante era affollato, il brusio delle conversazioni e il tintinnio dei bicchieri formavano una sinfonia di distrazione perfetta. Eri seduto di fronte a me, la tua espressione composta e professionale, ma i tuoi occhi non mentivano. Vedevo la scintilla, la promessa di ciò che sarebbe accaduto.
Ci stavamo scambiando battute apparentemente innocue sul vino, mentre sotto il tavolo, la storia era molto diversa.
Iniziai piano. Il mio ginocchio sfiorò la tua coscia. Ti irrigidisti impercettibilmente, un sussulto di piacere nascosto. Sorrisi internamente e decisi di osare di più. Sfilai un tacco e feci scivolare il mio piede nudo sotto il tessuto dei tuoi pantaloni.
Risalii lenta, il mio arco che si strusciava contro il tuo polpaccio. Quando raggiunsi l'interno della tua coscia, ti dedicai un tocco leggero, quasi distratto. Ti vedevo sorseggiare il tuo bicchiere, la tua mano tremava appena. Il tuo sguardo si era fatto più scuro, più intenso.
Poi, con una spavalderia mascherata da eleganza, la mia punta si posò sulla parte più sensibile della tua intimità. Mi muovevo con un ritmo studiato, lento, circolare, ignorando il mondo intorno a noi. Sentii il tuo respiro farsi più superficiale.
"Il vino è eccellente, non trovi?" ti chiesi con un sorriso angelico, mentre il mio piede intensificava la pressione, il tocco ora più deciso, più bramoso.
"Sì," rispondesti, la tua voce roca, a malapena un sussurro. "Assolutamente... eccellente."
Sapevo di averti spinto al limite. Era tempo di spostarsi.
II. L'Urgenza del Club
La musica assordante della discoteca ci inghiottì. La folla era una massa anonima, perfetta per nascondere la nostra urgenza. Ti afferrai la mano con forza, trascinandoti verso il fondo, dove si trovavano i bagni.
Entrammo nel corridoio stretto, buio e poco frequentato. Non c'era tempo per le mezze misure. Spinsi la porta del bagno degli uomini, la girai a chiave e ti spinsi contro la parete fredda e piastrellata.
La tua bocca mi cercò subito, affamata, senza freni. Ci baciammo con la foga che avevamo dovuto reprimere per tutta la sera. Le tue mani si avventarono sul mio corpo, cercando di strappare i miei vestiti, un contrasto violento con l'eleganza che avevamo mostrato al ristorante.
"Veloce," ansimasti sulla mia bocca, la tua voce un ruggito sommesso sopra il battito della musica.
III. La Liberazione nel Privé
Non potevamo resistere a lungo. Ti aiutai a sbottonare i pantaloni, spingendoli giù. Mi chinai con un gesto rapido e deciso.
La luce al neon fioca del bagno illuminava appena i contorni. Ti afferrai con entrambe le mani, portando le mie labbra al tuo desiderio urgente, caldo e fremente.
Questa non era seduzione, era pura fame, puro bisogno. Usai la mia bocca con una voracità inebriante, portandoti subito al limite. Ti sentii gemere, un suono che la musica non poteva coprire completamente. La mia lingua era decisa, il mio ritmo era implacabile. Volevo che il tuo piacere fosse immediato, potente, una scarica elettrica contro la fredda ceramica del bagno.
Ti tirai fuori dal bagno e ti spinsi contro il muro, le mie mani si strinsero con forza sui tuoi fianchi. Ti guardai negli occhi, i tuoi erano offuscati dal piacere.
"Ora prendimi," sussurrai, la mia voce un ordine.
Entrai in una stanza di servizio buia, a malapena usata, e mi spinsi contro il tuo corpo. Ti sentii penetrarmi con una potenza inebriante, un gemito strozzato che mi sfuggì. Il movimento era grezzo, urgente, spinto dalla necessità di fondersi in quel luogo proibito.
Ci muovevamo come due ombre, veloci, senza cura per il rumore, spinti solo dalla necessità del momento. Ti abbracciai con le gambe, spingendoti più a fondo. Ti sentii irrigidirti, la tua presa si fece insopportabilmente forte mentre urlavi il mio nome in un cuscino di tessuto.
Quando il tuo corpo si rilassò, appoggiasti la fronte contro la mia. Il sudore, la musica, l'odore dei bagni – tutto era sparito. C'eravamo solo noi, ansimanti, in quel momento di assoluta, proibita soddisfazione.
Dove andiamo dopo? In auto o torniamo a casa?
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