Lui & Lei
La Sorpresa è Margherita
Tristanodiroma
02.04.2026 |
653 |
4
"Lei si è seduta sul suo viso, offrendogli la fica bagnata da leccare mentre mi baciava profondamente e mi stringeva i seni..."
Sono arrivata in hotel con il cuore che batteva forte, un misto di eccitazione e leggera trepidazione. Era una fredda sera di lunedì, l’aria pungente di dicembre mi entrava sotto il cappotto mentre attraversavo la hall silenziosa.
Lei mi aspettava vicino al grande camino acceso. Ci siamo abbracciate piano, il suo profumo di vaniglia e legno di sandalo mi ha avvolto. Mi ha guardata con quegli occhi brillanti e mi ha sussurrato: «Sei pronta a fargli perdere la testa?». Ho annuito, sentendo già il pizzo del mio body umido contro la pelle.
Quando siamo scese al ristorante, Stefano era seduto al tavolo. La luce calda delle candele gli illuminava il viso. Il suo sguardo, da sorpreso, è diventato famelico in un istante. Ha capito tutto. Un sorriso lento, quasi predatorio, gli ha incurvato le labbra. La cena è scivolata tra chiacchiere leggere, ottimo vino rosso e sguardi carichi di promesse. Sentivo i suoi occhi verdi spogliarmi con calma: il décolleté, le gambe accavallate, la curva del collo. E sentivo anche lo sguardo di lei, caldo, complice, eccitato.
Quando siamo saliti in suite, l’atmosfera è cambiata. La porta si è chiusa con un clic morbido e l’aria si è fatta densa. La stanza grande aveva un letto imponente al centro, lenzuola bianche immacolate, e una grande finestra che affacciava sulle luci della città. L’altra stanza, separata, era un piccolo tempio di piacere: una vasca idromassaggio di marmo nero, un camino acceso che crepitava piano, e decine di candele che diffondevano un profumo caldo di cera d’api e ambra.
Mi sono spogliata senza fretta davanti a loro. Il body di seta e pizzo nero è scivolato via, rivelando i seni pieni, i capezzoli già turgidi, le autoreggenti con il bordo di pizzo e i tacchi alti. L’aria fresca della stanza mi ha sfiorato la pelle, facendomi rabbrividire.
Stefano mi ha guardata come se volesse divorarmi lentamente. Lei si è seduta sulla poltrona di velluto, le gambe leggermente aperte, osservando con un sorriso sereno e vorace.
Stefano si è avvicinato. Il suo profumo di sandalo e agrumi mi ha avvolto mentre mi baciava sul collo, lentamente, assaporandomi. Le sue mani grandi hanno stretto i miei seni, le dita hanno pizzicato i capezzoli fino a farmi sfuggire un gemito basso. Poi ha morso, succhiato, leccato, mentre sentivo il suo cazzo già duro e caldo premere contro il mio ventre.
Mi sono inginocchiata sul tappeto morbido. Ho liberato il suo sesso teso, spesso e venoso, e l’ho preso in bocca con avidità. L’ho succhiato lentamente, facendo scivolare la lingua lungo tutta l’asta calda, mentre lei si alzava e si univa a noi. Le nostre bocche si sono alternate: io sulle palle pesanti e tese, lei sulla cappella lucida e gonfia. Poi ci siamo baciate sopra di lui, lingue intrecciate intorno alla sua carne pulsante, il sapore salato del suo desiderio che ci univa.
Stefano gemeva, una mano nei miei capelli, l’altra nei suoi. Era perso.
Con uno sguardo d’intesa, lo abbiamo spinto sul letto. Mi sono messa sopra di lui, scivolando lentamente sul suo cazzo duro, sentendolo aprirmi e riempirmi completamente. Lei si è seduta sul suo viso, offrendogli la fica bagnata da leccare mentre mi baciava profondamente e mi stringeva i seni.
Stefano ha afferrato i miei fianchi e ha iniziato a scoparmi con spinte profonde, quasi brutali. Io gemevo contro la bocca di lei, sentendo ogni colpo arrivare fino in fondo. Poi i ruoli si sono invertiti: lei a pecorina, Stefano che la prendeva da dietro con forza, sbattendola mentre io le succhiavo i capezzoli turgidi e le accarezzavo il clitoride gonfio.
Alla fine Stefano non ha resistito più. Mi ha fatta mettere a quattro zampe accanto a lei. Mi ha penetrata con un colpo solo, profondo e violento, mentre con una mano mi stringeva i capelli e con l’altra infilava due dita nella fica di lei. Siamo venuti tutti e tre quasi insieme: io con un orgasmo che mi ha fatto tremare le gambe, lei che urlava contro il cuscino, lui che ci riempiva con schizzi caldi e abbondanti.
Dopo siamo scivolati nella grande vasca idromassaggio, tra il vapore profumato e il crepitio del camino. I corpi nudi intrecciati, le mani che ancora si cercavano, i baci lenti e profondi. Stefano mi ha presa di nuovo lì, con dolcezza questa volta, mentre lei ci guardava accarezzandosi piano tra le gambe.
Quando sono dovuta andare via, era ormai notte fonda. Li ho lasciati abbracciati nel letto, nudi, sudati e sereni. Mentre mi rivestivo, lei mi ha sorriso con gratitudine e tenerezza.
Sono uscita dall’hotel con le gambe ancora tremanti, la fica pulsante e un sorriso soddisfatto sulle labbra. Avevo appena regalato loro una notte indimenticabile… e avevo scoperto quanto mi piace essere la sorpresa più calda della loro serata.
Margherita
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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