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Scambio di Coppia

Rifugio d’Inverno


di Membro VIP di Annunci69.it Tristanodiroma
24.03.2026    |    1.707    |    1 9.3
"Le sollevò la gonna di tulle impalpabile e la penetrò con un colpo lento e profondo, riempiendola completamente..."

Era una sera d’inverno, e l’attico di Tristano si era trasformato in un rifugio caldo e dorato contro il gelo che stringeva Roma.
Fuori, il vento faceva tintinnare le imposte antiche; dentro, il camino crepitava piano mentre decine di candele sparse proiettavano una luce morbida e tremolante.
L’aria profumava di legna bruciata, vino speziato e quel sentore intimo, quasi peccaminoso, di corpi già accesi dal desiderio.

Margherita si muoveva per la stanza con grazia audace. Il body di pizzo nero le accarezzava la pelle come un amante segreto, le trame floreali che sfioravano i punti più sensibili, con inserti trasparenti che lasciavano intravedere i capezzoli scuri e un’apertura sapiente tra le cosce. La gonna di tulle nero fluttuava impalpabile a ogni passo, rivelando la curva sensuale dei fianchi. Era scalza, i piedi pallidi che affondavano silenziosi nel tappeto spesso.

Tristano era appoggiato alla mensola del camino, la camicia bianca immacolata con i polsini slacciati e arrotolati sugli avambracci forti, i pantaloni scuri che gli cadevano morbidi sui fianchi, anche lui a piedi nudi.
Quando lei gli passava vicino, le sfiorava la vita con le dita: un tocco leggero eppure possessivo. Margherita inclinava appena la testa e gli sorrideva, complice.

Il campanello suonò. Sabrina e Stefano entrarono portando con sé una folata di aria fredda che svanì all’istante nel tepore della stanza. Sabrina, con un maglione oversize color crema che le scivolava su una spalla rivelando la pelle dorata, e leggings neri aderenti, abbracciò subito Margherita con la familiarità di chi si conosce da una vita.
«Finalmente,» mormorò, gli occhi luminosi di affetto e curiosità. «Non facevi che parlarmi di lui. “Ha le mani grandi, ride piano, mi guarda come se fossi l’unica”. Dovevo vederlo di persona, questo miracolo.»
Stefano, liberandosi del cappotto di lana, strinse la mano a Tristano con rispetto sincero. «Siamo davvero felici di essere qui. La nostra storia è sempre stata bellissima, ma un po’ clandestina. Amanti sì, ma mai coppia vera davanti agli altri. Qui possiamo esserlo senza nasconderci. È una libertà che non sapevamo di desiderare tanto.»

Margherita prese le mani di Sabrina tra le sue, la voce bassa e calda. «Voi due siete sempre stati il mio rifugio. Quando tutto sembrava crollare, correvo da voi e mi sentivo capita. Stasera voglio che vediate cosa ho trovato… e voglio che vi sentiate a casa, esattamente come siete. Niente maschere.»
Sabrina le sfiorò la guancia con tenerezza profonda. «Lo siamo già. Basta guardarti con lui. È rassicurante sapere che esiste qualcuno capace di amarti così tanto da lasciarti essere eccessiva, gloriosa, meravigliosamente perversa, senza mai voler cambiare nulla di te.»

La cena fu intima e raffinata, servita accanto al camino. Le conversazioni scorrevano leggere ma profonde: ricordi di notti passate quando Margherita era sola, confidenze sussurrate al telefono alle tre del mattino, risate complici.
Sabrina e Stefano tessero le lodi di Margherita, definendola il loro “uragano di vita”, mentre Tristano sorrideva sereno, la mano posata con possesso tranquillo sulla sua coscia sotto il tavolo.
Ogni tanto i loro sguardi si incrociavano: un tacito noi due al centro, sempre.

Quando i bicchieri furono quasi vuoti, il campanello suonò di nuovo.
Margherita si alzò con un sorriso malizioso. «Ho invitato un’ultima persona… una piccola sorpresa.»

Andrea entrò, alto e robusto, spalle larghe da ex rugbista, capelli scuri leggermente scompigliati dal vento, barba corta e occhi verdi che si posarono subito su Margherita con desiderio evidente.
«Ciao a tutti… spero di non disturbare.»
Tristano gli strinse la mano con calma. «Se Margherita ti ha voluto qui, sei già il benvenuto.»
Andrea si sedette solo per un momento. L’aria, già calda, divenne improvvisamente elettrica, carica di un’elegante perversione.

Margherita gli prese la mano, lo tirò in piedi e gli sussurrò all’orecchio, abbastanza forte perché tutti sentissero: «Tu sei qui per me stasera.» Poi lo baciò: un bacio lento, profondo, vorace.
Il gioco iniziò così, naturale come il crepitio del fuoco.
Tristano attirò Margherita a sé per primo, la fece girare e la baciò con intensità mentre Andrea osservava. Le sue mani scivolarono sotto la gonna di tulle, spostarono il pizzo del body e trovarono il clitoride già gonfio e umido. La accarezzò con due dita lente, circolari, guardandola negli occhi.
«Sei mia,» le mormorò contro le labbra, «anche quando ti dai a loro.»
Margherita gemette piano, una risata bassa e sensuale le sfuggì. «Lo so… e mi piace che tu lo sappia.»

Sabrina si avvicinò da dietro, le abbassò entrambe le spalline del body scoprendo i seni pieni, e li prese in bocca uno alla volta, succhiandoli con l’intimità di chi conosce ogni centimetro del corpo dell’amica.
«Sei sempre così bagnata quando sei felice,» sussurrò Sabrina contro la sua pelle, mordicchiandole un capezzolo. «Mi è mancata questa tua luce.»
Margherita rise tra un gemito e l’altro. «E a me è mancato il tuo modo di farmi sentire desiderata… senza giudicare.»
Stefano si posizionò alle spalle di Sabrina, le abbassò i leggings e le infilò due dita dentro con facilità, facendola gemere contro il seno di Margherita. Sabrina si voltò verso di lui, lo baciò con passione crescente.
«Prendimi, amore,» gli sussurrò contro la bocca. «Fammi sentire che siamo davvero noi, qui.»
Stefano spinse più a fondo, la voce roca. «Siamo noi. Sempre. E stasera possiamo mostrarlo.»
Tristano, intanto, si inginocchiò dietro Margherita. Le sollevò la gonna di tulle impalpabile e la penetrò con un colpo lento e profondo, riempiendola completamente. Lei inarcò la schiena e gemette forte, spingendo indietro contro di lui.
«Così… prendimi tutta,» sussurrò Margherita con voce roca. «Voglio sentirti fino in fondo.»
Tristano le afferrò i fianchi con le mani grandi, iniziò a muoversi con ritmo potente e controllato. «Sei perfetta,» mormorò, mordendole piano la spalla. «La mia perfetta, gloriosa puttana.»
Andrea si spogliò lentamente, rivelando il corpo imponente. Margherita si staccò per un istante da Tristano, si inginocchiò e prese il suo sesso spesso in bocca con golosità raffinata.
«Cazzo, sei brava a prenderlo,» disse Andrea con voce bassa, tenendole la testa con delicatezza. «Proprio come mi avevi promesso in chat.»
Margherita alzò gli occhi verso di lui, sorridendo intorno al suo membro. «E tu sei ancora più grosso di quanto ricordassi … fammi sentire quanto.»

Il ritmo divenne un turbine elegante e vizioso. Tristano cedette il posto ad Andrea, che girò Margherita a quattro zampe sul tappeto e la penetrò con un colpo deciso. Lei gridò di piacere, sentendolo così largo e profondo.
«Oddio… sì, così,» ansimò Margherita, spingendo indietro. «Riempimi, Andrea.»
Andrea la prese con forza misurata, le mani grandi sui fianchi. «Ti piace sentirmi tutto, vero? Dimmi quanto ti piace.»
«Da morire,» rispose lei tra un gemito e l’altro. «Più forte… voglio sentirti domani.»
Tristano si posizionò davanti a lei, offrendole il proprio sesso. Margherita lo accolse in bocca con voracità, alternando tra i due uomini.
Sabrina, ancora cavalcando Stefano con crescente frenesia, gettò la testa indietro. «Stefano… più profondo, amore. Voglio venire guardandoti negli occhi.»
Stefano la sosteneva, spingendo dal basso con passione profonda. «Ti amo così… selvaggia e mia. Vieni per me.»
Margherita raggiunse il primo orgasmo così: Andrea che la scopava con ritmo potente da dietro, Tristano che le teneva la testa mentre lei lo succhiava, Sabrina e Stefano che facevano l’amore accanto a loro. Il piacere la travolse come un’onda calda, facendola tremare e ridere di pura estasi.
«Sto venendo… cazzo, sto venendo!» gridò Margherita, il corpo scosso da spasmi.
Tristano le accarezzò il viso. «Brava, amore mio. Lasciati andare. Ti tengo io.»

I cambi continuarono fluidi. Tristano riprese Margherita, la sollevò contro la parete tiepida accanto al camino e la penetrò in piedi, le gambe di lei strette intorno ai suoi fianchi.
«Guardami,» le ordinò piano Tristano, scopandola con colpi profondi e lenti. «Dimmi chi è casa tua.»
«Tu,» rispose lei senza esitare, gli occhi negli occhi. «Sempre tu.»
Andrea si avvicinò, le infilò due dita tra le labbra. Sabrina si sdraiò sotto Margherita e le leccò il clitoride con dedizione.
«Leccami, Sabrina… sì, proprio lì,» mormorò Margherita, la voce spezzata dal piacere. «Mi fai impazzire.»
Sabrina alzò lo sguardo, sorridendo. «E tu fai impazzire me da anni.»
Stefano penetrò Sabrina da dietro con movimenti lunghi. «Siamo tutti qui per lei… ma soprattutto per noi,» sussurrò al suo orecchio.
Andrea possedette Margherita altre due volte, ogni volta con parole cariche di desiderio: «Più forte… fammi sentire quanto sei grosso» e «Così, brava… prendilo tutto». Sabrina e Stefano vissero il loro momento più intimo: lei seduta sul bordo del divano, lui in ginocchio che la leccava con devozione prima di penetrarla di nuovo.
Alla fine tutti si abbandonarono sul tappeto davanti al camino, nudi, lucidi di sudore, intrecciati in un groviglio caldo e appagato.
Andrea respirava con affanno, sorridendo a Margherita con gratitudine silenziosa. «Grazie… è stato incredibile.»
Sabrina, ancora stretta a Stefano, sussurrò: «Finalmente siamo stati noi, davanti a persone che ci capiscono.»
Margherita, accoccolata tra Tristano e Sabrina, rise piano, esausta e radiosa. «Era esattamente ciò che volevo.»
Tristano le accarezzò i capelli con tenerezza possessiva, stringendola forte contro di sé. «E noi siamo esattamente dove dobbiamo essere.»

Fuori l’inverno continuava a soffiare, ma dentro c’era solo calore, fiducia profonda e la quieta certezza di essere esattamente dove si doveva essere.

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