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Lui & Lei

Luna, piaceri senza fine: La festa di Marco


di Deb_one03
08.12.2025    |    588    |    0 8.0
"Un sorriso malizioso le attraversò il volto: intuì che stava per succedere qualcosa di diverso, qualcosa di esclusivo..."

Luna si svegliò lentamente, il sole che entrava dalle tende del suo appartamento le accarezzava il viso, e un brivido le corse lungo la schiena mentre ricordava il piacere della notte precedente. Il pensiero delle sue mani, dei brividi e del calore che aveva provato, le fece un piccolo sorriso malizioso.
Il telefono vibrò sul comodino. Era un messaggio del suo miglior amico Matteo:
Mat: “Ciao Luna, stasera c’è una festa per il compleanno di Marco, al bar sotto il suo appartamento. Vieni anche tu? Sarà divertente.”
Il cuore di Luna accelerò; la prospettiva di desiderio reale, di qualcuno che potesse finalmente accendere quella fiamma che le sue mani avevano appena sfiorato la sera precedente, la faceva bagnare al solo pensiero. La festa in quel momento era diventata un preludio perfetto, nel quale essere osservata, provocare e finalmente cedere alle sue voglie di quei giorni.
Mentre si preparava per il lavoro, Luna si ritrovava a toccarsi continuamente il corpo, immaginando la serata a venire. Durante la giornata, ogni cliente che le avrebbe sorriso in maniera troppo insistente, ogni mano che le avrebbe sfiorato la pelle, le avrebbe alimentato la fantasia di cosa sarebbe potuto succedere quella sera. Il brivido le percorreva la schiena, le cosce, le labbra, e l’eccitazione cresceva senza controllo fra le sue mutandine.
Durante il turno al bar, Luna era la solita brava barista, concentrata sul servizio e con un ottimo modo di porsi con i clienti, ma la mente continuava a vagare. Osservava i clienti e immaginava scenari proibiti: corpi che si avvicinano, mani che la toccano, baci rubati. Ogni sorriso, ogni sguardo, era un piccolo anticipo del piacere che stava per venire. Il desiderio era lì, pulsante, pronto a esplodere, e lei non vedeva l’ora di lasciare il lavoro e dirigersi verso la festa, dove finalmente avrebbe potuto trasformare quelle fantasie in realtà.
Luna finì il turno al bar, le gambe stanche ma il corpo ancora carico di tensione. Uscì e Matteo era lì, come promesso, ad aspettarla in macchina. Motore acceso, finestrino abbassato, lo sguardo fisso su di lei appena scese le scale.
Le provocazioni e i complimenti non si sprecarono appena Matteo vide l’outfit di Luna:
Mat: “Finalmente sei libera, porcellina,” disse appena la vide avvicinarsi, con un tono tra il divertito e il malizioso.
Mat: “Dimmi un po’, quanti cazzi vuoi prendere stasera?”
Luna sorrise, appoggiandosi sul sedile passeggero, le gambe leggermente incrociate. Indossava la sua gonna aderente che le modellava i fianchi e un top rosso che lasciava intravedere il seno pieno.
L: “E tu che ne dici, Matteo? Ti piacciono le ragazze che sanno divertirsi?” rispose provocante, senza sapere fino a che punto stava eccitando il suo amico.
Matteo sorrise, cercando di mantenere la calma. Infatti, lui non era attratto direttamente da Luna, almeno non nel senso classico, ma c’era qualcosa in lei che lo consumava: le storie che Luna gli raccontava, ogni volta che parlava delle sue esperienze con altri ragazzi, lo mandavano fuori di testa. Quando tornava a casa da solo, il pensiero di Luna che si lasciava prendere e scopare da altri lo eccitava fino a fargli perdere il controllo, e spesso si ritrovava a godere da solo, ripensando a ogni dettaglio dei racconti di Luna.
Luna, senza saperlo del tutto, sospettava che ci fosse qualcosa di più dietro quel sorriso teso e quegli occhi attenti. Forse intuiva che Matteo non era un semplice amico, che dietro la sua calma apparente si nascondeva un piccolo segreto, un brivido che poteva giocare a suo favore.
Mat: “Questa gonna ti sta da dio,” continuò Matteo, abbassando per un istante lo sguardo verso le cosce di Luna, poi tornando a fissarla negli occhi.
Mat: “Sembra che tu sappia esattamente cosa vuoi stasera…”
Luna rise piano, un suono dolce e malizioso. Non sapeva ancora che anche il suo amico era eccitato quanto lei a vederla presa da uno o più ragazzi, ma intuiva che dietro quel sorriso e quel tono c’era qualcosa che poteva provocare senza rischi, giocando con la sua malizia e la sua sicurezza.
Luna e Matteo arrivarono al bar dove si festeggiava il compleanno di Marco. Il locale era pieno, luci calde e musica che vibrava nelle pareti. Luna entrò davanti a Matteo, e già solo il modo in cui camminava attirò gli sguardi: la gonna aderente che le fasciava i fianchi, il top rosso che valorizzava il suo seno, il sorriso malizioso che prometteva guai.
L: “Buon compleanno, Marco!” disse, baciandolo sulla guancia.
Marco rise.
Mar: “Se il regalo sei tu vestita così… allora è il compleanno migliore della mia vita.”
Matteo rimase un passo indietro, cercando di sembrare tranquillo, ma dentro ribolliva. Sperava che da un momento all'altro Marco infilasse le mani sulle tette o sul culo di Luna, voleva che Marco, noto come un grande porco in città, la prendesse e la facesse sua davanti a lui, ma questa immaginazione finì ben presto.
Infatti, appena i saluti si conclusero, Luna scivolò sulla pista da ballo. La musica salì, e lei iniziò a muoversi come se il suo corpo fosse parte del ritmo: fianchi che oscillavano lentamente, poi più decisi, mani che sfioravano l’aria, sguardi lanciati con precisione chirurgica per far impazzire chi li riceveva.
Matteo ballava vicino, ma non troppo: abbastanza da proteggerla se serviva, abbastanza lontano da potersi godere lo spettacolo.
Luna attirò gli sguardi come una calamita. Non era guidata dall’alcol, infatti Luna era astemia, ma da un desiderio bruciante, una fame di cazzo che ormai non riusciva più a controllare.
Marco la notò subito dalla pista. Era il suo compleanno, ma la vera festa era lei. Si avvicinò con due dei suoi amici più stretti. I tre ragazzi si chiusero attorno a Luna come una gabbia, non una trappola… era un palco per Luna.
Marco si avvicinò al suo orecchio con un ghigno sporco:
Mar: “Muovi quel culo come sai fare, dai… guarda come ci fai diventare tutti matti.”
Luna sorrise, e senza dire una parola iniziò a ballare più provocante. Il suo corpo sfiorava quello di Marco, poi quello dell’amico alla sua destra, poi ancora l’altro, come se stesse scegliendo chi provocare di più. Un giro completo, poi di nuovo il bacino che ondeggiava davanti a Marco, che rideva eccitato.
Mar: “Brava… così,” ringhiò lui, volgare, diretto, completamente colpito da quella versione di Luna.
Mar: “Sei venuta qui per farci perdere la testa, vero?”
Luna non rispose, non ne aveva bisogno; sapeva che i suoi movimenti e i suoi sguardi erano una risposta a quella domanda.
Luna continuava a ballare nella loro “gabbia”, felice, accesa, viva. Marco e i suoi amici la guardavano come se fosse la cosa più bella della serata, e lei ricambiava muovendosi ancora più sensualmente, come se stesse scegliendo chi rendere pazzo per primo. La festa era al culmine, la pista da ballo piena, Luna circondata da Marco e dai suoi amici, tutti eccitati dai suoi movimenti e dalla sua energia provocante.
All’improvviso, Marco alzò una mano e la musica si spense. Gli altri invitati si fermarono, confusi. Alcuni sussurravano, chiedendosi cosa stesse succedendo, ma Marco li ignorò completamente. Lui sapeva esattamente cosa voleva adesso da quella serata, e la festa ormai era inutile.
Luna, leggermente sorpresa, incontrò lo sguardo di Marco. Un sorriso malizioso le attraversò il volto: intuì che stava per succedere qualcosa di diverso, qualcosa di esclusivo. Matteo rimase accanto a lei, cercando di non tradire l’eccitazione che le provocazioni e la situazione già gli stavano creando.
Quando tutti gli invitati furono mandati via, Marco si avvicinò a Luna.
Mar: “Vieni su con me e i miei ragazzi,” disse, diretto e volgare, senza lasciare spazio a dubbi.
Luna lo guardò con calma, il sorriso sulle labbra, e rispose con sicurezza:
L: “Va bene… ma c’è una condizione. Voglio che salga anche Matteo con noi.”
Marco si bloccò per un attimo, sorpreso dalla richiesta. Un leggero silenzio cadde nella stanza vuota, poi un ghigno volgare gli attraversò il volto.
Mar: “Davvero vuoi portare anche lui?” chiese, curioso e divertito.
L: “Certo,” replicò Luna, ferma, con lo sguardo fisso e sicuro.
L: “Se devo divertirmi con me, voglio che chi conta davvero per me stia qui a vedere… anche se da spettatore.”
Marco esitò per un istante, valutando la situazione. Poi scoppiò in una risata gutturale e, con un cenno dei due amici, annuì:
Mar: “Va bene… che sia così.”
Luna strinse leggermente la mano di Matteo. Lui respirò più forte, una miscela di titubanza ed eccitazione che gli faceva tremare lo stomaco. Sapeva che quella serata avrebbe superato qualsiasi fantasia mentale. E Luna, con un sorriso malizioso, condusse entrambi verso le scale, pronta a vivere la prossima parte della notte… e a controllare ogni momento della situazione.
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