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Lui & Lei

Notte a Carberry Tower


di LustfulGame
26.10.2026    |    90    |    0 8.0
"Non aveva mai provato una sensazione simile con i suoi precedenti amanti, le sembrava d'impazzire..."
Sabrina aveva deciso di partire ugualmente. Nonostante Monica si fosse tirata indietro all'ultimo minuto per colpa del marito, aveva comunque scelto di andare. Desiderava tantissimo fare il tour della Scozia e nulla l'avrebbe potuta fermare.
Ora, dopo quattordici giorni in giro per le Highlands, si era fermata in uno dei tanti castelli adibiti ad alberghi nei dintorni di Edimburgo, una posizione abbastanza comoda da cui avrebbe potuto raggiungere l'aeroporto il giorno dopo.
Entrò nella Tower Mansion prescelta. Un luogo da favola, circondato da un'ampia tenuta boschiva. Dovette percorrere qualche chilometro prima di poter fermare l'auto nell'area adibita a parcheggio accanto all'edificio centrale.
Varcata la soglia dell'antica magione fu come tornare indietro nel tempo.
Un ampio scalone in marmo e mogano sorvegliato da due armature rinascimentali nasceva da dietro il bancone della reception per svilupparsi in tutta la sua maestosità in direzione delle camere.
Sabrina fece il check-in e si diresse verso la sua stanza. Era stata fortunata e le avevano assegnato un upgrade alla suite Mary Stewart. La camera era spaziosa e trasudava storia in ogni angolo. Gli antichi mobili in ebano rendevano l'ambiente, come il resto del castello, splendido, inquietante, tetro ma allo stesso tempo incredibilmente seducente. L'intero edificio trasudava di un sentore spettrale e malinconico; il clima autunnale, la leggera bruma e le prime luci della sera che filtravano distorte dalle antiche vetrate smerigliate colpivano il cuore di Sabrina come un frutto proibito, un desiderio impalpabile, indefinito ma forte e pulsante. Era come essere caduti direttamente in un quadro di William Turner, in cui luci ed ombre, passione e desolazione si fondevano insieme creando contorni indistinguibili tra realtà e visione.
Estremamente affascinata, la ragazza uscì il prima possibile dalla stanza per esplorare le varie ali della dimora. Percorrendo i corridoi scricchiolanti raggiunse, inconsapevolmente, la biblioteca, trovandosi di fronte una sala le cui pareti erano letteralmente ricoperte da antichi scaffali su cui riposavano centinaia di tomi e volumi. Incuriosita si diresse verso una sezione in modo casuale cominciando a spulciare i titoli:
"Ghosts of Scotland"
"Tales of fairy and folklore of the Highlands"
"Haunted castles"...
"Immagino che qui potrá di certo trovare ciò che cerca..."
Una voce alle sue spalle la fece trasalire ripiombandola nella realtà. Si girò, incrociando gli occhi scuri di uno sconosciuto. Più alto di lei di almeno una ventina di centimetri, moro con i capelli lunghi raccolti ed una cortissima barba perfettamente curata.
Non rispose continuando a fissarlo.
"Mi scusi, non volevo essere indiscreto, stava sussurrando nel consultare i libri..."
Sabrina ripiombò in sé articolando una risposta
"Si...in effetti sono incuriosita, mi piacerebbe avere un'esperienza... vorrei crederci insomma..."
L'uomo sorrise, non era britannico e parlava con un leggero indefinibile accento
"...in che senso potrei trovare quello che cerco? " Continuò Sabrina
"La leggenda vuole che qui, in questo castello, dimori il fantasma di una bambino morto circa cinquecento anni fa nel lago della tenuta "
La ragazza provò un brivido lungo la schiena non riuscendo a distinguere se fosse solo suggestione oppure il carisma dell' individuo.
"Continui per favore " rispose ipnotizzata
L'uomo sorrise "perdoni se non mi sono presentato, mi chiamo Alexander"
"Piacere Sabrina..."
"Il piacere è tutto mio" rispose sfiorandole la mano con le labbra in un gesto da galateo di un altro secolo.
"Posso offrirle da bere?" Aggiunse
"Si... volentieri...grazie "
Alexander si allontanò per procedere all'ordinazione. Sabrina rimase da sola qualche attimo nella biblioteca non sapendo bene cosa fare. Si sedette in una delle grandi poltrone in cuoio martellato in attesa, lasciando scivolare i lunghi capelli castani sulle spalle.
Nella sua mente cominciarono a vorticare mille pensieri. Era affascinata dall'uomo, dai suoi abiti, ipnotizzata dalla camicia scura lasciata aperta per due bottoni da cui traspariva una sottile catenina d'argento. Cominciò a fantasticare,Il suo istinto più profondo era solo quello di slacciare ancora di più quell' indumento e perdersi nei meandri inesplorati di quel corpo statuario.
Pensieri lussuriosi cominciarono a vagare nella sua mente ed osservò il proprio look. Un semplice paio di jeans ed un maglione, non si aspettava di certo un'uscita elegante. Sarebbe stata abbastanza attraente? Avrebbe stuzzicato gli stessi pensieri in lui? E se fosse solo gentilezza? Decise di smettere di pensare , non cercava l'amore e di certo non era una che si sarebbe concessa al primo bel tenebroso di passaggio , quindi il problema non si sarebbe posto.
Alexander non tardò molto e si accomodò sulla poltrona accanto a quella di Sabrina.
"Le ho ordinato un calice di Syrah, spero le piaccia"
"Si è perfetto grazie!" ribattè vagamente turbata dal fatto che avesse già colto i suoi gusti
"Allora, dicevamo in merito al fantasma?" Cercò di riportare la discussione all'argomento iniziale scansado la lussuria che inaspettatamente si insinuava dentro di lei
"Naturalmente..." sorrise lui
"La leggenda trae origine dalla morte misteriosa del giovane Duca nel 1498..."
Il racconto venne interrotto dall'arrivo del cameriere con i drinks
Alexander alzò lievemente il basso bicchiere dal colore ambrato esclamando " beh, alle storie di fantasmi allora!"
"Ai fantasmi! " Fece eco Sabrina sollevando il calice rosso scuro.
Alex riprese il racconto scendendo nel particolare di ogni dettaglio di quella Ghost story. Sabrina era affascinata dai modi di fare di quell'uomo misterioso, dal parlare, dagli abiti e dal profumo che indossava: un leggero sentore di incenso, legni e vaniglia che la spingeva a volersi avvicinare ogni minuto di più alla sua pelle vagamente abbronzata.
La serata continuò tra risate, buon cibo e qualche bicchiere di troppo, cosa che fece barcollare la ragazza nel tentativo di alzarsi dalla sedia.
"Se permetti ti accompagno alla tua stanza" le disse l'uomo
"Si ... forse è meglio..ti ringrazio" sorrise
Camminarono lungo gli antichi corridoi fino a raggiungere la suite, Alexander le aprì la porta e la fece entrare.
"È stata una bella serata, ti auguro buonanotte allora..."
Lei lo guardò negli occhi, irretita. Non voleva che se ne andasse "Grazie, buonanotte anche a te..."
Si scrutarono l'uno nell'altra per un attimo infinito. L' uomo capì che lei lo desiderava, glielo poteva leggere nello sguardo. Con estrema delicatezza e determinazione le passò la mano destra nei lunghi capelli castani fino ad afferrarla lateralmente per la nuca.
lei non voleva, avrebbe voluto fuggire e divincolarsi dalla sua presa, ma allo contempo perdersi in quelle pupille nere come l'infinito, non potè fare a meno di cedere al desiderio di farsi possedere da quell' individuo il cui fascino tenebroso e misterioso sembravano provenire da un' altra epoca.
Le sorrise ed avvicinò le labbra alle sue.
Il bacio fu profondo, un'esplosione di passione che non attendeva altro che uscire. Le lingue s'intrecciarono ripetutamente, Sabrina ingoiò la saliva gemendo leggermente. Voleva accoglierlo dentro di sé, sentirlo suo.
Alexander si spostò dalla bocca scendendo lungo il collo mentre spogliava la donna che fremeva scossa da brividi di piacere. Gettato il maglione al suolo le scoprí i piccoli seni con un unico gesto posando, al contempo, la calda ligua sui capezzoli già turgidi della ragazza.
Erano ancora in piedi all'ingresso ma il fuoco travolgente dell'uomo l'aveva quasi spinta all'orgasmo. Sentiva i suoi umori scendere copiosi lungo le pareti intime e la vagina pulsare di desiderio. Lo voleva disperatamente. Gli passò dolcemente le mani nei lunghi capelli neri sciogliendoli e scostandolo leggermente dal suo seno, quel tanto per sbottonargli lentamente la camicia. Aveva atteso quell'attimo per tutta la serata, fece scivolare lentamente l'indumento scoprendone le muscolose spalle ed il petto glabro ammirandone la tonicità. Sfiorando ogni singolo centimetro di quella pelle liscia, la donna, continuò a spogliarlo slacciando i pantaloni mentre le loro lingue si univano di nuovo in un'orgiastica danza bagnata.
In un attimo Sabrina fu in ginocchio di fronte al suo uomo con il viso appoggiato al possente membro già turgido contenuto a stento dagli attillati boxer neri.
Fermandosi solo una frazione di secondo per pregustare l' attimo in cui l'avrebbe sentito varcare le porte della sua intimità divenendo completamente preda della lussuria, con indecorosa decisione gli abbassò l'intimo lasciando prorompere l'agognato membro in tutta la sua erezione .
Nel suo passato c'erano stati solo altri due uomini prima di lui ed entrambi non erano paragonabili alla bellezza ed alle dimensioni dell'amante che le si stagliava di fronte. Passò,avida, la lingua sui testicoli per poi salire lungo l'asta percependone le grosse vene ed inghiottendo la cappella pulsante in un unico movimento. Non era una ragazza facile, non si capacitava di come potesse essersi ritrovata lì, in ginocchio a spompinare uno sconosciuto ma la cosa la faceva impazzire di desiderio e piacere, si sentiva preda e caccciatrice, al contempo troia ed amante, schiava d'un incantesimo sconosciuto. Continuò.
Alexander era in sua balìa, la testa ribaltata all'indietro, ansimava. Quella donna lo stava portando all'apice e cercò di distrarsi, non voleva venire.Non ancora.
La afferró dolcemente per il viso spostandosi leggermente
"basta così" disse e la alzò per poterla baciare.
Sabrina percepì le forti braccia stringerla in un abbraccio appassionato ed un momento dopo girarla faccia al muro dell'atrio della suite. Sentī le dita lisce del suo amante scendere verso il monte di venere, farsi strada lungo la sottile striscia di pelo e raggiungere la clitorde giá gonfia.
Fu un'esplosione di godimento, mentre i polpastrelli ne saggiavano abilmente la zona erogena sentí la vagina riempirsi del grosso pene turgido dell'uomo, Era bagnatissima ed Alexander scivolò dentro di lei con facilità facendole mancare il fiato.
Sabrina era bloccata tra le spinte del suo amante e la parete. Sentiva quel cazzo duro e possente riempirla ritmicamente facendole esplodere il cervello in un turbinio d'emozioni.
Urlando di piacere sfogò in un orgasmo indescrivibile. I suoi stessi fluidi le bagnarono le cosce,colando sulle caviglie per terminare la loro corsa al suolo. Non aveva mai provato una sensazione simile con i suoi precedenti amanti, le sembrava d'impazzire.
Ancora prenda degli ultimi spasmi, le gambe ormai molli, si lasciò girare di nuovo e sollevare di peso da Alexander, per poi ritrovarsi con la schiena sul letto,ormai esausta, ad ammirare quel corpo divino, che l'aveva sfinita di godimento, in piedi di fronte a lei, con l'erezione interamente ricoperta dei suoi liquidi vaginali a tratti lattiginosi.
Alexander osservava l'esile corpo nudo ed ansimante della sua amante inerme sul quel talamo, i capelli castani distesi lungo le lenzuola, le curve definite ed i piccoli seni. Aveva adorato sentirla godere in quel modo e ne voleva ancora. "Mi piace come godi, voglio sentirti ancora" glielo disse.
"Sí..." La giovane non riuscì a terminare la frase interrotta dalla lingua di lui tuffatasi appieno nella sua più intima femminilità.
Sabrina respirò sempre più forte inarcando la schiena ed esplodendo di nuovo in una meravigliosa estasi sensoriale .
Con gli occhi serrati ed ancora in ostaggio delle ultime contrazioni orgasmiche percepì la sua vulva riempirsi improvvisamente del duro membro dell'uomo, avvolgendolo completamente.
Alexander la stava scopando affondando ripetutamente la sua virilità dentro di lei. Le grida di piacere femminile si sommarono ai sospiri ed ai mugugni di lui. La scopò il più possibile ma non volle più trattenersi, raggiunto il climax sfilò il pene continuando gli ultimi movimenti con la mano. Fu un'esplosione di liquido seminale, tutta la sua essenza fluì sul corpo di lei. I primi schizzi la colpirono direttamente sul viso, per poi affievolirsi lentamente e formare un piccola pozza di sperma sul ventre della giovane donna.
"Nessuno mi ha mai scopata così" sospirò Sabrina. Lo pensava davvero.
Lo disse raccogliendo con l'indice ed il medio lo sperma dalla guancia portandolo sulla lingua. Continuò a ripulirsi il viso fissando Alexander con sguardo malizioso ancora schiava di quella malía che non smetteva di possederla
"Sei fantastica".
"Tu lo sei! Bellissimo e fantastico"
Sorrisero prima di accasciarsi l'una nelle braccia dell'altro per riprendere con rinnovato ardore.
Al mattino Sabrina aprì gli occhi , allungò il braccio sinistro alla ricerca del suo uomo trovando solo il letto vuoto.
Si rigirò supina avvertendo la pelle dei seni e della pancia tirare a causa del seme ormai secco. La cosa la eccitò imbarazzandola vagamente. Non poteva non darsi della stupida pur essendone pienamente appagata. Non si era mai comportata in quel modo, non era una ragazza facile , non capiva bene cosa fosse successo ma non riusciva a sentirsi in colpa, il solo ricordo della notte appena passata la faceva ancora bagnare. Se il suo ex lo avesse saputo sarebbe impazzito dalla gelosia! Nel ridere, immaginando la precedente storia, avvertì ancora un leggero sentore di Alex in bocca. Le piacque. Avrebbe voluto trovarlo di nuovo accanto a lei per riprovare le stesse emozioni, ma non poté fare altro che levarsi di dosso il pensiero e dirigersi verso la doccia.
Scendendo dal letto notò una nota scritta a mano sul blocco Notes fornito dall'Hotel
-Sabrina, perdonami se non ho potuto attendere che ti svegliassi, il mio aereo per New York non mi avrebbe aspettato. Non temere, mi farò perdonare.
Alexander -
La donna, ancora intontita, non seppe bene cosa pensare. Sentiva un vuoto dentro, desiderava rivederlo ma non conosceva nulla di luì. Nessun riferimento, nessun contatto, nulla se non il ricordo della nottata precedente. Si diede della stupida.

Sabrina osservava non curante la città di Milano scorrere velocemente dal finestrino del taxi che la stava riportando a casa, la mente ancora in Scozia ed all'amante sconosciuto che le aveva donato gioie inesplorate. Sospirò.
Il telefono che teneva in mano distrattamente cominciò a suonare, lo guardò vedendo un nuovo numero. Lo schermo indicava la provenienza da New York.
Ci mise un attimo a collegare il tutto, poi sorrise.

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