Lui & Lei
ORMEGGIO BOLLENTE
18.05.2025 |
76 |
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"Giulia urlò di piacere, spingendo i fianchi all’indietro per sentirlo più dentro..."
TITOLO: “Ormeggio Bollente”Il sole stava calando sulla marina, dorando gli scafi degli yacht ormeggiati e incendiando il cielo di riflessi aranciati. Il vento leggero accarezzava le corde tese tra i moli, e l’odore salmastro si mescolava al profumo di pelle abbronzata. La giornata di lavoro al cantiere nautico era finita, ma alcuni colleghi erano rimasti per sistemare una delle barche più lussuose.
Eravamo rimasti in tre: io , tecnico di bordo; Giulia, responsabile della logistica; e Marco, il direttore operativo. La scusa era un controllo agli impianti prima della consegna al cliente, ma l’atmosfera tra loro era carica da settimane. Occhi, sguardi trattenuti, battute ambigue. E quella sera, complici l’alcool e il silenzio dorato della marina, qualcosa stava per rompersi.
Giulia era salita a bordo per ultima. Indossava un pantaloncino di jeans che lasciava poco all’immaginazione e una canottiera bianca senza reggiseno. Marco l’aveva seguita con una bottiglia di prosecco in mano. io ero già seduto nel salone interno, con la musica bassa in sottofondo e il viso acceso da un sorriso che sapeva esattamente dove stava andando a parare.
«Bella questa barca, eh?» disse Giulia, mentre mi si avvicinava lentamente.
Marco chiuse la porta scorrevole dietro di sé, lasciando fuori il rumore del mondo. «Non è l’unica cosa bella qui dentro.»
Giulia si voltò verso di lui, lo sguardo diretto, sfidante. «Davvero?»
In un attimo Marco si avvicinò e la baciò. Un bacio deciso, affamato, che Giulia ricambiò senza esitazioni. Le mani di lui scivolarono sotto la canottiera, stringendo i seni nudi e duri sotto le dita. Lei gemette appena, poi si voltò verso di me , che nel frattempo mi ero alzato , eccitato e incredulo.
«E tu? Guardi soltanto?» chiese lei, mentre già si stava slacciando i pantaloncini.
Mi avvicinai da dietro, le sfilai lentamente gli shorts, facendoli scivolare sulle cosce lisce, poi le infilai una mano tra le gambe. «Bagnata come una marea montante,» sussurrò.
Marco si era già spogliato. Il suo sesso duro e pulsante premeva contro la pelle di Giulia mentre le succhiava il collo. Lei si piegò in avanti, appoggiandosi al tavolo di mogano lucido del salone, offrendomi il suo corpo che, inginocchiato dietro di lei, la stavo leccando con foga. La lingua entrava tra le labbra calde e gonfie, salendo fino al clitoride che ormai pulsava. Le mani le stringevano i glutei, aprendola, gustandola come un frutto maturo.
«Fammi tua, adesso,» ansimò lei, tremando.
mi alzai , mi libero dei jeans e la penetro con un colpo deciso, profondo. Giulia urlò di piacere, spingendo i fianchi all’indietro per sentirlo più dentro. Marco, davanti a lei, si faceva accarezzare, la guardava con lussuria, poi glielo mise in bocca. Lei lo prese senza esitazione, affamata, mentre continuavo a scoparla con forza crescente.
I colpi si facevano più violenti, il rumore della carne contro carne rimbombava nella cabina, misto ai gemiti, ai sospiri, al rumore umido delle labbra occupate. Marco le afferrava i capelli, spingendo con forza, mentre Giulia gemeva soffocata dal piacere.
Dopo pochi minuti, Marco esplose nella sua bocca. Lei non si fermò, lo succhiò fino all’ultima goccia, godendo del sapore salato e dell’autorità che aveva preso su di lui. Poi si voltò, prendendomi per il collo e baciandolo con violenza.
«Mi i sdraiai sul divano, Giulia si mise sopra , abbassandosi lentamente sul mio sesso ancora duro, cavalcandolo con lentezza, poi sempre più veloce, mentre Marco si posizionava dietro di lei, spingendosi piano nel suo secondo ingresso. Giulia urlò di piacere, il corpo scosso da brividi, sentendosi piena, invasa, posseduta completamente.
Ci muovevamo in sincronia spingendo alternati, facendola vibrare tra noi , in un crescendo che sembrava non finire mai. Finché, tremando, Giulia venne con violenza, il corpo scosso da spasmi profondi. Anche noi la seguiamo , uno dentro, uno fuori, schizzando il seme su pelle, seni e ventre.
«Domani controllo impianti anche sull’altro yacht,» disse Giulia, con un sorriso malizioso. «Chi viene con me?»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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