Prime Esperienze
" Il rosso della cantina "
04.06.2025 |
97 |
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"Rimanemmo così, appoggiati al tavolo, sudati, nudi, col profumo del vino e del sesso nell’aria..."
"Il rosso della cantina"Era un sabato pomeriggio caldo, l’aria profumava di campagna e di uva matura. Guidai lungo la strada sterrata che portava alla cantina " nome omesso onde evitare di risalire al luogo del peccato " produttore locale di vini che mi avevano consigliato.
Avevo bisogno di una cassa di rosso per una cena con amici. Nulla di più. O almeno, così pensavo.
Parcheggiai davanti alla struttura in pietra chiara, immersa tra i filari. Bussai alla porta aperta.
«C’è nessuno?»
«Arrivo subito!» rispose una voce femminile dall’interno.
Poi la vidi: uscì da dietro una botte enorme, vestita con una tuta da lavoro slacciata fino alla vita, sotto solo una canottiera bianca attillata. Capelli castani raccolti, pelle dorata dal sole.
«Ciao, sono Elisa. Posso aiutarti?»
«Piacere, cercavo un buon rosso da tavola. Mi hanno detto che i vostri sono eccezionali.»
Mi sorrise e si avvicinò, asciugandosi le mani su uno straccio. «Hai tempo? Ti faccio assaggiare qualcosa.»
Mi condusse nella zona degustazione, un tavolo in legno grezzo, luce bassa, scaffali pieni di bottiglie.
Aprì una bottiglia e versò in due calici. «Questo è il nostro rosso barricato. Profondo, intenso. Un po’ come me.»
Sorrisi, imbarazzato. Il vino era ottimo, ma i miei occhi continuavano a cadere sulla sua bocca, sulle curve sotto quella canottiera umida. Lei se ne accorse.
«Ti piace il vino… o qualcos’altro?» chiese, maliziosa.
«Entrambi, direi.» risposi, con un filo di voce.
Elisa si avvicinò, con un movimento lento e sicuro. Mi tolse il calice di mano e lo posò. Poi mi afferrò per la maglietta e mi spinse dolcemente contro la parete di legno. I suoi occhi brillavano.
«Sai, mi eccita l’idea di essere desiderata… mentre lavoro qui, sudata, sporca d’uva…»
La sua mano scivolò sul mio petto, poi giù, fino alla cintura. Mi baciò con foga, la lingua subito dentro la mia bocca, il bacino che iniziava a muoversi contro il mio.
«Sei duro già così? Neanche ti ho toccato bene…»
Mi slacciò i pantaloni e fece scivolare la mano dentro. Il contatto della sua pelle calda sulla mia eccitazione fu come una scossa.
«Siediti sul tavolo. Ora voglio assaggiare io qualcosa.»
Obbedii. Lei si inginocchiò davanti a me, tirandomi giù i pantaloni. Il suo sguardo non lasciava il mio mentre mi prendeva in bocca, lentamente. La lingua era esperta, calda, bagnata. Giocava, succhiava, le mani sulle mie cosce.
Gemetti. Era bravissima, e sembrava godersi ogni secondo. Si fermò all’improvviso, mi baciò l’interno coscia, poi si alzò e si girò.
Sfilò lentamente la tuta, lasciandola cadere a terra. Non portava mutandine. La canottiera salì insieme al suo corpo, mostrando la schiena nuda, il sedere perfetto, sodo.
«Ora voglio sentire se sei buono come il vino.»
Si piegò sul tavolo, allargando le gambe. La vista era ipnotica. Mi alzai, mi posizionai dietro di lei, la presi per i fianchi e la penetrai lentamente, godendo del calore che mi avvolgeva.
Lei gemette, si aggrappò al bordo del tavolo. Io iniziai a muovermi, lento all’inizio, poi più deciso, mentre le sue mani battevano sul legno e il suo corpo tremava.
«Sì… così… fammelo bene… voglio sentirti tutto dentro…»
Le spinte si fecero più forti. Il rumore del sesso rimbombava nella cantina. La sua voce si alzava, ansimante, eccitata.
La presi per i capelli, tirandola dolcemente indietro. La sua schiena si arcuò, e venne con un urlo soffocato, il corpo che pulsava intorno al mio. Pochi secondi dopo, esplosi anche io, affondando dentro di lei, con un gemito lungo.
Rimanemmo così, appoggiati al tavolo, sudati, nudi, col profumo del vino e del sesso nell’aria.
Lei si voltò, sorridendo. «Ti preparo comunque una cassa… ma questa degustazione non la trovi scritta sul listino.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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