Sera di mare
andreacrispi
Cammina lentamente avvolta dal buio, accarezzata dalla brezza leggera che le scivola fra i capelli, dal suono della risacca delle onde che si infrangono sulla battigia, dal profumo del mare, dal sapore del sale.
Lampi di spuma si mostrano e si nascondono alla sua vista, cosi come le immagini dei suoi giorni passati fanno capolino nella sua mente affollata di ricordi e di pensieri che si rincorrono in modo confuso e caotico dentro di lei; lampi di spuma che si infrangono sulla battigia, confine tra il finito della terra e l’infinito del mare, divenendo un gioco per il suo sguardo di giovane e misteriosa ragazza, una traccia di sentiero labile e in continuo movimento come la strada della sua vita, misteriosa e mutevole proprio come lei in questa sera di mare.
Avanza nel buio guidata dalla luna, guidata dai lampi di spuma alla ricerca di una risposta ai suoi dubbi di ragazza che sta crescendo, alla ricerca di se stessa, alla ricerca della donna che sogna di diventare, ma che è ancora intrappolata per mille ragioni in quell’essere adolescente in crescita.
Cammina avvolta nel buio oltre le rocce che quasi si tuffano nel mare, interrompendo la sottile linea di spiaggia percorsa in quella magica e misteriosa notte, che l’ha portata ad allontanarsi dal resto degli amici che festeggiano il ferragosto ai bordi della radura che costeggia la spiaggia con le chitarre, le birre, qualche sigaretta e tanta voglia di baciare.
Oltre le rocce un bagliore lontano interrompe l’oscurità della notte, il bagliore di un fuoco alimentato da una catasta di legno secco posta sulla sabbia, lingue di fuoco si scagliano nell’oscurità della notte danzando al vento portando fino a lei il profumo selvatico del legno che arde, mentre avanza verso il fuoco avvolta dall’oscurità non più interrotta dalla luna ormai tramontata oltre il promontorio.
Il calore del fuoco crepitante l’accoglie piacevolmente, sciogliendo l’umidità della notte che ha sulla pelle e tra i capelli scomposti dalla brezza leggera che rinfresca la calda notte d’estate.
La ragazza intravede una figura seduta accanto al fuoco cogliendone appena, attraverso i bagliori della fiamma, solamente alcuni tratti del viso e del corpo che per il resto si confonde nel oscurità della notte; si avvicina e siede accanto al fuoco, che si frappone cosi fra lei e la misteriosa figura di uomo che viene da lontano, giunto anche lui per caso, passeggiando nel buio accompagnato dai suoi pensieri e dai suoi dubbi.
Il fuoco è tra loro, asciuga i corpi dall’umidità della notte, scalda i cuori da talune fredde incomprensioni delle persone che li circondano nelle loro rispettive vite cosi distanti fra loro, ma per certi aspetti cosi simili, accende in loro la rispettiva curiosità per l’altra ombra che il caso ha portato li accanto, mentre nella notte oscura risuonano le parole, i discorsi, le confessioni che i due si scambiano sciogliendo piano piano la diffidenza reciproca che istintivamente provano verso chi non si conosce e i dubbi che li avvolgono in quella misteriosa notte.
Il fuoco che li ha attratti, facendo incrociare i loro sguardi protetti dal buio della notte, ne illumina le guance dei loro visi con lame di luce sempre mutevoli; il bagliore della fiamma aiuta entrambi a immaginare il corpo dell’altra misteriosa figura protetta dal cotone leggero che lo ricopre, figura che il caso ha portato a sedersi accanto in quella misteriosa e quasi magica notte, il fuoco ponendosi tra loro ha reso impossibile lo sfiorare dei corpi la congiunzione delle mani che giocano con la sabbia umida, disegnando figure impossibili mentre le anime danzano avvolgendosi in un caldo abbraccio come le lingue di fuoco che li riscaldano; la danza delle parole, dei pensieri, delle confessioni si protrae fino al sorgere del sole sull’orizzonte dove il mare si fonde col cielo.
La lunga notte volge al termine ponendo fine alla misteriosa relazione tra le due figure, resa possibile dalla presenza del fuoco che li unisce spiritualmente ma li divide fisicamente; ombre di corpi che mai avrebbero potuto incontrarsi per la lontananza dei luoghi delle loro vite, per la differente età e per mille altri motivi facilmente immaginabili nella logica del giorno, ma ignorabili nella magia della notte illuminata da quel fuoco misterioso e affascinante.
Lentamente all’inizio, poi sempre più rapidamente la luce torna padrona dell’orizzonte, i contorni si fanno più nitidi come le voci degli amici della ragazza che urlano nel vento il suo nome, il fuoco perde il suo vigore e scompare lentamente come la misteriosa figura d’uomo che le è stato accanto in questa strana notte, figura che la ragazza ha sfiorato, imparato a conoscere nei suoi pregi nei suoi difetti, ma mai toccato perché quel misterioso fuoco che ha unito le loro anime ne ha diviso inesorabilmente i corpi.
La luce del giorno ha ormai invaso la spiaggia, riporta il corpo della giovane donna a quello del suo amato ragazzo, che per mano guardandola con amore misto a rimprovero e curiosità per la misteriosa assenza, la riporta ai suoi amici, alle loro chitarre, alle loro birre, alle sue amiche desiderose di capire le ragioni di quella misteriosa e solitaria passeggiata notturna, amiche a cui non lesina di raccontare le particolari sensazioni provate nella notte, serbando però come un dono prezioso quel misterioso incontro accanto al fuoco, incontro che nessuno comprenderebbe, perché la logica della luce del giorno giudica impossibile ciò che il buio e mistero della notte rendono invece possibile.
Il sole è ormai allo zenit, il ragazzo quasi per recuperare il tempo perduto nella notte, le porge la mano, la attrae a se e con un dolcissimo abbraccio, la solleva dalla sua pigra inerzia portandola a ripercorrere quello stesso tragitto compiuto nell’incertezza del buio la notte precedente; i due giovani camminano abbracciati lungo la battigia coperti solo dai loro costumi, accarezzati dalla brezza ed avvolti dal profumo di sale che si deposita sulla pelle portato dalle goccioline di spuma delle onde che si infrangono sulla battigia, parlano ridono giocano, come solo due giovani innamorati sanno e possono fare, mentre quasi senza accorgersi incontrano un'altra coppia di mezza età anch’essa unita da mani che si toccano, parole discorsi sorrisi; le quattro figure in cammino sul limitare del mare si avvicinano sempre più, figure appunto lontane come età provenienza esperienza, che i nitidi contorni della luce solare rendono ancora più distanti e incompatibili fra loro.
Eppure per un attimo, solamente per un attimo per un fortuito caso, o una misteriosa coincidenza la giovane figura femminile e la matura figura maschile incrociano i loro sguardi, si riconoscono e accennano un sorriso che non viene percepito dai compagni di vita; in pochi ma intensissimi attimi ripercorrono nelle loro menti la notte appena trascorsa, che li ha portati ad essere uniti in un incontro unico ed irripetibile che serberanno per sempre nel loro cuore, che aiuterà loro ad affrontare con più gioia, più serenità più amore la lunga strada della vita che li attende accanto ai loro compagni di vita, che nulla sapranno mai di quanto accadde quella misteriosa notte, ma ne godranno inconsapevoli i frutti che quel magico incontro ha generato nell’animo delle due figure.
Un attimo, è stato un attimo, solamente un attimo; le due coppie si incrociano, continuando ciascuna per la propria strada seguendo in due direzioni opposte la curva che la spiaggia disegna nella baia, la curva che la vita disegnerà nel loro futuro.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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