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Lui & Lei

UNA LEONESSA (Parte seconda)


di LupoBianco100
29.01.2015    |    2.839    |    0 9.6
"Rallento, continuando a muovermi più dolcemente dentro di lei mentre è scossa dal primo orgasmo, le gambe incrociate dietro i miei fianchi e le braccia che mi stringono con forza, poi mi libero..."
Nein, nicht hier! Me lo dice con un filo di voce, è eccitata quanto me, ma ha ragione: no, non qui, non possiamo continuare, stiamo per perdere il controllo e tra poco cominceremo a fare l'amore davanti a tutti... non possiamo, sento risatine, qualcuno si è accorto di noi e ci sta guardando.
Mi volto e vedo Claudia, una bella diciottenne che ho soprannominato “tette di cemento” per i suoi piccoli seni sodi e non ancora abbronzati che mi guarda tra l'imbarazzato e l'immusonito: mi ero accorto nei giorni scorsi che mi guardava con interesse, forse le piacerebbe essere al posto di Christina in questo momento, ma il suo ragazzo la marca stretta!
La tedesca si alza, mi fa cenno di seguirla e si tuffa in acqua: abbiamo bisogno tutti e due di rinfrescarci, eravamo eccitati al massimo. A gesti e arrangiandomi con un po' di tedesco (Abend? Um zehn? Hier? ) riesco a prendere appuntamento per la sera alle dieci nello stesso posto: giochiamo un po' ad accarezzarci in acqua ma quando da dietro le prendo in mano i seni e le faccio sentire tra le natiche la mia erezione si svincola gentilmente; con due bracciate è a riva e mentre sale sugli scogli si gira e mi lancia un “ciao!” di gola che mi fa passare per il corpo una scossa elettrica... aspettiamo stasera!
E' notte, sono le dieci e sto aspettando da diversi minuti, non ce l'ho fatta a aspettare fino all'ora fissata e sono sceso prima sugli scogli: verrà o mi darà buca? Dopo quello che abbiamo combinato oggi mi pare impossibile, ma d'altra parte mentre la accarezzavo riuscivo appena a credere a quello che stava accadendo...
Un passo si avvicina, qualcuno sta scendendo dal campeggio, è lei! Ma come si è vestita? Ha addosso un camicione lungo fino ai piedi, non lo so ancora ma imparerò a conoscerlo quel camicione nei prossimi giorni. Le vado incontro, ci abbracciamo, la sua stretta è forte quanto la mia e aderisce con tutto il suo corpo: non posso più aspettare, la guido dove ho steso una stuoia con sopra il mio telo da mare e la prendo di nuovo tra le braccia. Mentre la bacio, le mie mani corrono dappertutto, sento i suoi seni attraverso la stoffa, i fianchi, scendo sulle cosce; anche le sue non restano inoperose, si infilano sotto la mia maglietta e me la tolgono, sciolgono il laccio dei miei short: una contorsione e sono nudo di fronte a lei.
Christina sorride maliziosamente davanti alla mia erezione, ma prima che possa fare qualcosa afferro l'orlo del camicione e glielo sfilo, sotto è completamente nuda e i nostri corpi si attaccano immediatamente l'uno all'altro; mentre le stringo il culo con le mani sono con la bocca sui suoi seni, lecco prima un capezzolo e poi l'altro, li mordicchio dolcemente e sento le sue gambe cedere, si abbassa ed è inginocchiata davanti a me. Ora tocca a lei afferrarmi il culo con entrambe le mani mentre comincia a leccarmi il cazzo, percorre tutta l'asta con le labbra e la lingua e poi lo succhia andando su e giù, la sua bocca è una vagina infuocata e sento un brivido di piacere percorrermi la spina.
Non posso continuare così, se va avanti con questo meraviglioso pompino tra poco le vengo in bocca e invece voglio scoparla: mi tiro indietro, e prendendola per la mano la guido verso il telo da mare che ho steso; non si fa pregare, si stende e sorridendo mi tende le braccia.
Sono steso sopra di lei, le nostre bocche sono incollate e le lingue si intrecciano mentre le mani percorrono libere i nostri corpi e devo reprimere l'impulso di penetrarla subito: voglio che queste sensazioni durino il più possibile!
La mia bocca ora è sui suoi seni, prima un capezzolo e poi l'altro sono accarezzati dalla lingua, li mordicchio e le sfugge un gemito di piacere mentre le mani artigliano la mia schiena e le gambe si aprono... no Christina, so quello che vuoi ma non ancora: comincio a scendere verso il basso, lascio una scia di baci sulo stomaco e sul ventre, mi fermo a leccarle l'ombelico e scendo ancora, la mia testa è fra le sue gambe e le bacio l'interno delle cosce avvicinandomi sempre di più.
Un rumore di passi mi distrae, mi volto, sono Claudia e il suo ragazzo! Lei si tira indietro tra lo stizzito e l'imbarazzato, ma lui comincia a spogliarla senza troppe cerimonie: ok, non sarò io a farmi problemi...
La mia bocca va decisa sul sesso di Christina, la lingua sfiora le piccole labbra che si aprono, penetra, si incunea, risale cercando il clitoride, lo trova, lo avvolge stuzzicandolo; Christina spinge il suo sesso contro la mia bocca inarcandosi con un gemito di piacere, si gode la mia lingua mentre dalla sua bocca escono ansimi e parole che non capisco ma che immagino... sento che mi prende per le braccia e mi tira sopra di sé, è il mio cazzo che vuole adesso, la mia erezione è durissima e quando glielo appoggio sulla fica si spinge contro di me facendosi penetrare.
La martello, cambio il ritmo, più piano, più forte, colpi spietati che a un'altra donna farebbero male ma lei vuole sempre di più e intanto le mia mani stringono i suoi seni, stuzzicano i capezzoli e li strizzano strappandole un gemito.
“Ahi, mi fai male così!” Non è la voce di Christina, è quella di Claudia poco distante e istintivamente mi volto: la biondina è sdraiata a terra completamente nuda, con il suo ragazzo sopra, e la sua tenera vagina deve star venendo strapazzata in malo modo.
Torno a concentrare la mia attenzione sulla tedesca, ci scambiamo uno sguardo eloquente “noi sappiamo far di meglio”, e per dimostrarmelo lei spinge ancora di più il suo sesso incontro al mio.
Sfilo il cazzo fino ad appoggiare la punta sulle grandi labbra, poi di colpo penetro fino in fondo alla sua fica bagnatissima: Christina lancia un grido di piacere, si inarca e io continuo a penetrarla allo stesso modo mentre lei continua a gridare, le sue mani mi afferrano il culo e ad ogni mio affondo mi tirano verso di lei aggiungendo forza a ogni mio colpo.
Rallento, continuando a muovermi più dolcemente dentro di lei mentre è scossa dal primo orgasmo, le gambe incrociate dietro i miei fianchi e le braccia che mi stringono con forza, poi mi libero con delicatezza e senza uscire da lei mi giro sulla schiena tirandola sopra di me: adesso è lei che mi cavalca, impalandosi sopra il mio sesso mentre gioco con i suoi seni; le stuzzico i capezzoli e li stringo tra le dita, Christina si abbatte sopra di me continuando a andare su e giù e con una mano scendo al suo clitoride e lo accarezzo mentre il cazzo continua a sprofondare in lei.
“No, non... ahiii” Claudia è a pecorina, il suo ragazzo è dietro di lei e il cazzo che penetra il suo grazioso culetto le strappa dei gemiti più di dolore che di piacere.
Uno sguardo d'intesa e Christina sorride maliziosa, si alza e mi offre il culo: è bagnato dai suoi succhi e dalla mia saliva ed entro lentamente e con delicatezza; penetro un poco di più ad ogni spinta e sento i suoi gemiti rochi, “ja, ja”, con la sinistra la trattengo per un fianco mentre con la destra gioco con la sua fica, penetro con le dita e sento il mio cazzo al di là del sottile diaframma.
Spingo più forte mentre affondo con la mano muovendo le dita dentro di lei, le sue grida si fanno più forti e sento che anche il mio orgasmo si avvicina, ancora, spingo, ancora, ancora, esplodo finalmente nel suo culo mentre anche lei sta godendo nuovamente.
I nostri corpi sono ancora vicini mentre ci rilassiamo finalmente, con la mano accarezzo i suoi seni mentre comincio a tornare alla realtà dal lontano pianeta dove il mio orgasmo mi aveva spedito.
Mi guardo intorno, Claudia e il suo zoticone sono sncora lì, hanno finito ma non sembrano tanto contenti, soprattutto lei che gli sta dando dell'egoista; da quello che ho visto ha ragione, ma il ragazzo non la prende bene e con una risposta arrabbiata si riveste e se ne va, mentre Claudia resta lì, nuda sul suo telo e mormorando qualcosa che assomiglia molto a “stronzo”.
Christina mi guarda, guarda lei, guarda ancora me e sorride: ci capiamo...
CONTINUA


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