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Lui & Lei

"mi sento una .....! Finalmente"


di Membro VIP di Annunci69.it Zerosei11
14.01.2026    |    808    |    9 9.5
"Sento il suo sesso caldo , avvolgente, scivoloso gonfiarsi e preme come una ventosa contro il mio, prigioniero nel suo dannato Paradiso..."
Ho pubblicato da poco il mio ultimo racconto, "un insolita bevuta" e sono sorpreso dal fatto che la redazione di A69 lo abbia subito scelto per la sua "selezione racconti". Le letture volano, i "like" ed i commenti positivi sono sempre più numerosi.
Quasi 2000 visualizzazioni in una settimana. Incredibile.
Molti i complimenti da amici ed amiche nella mia chat personale, poi, però , un giorno, vengo sorpreso da un messaggio diverso.
Lo apro sperando sia una "singola" o una coppia in cerca di un incontro e invece no.
È lei.
Un piccolo passo indietro è necessario.
C'è un profilo sul sito che, dichiaratamente, non chatta e non fa incontri. È iscritta solo per pubblicare i suoi racconti e leggere quelli altrui.
"Ho letto la tua storia e sono rimasta colpita sia dal soggetto, sia dalla stesura. È molto eccitante e ti tiene incollata al testo fino alla fine. Sembra quasi una storia vera. Lo è?".
"Devi essere orgoglioso che sia stato inserito nella selezione racconti del sito", continua , "a me non è ancora mai accaduto".
Sono sorpreso, a dire il vero, che sia successo, ma adesso mi interessa solo il suo messaggio.
Rispondo ringraziandola e, dal momento che ho letto tutti i suoi racconti, compreso l'ultimo, ricambio i complimenti.
"È stata solo una circostanza fortunata, ma.....se proprio vuoi essere selezionata pure tu, dovrai scriverne uno con me, prima o poi", azzardo.
Capisco subito che può sembrare una proposta goffamente audace, così continuo con un "ovviamente sto scherzando, non hai certo bisogno di me per scrivere, eppoi vedo che la distanza potrebbe essere un ostacolo".
Appare subito la doppia spunta blu, ma nessuna risposta. Per giorni.

Una mattina, poi, mi sveglio con cinque o sei messaggi nella chat.
Due dei soliti SINGOLI kamikaze, un paio da coppie, uno da una cara "amica" e...Lei.
È inutile dire che vado subito alla sua chat, col fondato timore di ricevere un giustificato "cartellino rosso ".
"Potrei essere pure la tua vicina di casa, che ne sai?!".
"La distanza qui dentro è una categoria dello spirito", continua.
Wow.
Resto un attimo in silenzio tra me e me.
È una risposta gentile alla mia proposta o posso pensare ad una maliziosa apertura?
"Io sono di Firenze" rispondo, "e leggo Massa nel tuo profilo, è un depistaggio"?
I pallini colorati danzano sotto il mio messaggio.
Trattengo il fiato.
"Mi hai colto di sorpresa con la tua provocazione e non nascondo che mi ha creato un' insolita ed inaspettata eccitazione l'idea di scrivere un racconto erotico a 4 mani".
"Con un uomo, poi ", aggiunge qualche secondo dopo.
"Vuol dire che accetti?" incalzo senza far freddare la cosa.
"Si", lapidaria.
Il flag giallo che indica "utente online" scompare dopo circa dieci minuti senza altri messaggi e passano almeno tre o quattro giorni di silenzio assoluto.
Capisco che è il suo modo di vivere il sito.
"Abito a mezz'ora da Firenze, se mi inviti a casa tua, ho già pronto il soggetto per il racconto. Io non posso ospitare perché sono una donna sposata e mio marito non conosce questa mia inclinazione per l'erotismo"
"Ti avverto però", continua, "non è un incontro.
È, diciamo così, una partnership artistica. Non farti strani pensieri, non sono sul sito per questo".
Incasso e porto a casa.

Casa è pulita, profumata, in ordine, una bottiglia di Franciacorta in fresco, il camino acceso e, data l'ora, pure dei pasticcini di benvenuto sul tavolo.
Il giorno è arrivato.
Un appuntamento di "lavoro" in piena regola.
Suona il campanello e non senza un po' di nervosismo vado ad aprire la porta.
"Piacere Elisa".
Capelli castano scuro, leggermente ondulati e poco al di sotto delle spalle, alta un metro e settanta circa, occhiali da vista con montatura nera Dior a farfalla, rossetto rosso acceso, pelle chiara come la luna. Potrei dire tra i quarantacinque e i cinquanta, portati da vera dea.
Il freddo di gennaio e un lungo piumino nero fin sotto il ginocchio non mi regalano altro.
Per il momento.
Varcata la soglia e insieme a quel coprispalla, ormai superfluo, sembra togliersi di dosso pure quel pizzico di imbarazzo che ci ha sorpreso sulla porta.
Una "lupetto" bianco panna di cachemire e una gonna a tubo nera poco sopra il ginocchio mettono in mostra, adesso, un corpo snello e tonico e i miei occhi non possono non cadere su due caviglie sottili e affusolate che terminano in uno splendido decoltè di pelle nera tacco otto. Forse dieci.
Ad ognuno le sue debolezze.
"Scriviamo a secco, o mi offri qualcosa da bere prima?", irrompe ridendo mentre si siede sul divano accavallando due gambe che ora si, si mostrano in tutta la loro bellezza.
Quella battuta, come una lama rovente sul burro ghiacciato ci rende finalmente liberi, sereni, confidenti, complici, come ci conoscessimo da sempre.
Come necessario per scrivere ciò che avremmo voluto.
Riempio due bicchieri di bolle ghiacciate e mi metto accanto a lei.
"Al nostro racconto, allora!", facendo tintinnare i calici.
Mi guarda fissa negli occhi.
Mi accorgo adesso che è bellissima, con un potenziale erotico che sembra esploderle dentro.
I bicchieri si vuotano e si riempiono a ritmo serrato alternati da mille parole, risate e complici sorrisi.
"Dai su, buttiamo giù questa storia" taglia corto quando ormai la bottiglia è vuota, calda e sdraiata sul pavimento.
Non prende il tablet, però.
Mi si avvicina. Molto, troppo.
Sento il suo respiro confondersi con il mio il suo profumo mai così dolce e pungente come adesso.
Percepisco il calore del suo corpo.
Le sue labbra calde, morbide, umide, profumate di rossetto si posano sulle mie, la sua lingua, il suo sapore, confuso a quello del Franciacorta, mi riempiono improvvisamente la bocca.
Mi prende la mano destra e se l'appoggia su un ginocchio. Posso sentire la sua pelle fremere, i brividi che la percorrono al mio tocco. Le sue gambe si divaricano leggermente mentre la mia mano sale seguendo l'interno della sua coscia. Percepisco i muscoli contrarsi dolcemente al mio movimento. Appena arrivo a lambire il suo sesso caldo e umido, quel tanto da rendermi conto che non sta indossando alcuna biancheria, serra violentemente le gambe come una morza sulla mia mano e quel bacio caldo, morbido e bagnato diventa un morso deciso sul mio labbro inferiore. Non provo dolore, ma sento la sua esitazione, il dubbio, la paura.
"Fanculo", sento sibillarmi in bocca mentre il morso torna a sciogliersi in un bacio dolcissimo e le sue gambe si allentano di nuovo.
"Fanculo".
Con la mano si tira su la gonna del tutto e adesso posso vedere la sua vagina perfettamente depilata con delle labbra splendidamente formate e bagnate a contatto con la mia mano.
Il suo corpo ora si irrigidisce, ora si scioglie al muoversi delle mie dita che adesso accarezzano, sfiorano, entrano, raggiungono le nostre lingue per gustare il sapore acido , dolce e sapido del suo piacere.
Sento la sua mano posarsi sui miei pantaloni e salire fino alla mia erezione ormai impossibile da tenere ancora dentro.
Abbandona le mie labbra per sbottonare velocemente i jeans. Li tira giù con forza insieme agli slip per afferrare il mio sesso alla base guardandomi fissa negli occhi. Lo sento pulsare nella sua mano serrata, e vederla col mio cazzo scomparire e riapparire tra le sue labbra mentre mi punta fissa da dietro quegli occhiali, è troppo.
Si alza in piedi, non stacca mai il suo sguardo da me, si tira su la gonna quel poco che resta ancora da tirare su, mi sale lenta in collo e con la mano destra mi fa dolcemente scivolare dentro di sé.
Afferra il mio viso con entrambe le mani e mi bacia violentemente mente inizia la sua danza. Sento il suo clitoride strusciare ora forte, ora dolce controllo mio bacino. Mi morde e mi bacia mentre geme, affannosa respira, si ferma e si nuove come una marea su di me che mi bagna e mi travolge di piacere ad ogni ondata. I suoi occhi scuri sono uno specchio lucido in cui mi rifletto.
I movimenti diventano d'un tratto ritmati, regolari, continui, incessanti come un ballo tribale. Sento il suo sesso caldo , avvolgente, scivoloso gonfiarsi e preme come una ventosa contro il mio, prigioniero nel suo dannato Paradiso. Il suo respiro si ferma per un attimo, la sua testa si inarca all'indietro, le lecco il collo leggendo con la lingua il suo godimento in ogni vena ormai gonfia di passione. Le sue unghie sono conficcate sulla mia nuca quasi a non voler cadere giù.
Un urlo di piacere scuote un surreale silenzio interrotto solo dall'ansimare dei nostri respiri e dagli umidi e viscidi rumori dei nostri sessi.
I suoi occhi ancora spalancati nei miei.
Si ferma, mi lecca le labbra mentre il mio bacino è un lago caldo e fluido che scende tra le gambe.
Sono duro dentro di lei.
La sua danza ricomincia impercettibile, lenta, implacabile, inesorabile come la sua lingua nella mia bocca.
"Voglio sentirti esplodere dentro di me", mi sussurra in bocca "vienimi dentro", mi ordina.
Sono troppo eccitato da quell'esortazione diventata subito dopo un comando. I suoi denti sulle mie labbra, l'odore del suo orgasmo che mi invade i sensi, il suo bacino che si alza e si abbassa sul mio cazzo fradicio mi tolgono ogni capacità di ragionare.
Sono suo. completamente.
Non ho più voglia di resistere, sarebbe impossibile. Inutile.
Il mio orgasmo pulsa fino ad esploderle dentro come un vulcano rimasto inattivo troppo a lungo. Percepisco la mia forte eiaculazione che la inonda dall'interno, calda, densa, viscida.
Silenzio, respiri lenti, carezze.
Lentamente si solleva facendomi uscire.
Non stacca mai il suoi occhi dai miei. È una dolce tortura il suo sguardo da cui non riesco a fuggire.
Mi si siede di nuovo accanto e spalanca le gambe, completamente, portando le sue ginocchia all'altezza del viso e i piedi sul divano.
Mi prende per mano e mi accompagna davanti alla sua vagina che gronda pulsante, calda e lucida del mio e del suo orgasmo.
"Leccamela".
Non ragiono piu, obbedisco quasi incapace di oppormi.
Conosco il mio intimo sapore ma non l'ho mai bevuto da una così diversa e splendida fonte.
Non è il mio sapore, non è il mio odore. È il suo sesso e il mio, il suo orgasmo e il mio, la sua consistenza e la mia miscelati in un caldo e sublime cocktail.
"Raccogline più che puoi con la lingua e baciami".
Lo faccio.
Le sue labbra, le mie, la saliva, lo sperma il suo orgasmo....... sublime.
"Mi sento una troia. Finalmente"!
La guardo sorpreso, incredulo, non non dico nulla.
"Grazie", aggiunge dolcemente.
"Adesso hai il titolo e il soggetto per la storia a 4 mani che volevi. Scrivila".
Si alza lentamente dal divano, sorride compiaciuta, si abbassa la gonna con movimenti eleganti, si rimette le scarpe come una vera signora, si aggiusta un po' i capelli, prende il soprabito sotto braccio e si avvia sfilando verso la porta.
"Mandami la bozza prima di pubblicarla, mi raccomando" mentre sento aprire la porta.
Si gira verso di me, "dobbiamo pubblicarla, insieme, nello stesso momento, non dimenticarlo" .
La porta si richiude dietro di lei e scompare.

🌹Se vi è piaciuta......un 👍🏻 sarebbe molto gradito 🌹




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