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Lui & Lei

Virginia (parte prima)


di Membro VIP di Annunci69.it Zerosei11
14.10.2025    |    439    |    5 9.6
"Inizio a fare entrare il dito dentro, piano piano mentre la mia lingua fa il resto, come una tortura cinese un po' dentro e poi di nuovo fuori a giocare con movimenti circolari insieme alla mia..."
Capelli castano scuro, leggermente mossi, una T-Shirt di cotone bianca, quella mezza taglia sopra il necessario sufficiente per lasciare i suoi seni liberi di ondeggiare sfrontatamente e i suoi capezzoli sollecitati dal tessuto, inturgidirsi al punto di segnalare maliziosamente la loro posizione.
Un paio di shorts "mommy size", come vanno adesso, con quasi tutte le gambe esposte nella loro splendida abbronzatura e, a finire, un paio di sneakers bianche.
Suona così il campanello della mia bottega Virginia, 35 anni da Toronto, Canada.
"Sei tu il mio maestro"? fa uscire dalle sue labbra ben fatte e incastonate in un bel viso senza traccia di trucco. Intanto due occhi marroni, profondi come una tazza di caffè stanno bucando il mio sguardo.
"Credo proprio di si", le rispondo cercando di non tradire l'attrazione che sto già provando per lei.
Sarebbe stata con me tutto il giorno di quel caldo lunedì di metà luglio ad imparare una complessa tecnica orafa e contrariamente a quello che la vulgata popolare recita, V. è veramente una donna sveglia, intelligente e molto dotata nonostante sia bella e sexy da fare male.
E lei lo sa.
Cazzo se lo sa di essere sexy e bella.
La mattinata passa veloce e non posso nascondere che si sia stabilito un ottimo feeling tra di noi. Le confidenze e le risate tra un lavoro ed un altro sono molte e, spesso, il discorso cade su uno scivoloso piano malizioso.
Poi, di pomeriggio, dopo una breve pausa pranzo, "vorrei fare un anello per un dito del mio piede".
E Guardandomi fissa negli occhi, senza perdere tempo si china quel poco per sfilarsi la scarpa destra e togliersi con un veloce movimento del pollice il calzino. "Chinati per favore" mi dice perentoria "e prendi la misura del mio dito". Sorride beffardamente la bimba mentre mi appoggia, lentamente, il piede tra le mani.
Ho visto piedi di donna a decine, ma quello, quello sembrava scolpito da Canova.
Verosimilmente numero 38, dita affusolate, magro a sufficienza da far emergere delle sensuali vene sul ponte. Toccare le vene sul ponte di un bel piede femminile è come leggere il Kamasutra in braille.
Unghie curate in maniera maniacale e uno smalto turchese "Tiffany" mat che a contrasto con l'abbronzatura fa sembrare quelle piccole dita tante pietre preziose.
Il caldo ha reso il piede leggermente umido e posso sentire tutto il suo delicato odore. Inavvertitamente devo aver aspirato troppo forte col naso e lei se ne deve essere accorta perché, ridendo, solleva il piede e me lo schiaccia maliziosamente sul naso muovendolo quasi a voler spengere una sigaretta sul mio viso.
La miccia si è ormai inevitabilmente accesa.
Apro la bocca e con la lingua inizio a lambire la pianta del piede, dolcemente, delicatamente, ma avido di ogni sfumatura di odore e sapore. La pelle del suo piede è morbida, levigata come l'avorio, sembra non ci abbia mai camminato, cazzo, e in meno che non si dica lei me lo spinge tutto in bocca. Le piace, sembra, almeno quanto a me. Le lecco e le succhio ogni singolo dito come fossero altrettanti clitoridi turgidi e vogliosi. Li bacio come una cosa preziosa.
Lei geme e e con un gesto dolce ma deciso con l'altro piede mi avvinghia il collo e mi invita a salire....più in su.
Alzo lo sguardo e mi guarda come se non desiderasse altro. Io uguale. Dopo averle leccato, baciato e mordicchiato ogni centimetro della caviglia, del polpaccio e dell'interno coscia, dopo aver mappato orni sfumatura di brivido, sono li, tra le sue gambe toniche, turgide e ormai completamente aperte e piegate sulla sedia. Ha ancora gli shorts addosso ma non sono sufficienti a coprire i suoi mini slip color rosa pastello. La mia lingua gioca tra le frange dei pantaloni e l'elastico degli slip. È totalmente depilata di fresco e questo rende facile alle sue grandi labbra ormai fradice della mia saliva uscire dagli argini della sua biancheria. non ragiono più.
Mi allontana il viso bruscamente, si alza, si toglie velocemente pantaloni e slip e si rimette sulla sedia a gambe completamente aperte per continuare ciò che aveva interrotto.
Adesso è completamente spalancata ai miei occhi. Liscia e perfetta con ogni sua linea e curva e piega. Le sue "piccole" labbra ormai del tutto spavaldamente e avidamente protese all'esterno quasi a volermi abbracciare con i loro toni bruni a contrasto col rosa del resto.
Il suo odore mi arriva come la carezza di una sirena. IRRESISTIBILE.
Le note floreali del sapone intimo usato poche ore prima lasciano spazio all'odore vero, buono, sfacciato e arrogante del suo sesso. Un odore stupendo che è preludio di un sapore ancora più vero e goloso. La mia lingua è ormai un tutt'uno con la sua vagina. No sono più in grado di capire dove inizia la mia e dove finiscono le sue labbra, il suo clitoride. Adoro i suoi fluidi sapidi che invadono la mia bocca. Quando insieme alla lingua inizio la combo col dito la sento gemere forte e spingere la sua fica ancora più verso di me. Se solo fosse possibile. Inizio a fare entrare il dito dentro, piano piano mentre la mia lingua fa il resto, come una tortura cinese un po' dentro e poi di nuovo fuori a giocare con movimenti circolari insieme alla mia bocca. Di nuovo dentro, un po' di più questa volta, e rivolto verso l'alto. So dove cercare e quando sento che il suo Punto G si gonfia al premere e muoversi del mio polpastrello, i suoi movimenti diventate sincopati e il suo respiro sempre più accelerato e forte... capisco che.....
Passa poco e il suo sesso si gonfia sempre di più, sempre di più, il suo genito diventa un urlo, la sua vagina preme a forza sul mio dito come una ventosa quasi a volerlo espellere a forza
È il momento che aspettavo, che desideravo, lei si inarca il suo urlo diventa lungo e forte la sua mano ha preso a forza il posto della mia lingua sulla sua fica e insieme ad un "oh my God" mi squirta violentemente in bocca che è li, aperta, ad aspettare il suo ambito premio e voler bere ogni singola goccia del suo orgasmo che sembra non finire mai. I suoi occhi fissi suoi miei, ma adesso lo sguardo di sfida è diventato poetico , trasognato, quasi estatico, i suoi denti mordono violentemente le labbra inferiori della sua bocca le sue gambe tremano ancora in preda agli spasmi intorno al mio collo. Ed io....io tra le sue gambe, lì, completamente fradicio (nonostante ne avessi bevuto la maggior parte), impregnato del suo acre odore di sesso che guardandola fissa negli occhi lecco dolcemente le sue grandi labbra e il suo ano splendido quasi a non voler sprecare niente di quel dono inaspettato, ma anche a volerle fare capire che......il gioco è dannatamente appena cominciato
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