Lui & Lei
sabato sera...(Lei racconta)
16.06.2024 |
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"Mi muovo, mi contorco, aumento il ritmo, rallento fino a fermarmi e poi cambio posizione..."
Fantastico, è sabato sera, è terminata una settimana di lavoro e di pensieri. Chiudo la porta del negozio ed gioisco al pensiero di quanto è bello tornare a casa e poter disporre del tempo senza vincoli d’orari. Penso alla cena, al dopo cena ma anche all’aperitivo e alla notte… chissà cosa porterà… ed il risveglio?… e poi domani è domenica…
Finalmente arrivo a casa, apro la porta Gabriele è ancora fuori, mi aveva avvisato che probabilmente avrebbe tardato. Bene, così, mi faccio subito una doccia rigenerante e poi preparo qualcosa.
Accendo lo stereo, lo sintonizzo sulla frequenza della mia radio preferita e subito la musica echeggia per casa, lasciando il suo buon umore. Nel frattempo faccio scorrere l’acqua nella doccia e mi ci butto sotto. Scroscianti goccioline tiepide picchiettano sulla mia pelle, le tensioni lentamente scivolano via ed il profumo del doccia-schiuma mi rivitalizza.
Gabriele è ancora fuori ed il mio pensiero gli corre incontro, con tanto desiderio di lui… La doccia continua a bagnarmi ed i capezzoli s’inturgidiscono, l’acqua che scorre sulla pelle si trasforma in immaginari abbracci appassionati e in voluttuose carezze. Le mie mani si muovono da un istinto ben conosciuto, iniziano dal seno per scendere poi al pube. Scivolano, dolcemente scivolano sempre più giù… lentamente risalgono e tornano ai capezzoli agevolate dalla schiuma per poi arrivare ancora a sfiorare i riccioli neri del pube…
Un rumore interrompe la magia. Mi fermo. Resto in ascolto. Forse è arrivato Gabriele. Non sento nulla, intanto la mia mano è ferma là dove l’avevo lasciata e il dito medio continua la sua esplorazione in tutto quell’umido che si è creato, intanto l’acqua scorre ed il vapore crea atmosfera... che bello sentire le mie mani percorrere la mia pelle ed insinuarsi in me, vedere quel dito “malandrino” apparire e sparire tra le grandi labbra… Ho voglia di sesso, non vedo l’ora che torni Gabriele per condividere con lui il mio stato d’eccitazione… speriamo che arrivi presto.
Nel frattempo mi accorgo che il mio allarme era infondato, non era Gabriele, forse la radio…
Mi desto dal torpore della doccia, la chiudo, prendo l’asciugamano, mi tampono la pelle ed esco. L’eccitazione persiste, nonostante mi sia appena asciugata, in mezzo alle gambe sento ancora molto bagnato.
Tra i cassetti della biancheria cerco qualcosa di accattivante da indossare, qualcosa che non lasci fraintendere le mie intenzioni e che dia adito a momenti di fuoco… bellissimo… il sottoveste nero, quello trasparente, elasticizzato, quello con lo spacchettino in pizzo, lungo appena sotto il sedere che lascia intravedere il disegno dei glutei… sì così mi sento sexy…
Infilo lo slip nero coordinato e nei movimenti sento persistere l’umido in mezzo alle gambe... è meglio che non ci pensi.
Vado in cucina, per preparare qualche stuzzichino per l’aperitivo, mi devo sbrigare visto che Gabriele può arrivare da un momento all’altro.
Acciughe, olive nere, maionese, qualche grissino, qualche bruschettina spezziata… Squilla il telefono, un po’ irritata vado a rispondere, quest’interruzione mi distrae dai miei progetti e mi fa perdere tempo. E’ Gabriele mi avvisa che è appena partito dall’ufficio e tra venti minuti circa arriverà a casa. Bene, così ho tempo per mettere tutto a puntino.
Sistemo la tavola, preparo i flut per l’aperitivo, tutto è pronto. Le luci sono soffuse, la musica di fondo, ora non mi resta che aspettare.
Mi guardo allo specchio, è bella l’immagine che vedo riflessa. Mi vedo seducente.
Scalza, le gambe ben tornite e muscolose, forse un pò troppo, questo sedere sfacciato che solleva il sottoveste, poi su, su i capezzoli che vogliono essere protagonisti sotto al sottoveste coperti dai miei lunghi capelli mori che scendono sulle spalle nude e questi occhi languidi che ora dicono: “Quanto sei porca”…sì! Mi sento così.
Manca qualcosa però, non pienamente soddisfatta di quello che ho appena visto mi viene un’idea. Torno in camera apro l’armadio e le cerco, eccole. Mi tolgo lo slip e me le infilo… collant nere, velate, sembrano un’autoreggente ma non lo sono, hanno un sexy reggicalze incorporato, da spiegare è un pò difficile, ma garantisco sono molto accattivanti. Il pube, libero, si mostra nel suo nuovo look (a freccia) con le grandi labbra ben sporgenti e molto lucide… cresce l’eccitazione, nel mio sesso c’è un’autostrada per raggiungere il piacere e non vedo l’ora che venga percorsa. Ora è perfetto…
Mi siedo sul divano col mio libro, la musica continua a farmi compagnia… com’è lunga l’attesa… ma ecco sento il bip dell’apri e chiudi della macchina, poi la chiave della porta giù… nel frattempo, idea, vado in cucina apro il frigo e aggiungo maionese là dove c’è già un concentrato di umori e ritorno di corsa sul divano: gambe stese, incrociate, lettura attenta al libro, finalmente sento la chiave nella toppa, la porta si apre e dal corridoio sbuca il viso dolce e sensuale di Gabriele.
Con aria d’indifferenza alzo gli occhi dal libro ed osservo la sua espressione sorpresa ed estasiata. Resta immobile, lì sulla porta, mi osserva, mi contempla, forse (!?!) non si è ancora reso conto di quello che lo aspetta.
L’invito a mollare tutto quello che ha in mano e ad avvicinarsi.
Mi sono sbagliata su quel forse, mi si avvicina baciandomi calorosamente e maliziosamente inizia a giocare. Il suo caldo respiro e la sua eccitazione mi fanno capire che ho colpito nel segno.
Mi assaggia ed assapora la prelibatezza che sta racchiusa nel mio sesso. Si ritrae, mi osserva, mi percorre con un dito, va a cercare quel po’ di maionese rimasta e si lecca il dito, proprio come se l’avesse immerso nel vasetto, il furbetto. Mi sfiora tutto il corpo, soffermandosi sul capezzolo destro, che, tanto stuzzicato da quest’atmosfera, ha trovato largo tra le pieghe del sottoveste ed ora si erige verso la sua bocca assetato di baci e morsetti.
Il mio corpo lo vuole ed anche il suo vuole il mio ma temporeggia e mi lascia lì, stesa sul divano per tornare dopo poco: nudo, con l’asciugamano avvolto sui fianchi ed un’espressione che promette lunghi kilometri d’autostrada.
Con una seducente mossa, l’asciugamano cade a terra sul tappeto, il suo membro si erige alto, duro e lucido delle sue secrezioni… non vedo l’ora di succhiarlo, di leccarlo e di sentirlo dentro di me e giocare a perdifiato.
Il pensiero corre come l’azione, infatti mi rendo conto di leccarlo già quando i nostri corpi sono a pochi centimetri di distanza.
Divano, tappeto ed ancora tappeto. Io su di lui, lui su di me.
Lui assaggia gli ultimi resti di maionese ed anch’io ne sento il sapore sparso in tutto quel bagnato, in quel groviglio di corpi. Scivoliamo, ci perlustriamo. Ancora a cavalcioni, io su di lui, proseguo la mia corsa verso il piacere. Mi muovo, mi contorco, aumento il ritmo, rallento fino a fermarmi e poi cambio posizione. Gli mostro il mio fondoschiena, i miei sodi glutei in mezzo ai quali scompare il suo pene, m’inarco tanto che i capelli gli solleticano il ventre. Gabriele mi prende per i fianchi e mi accompagna nel ritmico su e giù. So che gli piace questa posizione e mi diverto a stuzzicarlo.
Di scatto mi alzo e mi giro, ricomincio a succhiarglielo e gli pongo in faccia il mio sesso dove prontamente ci s’immerge. Ognuno di noi è tanto intento nel piacere dell’altro che quasi ci si scorda del proprio, ma la mossa giusta ci riporta all’ascolto delle nostre sensazioni e dolcemente ci troviamo uniti, concitati dalle nostre eccitazioni più profonde...
Sudati e affannati stesi lì, sul tappeto, abbracciati; la radio continua la sua programmazione… è sabato sera e la notte è ancora lunga…
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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