Lui & Lei
È successo di nuovo 😋🩷
SteDul97971
10.06.2026 |
420 |
0
"Poi ha aperto il cassetto del mio comodino e ha tirato fuori uno dei miei vibratori, l’ha acceso e ha iniziato ad accarezzarmi con esso..."
Erano passati quattro mesi dall’ultima volta.E in quei quattro mesi avevo provato a fare finta di niente.
Avevo provato a convincermi che mi fosse passato. Che non ci pensassi più. Che fosse una cosa chiusa.
Ma non era vero.
Mi mancava. Mi mancavano le sensazioni che mi aveva fatto provare il suo cazzo. Mi mancava il suo sapore e come lo avevo sentito dentro di me.
Non era solo un pensiero: era qualcosa che mi invadeva la testa e al ricordo di quelle sensazioni diventavo matta.
Mi bagnavo, avevo voglia di averlo ancora nella mia bocca e tra le mie gambe.
Non riuscivo a dirlo a nessuno, e a dire la verità nemmeno a me stessa.
Poi, un pomeriggio, mentre ero a lavoro, mi è arrivato un suo messaggio.
Poche parole. Dirette.
Di vederci.
E ho sentito subito quel colpo al petto, quello che cerchi di ignorare ma che ti tradisce subito.
Ho fatto finta di niente, ho risposto come se fosse una cosa normale.
Ma non lo era.
Perché in realtà avevo già capito che bastava questo per far crollare tutto quello che mi ero raccontata nei mesi prima.
Ho deciso che per me andava bene e gli ho mandato la posizione di casa mia.
Sono arrivata ed era lì fuori, l’ho fatto salire in macchina per entrare insieme e ho parcheggiato.
Avevo il cuore che mi batteva a mille, la testa che viaggiava per conto suo e in mezzo alle gambe mi stavo già bagnando.
Siamo saliti in casa e ci siamo messi sul divano.
Non ho fatto niente inizialmente, non sapevo se voleva la stessa cosa che volevo io.
Ad un certo punto, dal lavoro lo hanno chiamato e mentre parlava si è slacciato i pantaloni.
In quel momento ho rivisto il mio cazzo preferito. Lo fissavo in tutta la sua bellezza. Ricordando quanto era buono e come mi aveva fatto sentire le volte precedenti.
La chiamata è finita presto, per fortuna. Ho detto solo "ma non possiamo", e alla sua risposta "tu puoi fare quello che vuoi" ho smesso di pensare che fosse una cattiva idea.
Ho smesso proprio di pensare.
Tutto quello che mi ero detta fino a quel momento è sparito nello spazio di pochi secondi.
C’era solo quello che sentivo.
E quello era troppo forte per essere ignorato.
Il resto non aveva più regole.
Non aveva più freni.
E quando ho capito cosa stava succedendo, era già troppo tardi per tornare indietro.
Ho iniziato a leccare il suo cazzo con una voglia che non avevo mai avuto nella mia vita.
Ho iniziato a baciarlo e a succhiarlo, godendomi ogni istante.
Mi ricordo il sapore che ho sentito quel giorno, perché era condito dal fatto che non mi aspettavo accadesse.
Il suo cazzo è perfetto nella mia bocca, e lì me ne sono proprio resa conto, quindi, senza dire nulla, ho continuato a succhiarlo e ad accarezzarlo con la lingua, baciandolo ogni tanto.
Dopo un po' mi ha chiesto di andare in camera e ho accettato.
Mi ha fatta sdraiare, mi ha sfilato le mutande e mi ha aperto le gambe.
Si è avvicinato alla mia figa con la testa e per un secondo sono stata indecisa se lasciarlo fare o no.
Non avevo mai permesso a nessuno di leccarmi lì sotto.
Era sempre stata una cosa troppo privata per me, lasciarmi andare, lasciare il mio piacere così nelle mani di qualcuno.
Poi ho deciso di farlo, di lasciarlo fare, di fidarmi di quello che avrebbe fatto.
E ho fatto bene. Ha iniziato a leccarmi le labbra, piano piano e anche in modo più intenso. Mi ha succhiato il clitoride, in modo perfetto: delicato ma anche deciso. Infilava la lingua in tutti i punti in cui desideravo la infilasse, senza dover chiedere niente.
Poi ha aperto il cassetto del mio comodino e ha tirato fuori uno dei miei vibratori, l’ha acceso e ha iniziato ad accarezzarmi con esso.
L'ha passato in modo delicato sulla mia figa, lasciando che si bagnasse un po' prima di infilarmelo dentro.
Lo tirava fuori e poi rimetteva dentro. Lo lasciava dentro muovendolo e ruotandolo, e tutto questo continuando ad occuparsi ogni tanto del mio clitoride.
Sentivo caldissimo in mezzo alle gambe.
Era tutto strano e insolito, in quei mesi avevo spesso giocato con il mio vibratore pensandolo, ma mai avrei immaginato che un giorno lo avrebbe maneggiato lui.
Sentivo di non farcela più, che se avesse continuato così gli sarei venuta addosso.
Gli ho detto "scopami un po'", mi ha ascoltata.
Si è steso su di me e ha indirizzato il suo cazzo verso la mia figa.
Ricordo il momento in cui è entrato, quella sensazione bellissima.
Lo sentivo entrare e uscire con delicatezza ed era fantastico, poi lo sentivo anche dentro ed era bellissimo percepire che tutto lo spazio era occupato.
Ogni muscolo era stretto attorno al suo cazzo.
Dopo diverse spinte, alcune più delicate ed altre più decise, ho sentito il suo corpo irrigidirsi un pochino e il suo respiro iniziare a cambiare.
Stava per venire.
Infatti, dopo qualche altra spinta: "Amica, vengo".
E in quel momento mi sono passate in testa solo due cose, veloci: chissà se sarebbe riaccaduto, e il fatto che ero riuscita a non venirgli addosso.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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