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Prime Esperienze

8 dicembre 2023


di Membro VIP di Annunci69.it SteDul97971
03.05.2026    |    3.843    |    8 9.6
"E proprio lì ho capito che ero nei guai: non sarei più riuscita a stare senza di lui e il suo cazzo facilmente..."
Era l’otto dicembre del 2023.

Un pomeriggio quasi normale al lavoro, finché non l’ho visto lì.
Non doveva esserci.
Non ci incontravamo mai a quell’ora.

“Che ci fai qui?” gli ho chiesto.
“Do una mano ai ragazzi.”

L’ho guardato, con quel mezzo sorriso che già diceva tutto.

Qualche settimana prima ci eravamo dati un bacio e da quel giorno non riuscivo a non pensare che lo volevo.
Non mi era mai successo di dedicare i miei pensieri e i miei momenti da sola a qualcuno in quel modo, di avere qualcuno così fisso nella testa.

E così, anche se sono sempre stata timida, mi è uscita una frase diretta, senza filtri: “Anche a me dovresti dare una cosa… ma fuori dal lavoro.”

Da lì in poi non sono più riuscita a pensare ad altro per tutto il resto del turno.

La sera ci siamo scritti, non ricordo esattamente tutto nei dettagli ma il piano era semplice: vederci.

Guidavo senza sapere dove andare, con quell’agitazione nello stomaco e l’eccitazione che mi faceva stringere le gambe.
Non sapevo esattamente cosa stavo facendo, né se stavo forse sbagliando.

Poi ho visto il parcheggio della stazione. Perfetto. Isolato abbastanza.
Gli ho mandato la posizione.

Quando è arrivato, il cuore mi batteva forte. Era la prima volta che lo vedevo fuori dal lavoro… e si sentiva.

Quando mi ha detto di salire sul furgone, non ho fatto domande. Sono salita e basta.

All’inizio baci. I primi secondi pensavo a cosa stavo facendo, a quanto fosse strano per me essere lì, poi basta. Ho deciso che mi sarei lasciata andare del tutto perché era quello che volevo fare.

Dopo poco la mia mano è scesa.
Attraverso i pantaloni ho sentito subito il suo cazzo duro, gonfio.
Gli ho sbottonato i jeans senza pensarci troppo.
E lì…
cazzo.

Era il cazzo più bello che avessi mai visto.
Duro, grosso, con quelle venature che facevano venire voglia solo a guardarlo. Mi eccitava da morire. Lo volevo ovunque.
Non potevo farmi scopare, e questo mi stava rendendo abbastanza nervosa ma era lì, davanti a me, perfetto.

Mi sono avvicinata piano.
Un bacio leggero. Poi la lingua.
Una leccata lenta.

Lo sentivo reagire, e questo mi ha fatto venire ancora più voglia di continuare.

Ho iniziato a prenderlo in bocca con calma, senza fretta.

All’inizio piano, lasciando che si abituasse al ritmo, giocando con la lingua, alternando movimenti più lenti a momenti in cui scendevo più a fondo.
Mi fermavo ogni tanto, giusto per guardarlo… e poi riprendevo, ancora più decisa.

Più andavo avanti, più avevo voglia, più mi sentivo soddisfatta che lo stavo facendo godere.
Non stavo più pensando a “come farlo bene”, lo stavo facendo e basta, seguendo quello che mi veniva naturale, quello che mi faceva sentire più eccitata.

Mi piaceva sentire che gli stava piacendo quello che stavo facendo.
Ogni suo respiro più pesante, ogni reazione, ogni verso, mi faceva spingere un po’ oltre.

Era la prima volta che sentivo quella voglia così forte: succhiare un cazzo, far godere qualcuno, volerlo sentire perdere il controllo per colpa mia.
Continuavo a baciarlo ogni tanto, soprattutto sulla cappella.
Perfetta. Davvero perfetta. Non ne avevo mai vista una così.

La lingua scorreva lungo tutto il cazzo, lentamente, godendomi ogni centimetro.
Il suo sapore mi riempiva la bocca, intenso… e in quel momento mi sembrava davvero il sapore più buono del mondo.

Poi sono scesa un po'.

Anche le sue palle erano perfette, le volevo.
Ho iniziato a leccarle piano, senza fretta, insistendo anche un po' più giù… sentivo quanto gli piaceva, e questo mi stava facendo impazzire.

Sono tornata su.
Al suo cazzo.
Non volevo più staccarmi.
Avrei potuto succhiarlo per tutta la notte senza fermarmi.
Era perfetto nella mia bocca.

A un certo punto ho sentito la sua mano sulla mia testa.
All’inizio leggera… poi più decisa. Mi guidava, piano, e dopo un po' “Sto per venire,” ha detto.
Mi sono fermata solo un secondo, prima di rispondere “Vieni.”.
E l’ho ripreso subito, ancora più a fondo, ancora più decisa.

Volevo che lo sapesse, che la volevo davvero.
Tutta.
Nella mia bocca.
Era calda e buonissima.
Più di quanto avessi mai immaginato.

E proprio lì ho capito che ero nei guai: non sarei più riuscita a stare senza di lui e il suo cazzo facilmente.

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